Dieci anni fa moriva Bin Laden: ecco perché pianificò l’11 settembre

29 aprile 2021

Il giornalista pachistano Hamid Mir ha intervistato per ben tre volte Osama Bin Laden: nel 1997 a Tora Bora, nel 1998 in una grotta a Kandahar e nel novembre 2001 a Kabul, qualche settimana dopo gli attentati dell’11 settembre. “Era sotto pressione, non era rilassato – ha ricordato il giornalista dell’incontro avvenuto nel 2001 – non aveva l’aria di una persona vittoriosa. Ma una cosa era molto chiara: voleva risucchiare le truppe americane in Afghanistan e pensava che una volta che fossero arrivate in Afghanistan avrebbe avuto l’occasione di ripetere la storia della caduta dell’Unione sovietica”, ha affermato in riferimento all’invasione sovietica in Afghanistan (1979-1989). “Le mie conclusioni dopo l’ultimo incontro con lui erano che lui voleva di fatto risucchiare le truppe americane in Afghanistan e che questo era il suo principale obiettivo. Questo è il motivo per cui ha organizzato gli attentati dell’11 settembre. Voleva che le truppe venissero in Afghanistan per poter combattere contro di loro, o sconfiggerle in un campo di battaglia da lui scelto”.

Nella notte tra il primo e il 2 maggio ricorre il decimo anniversario dell’uccisione del leader di Al Qaida, avvenuta durante un conflitto a fuoco in un complesso di Abbottabad (il suo rifugio “Waziristan Haveli”), nel Nord del Pakistan. Un raid segreto ordinato dall’allora presidente degli Stati Uniti Barack Obama e realizzato da agenti della Cia e dalle forze speciali Usa (Navy Seals o Devgru). Poco dopo la sua morte, il corpo di uno dei 10 terroristi più ricercati al mondo fu sepolto in mare. L’uccisione di Bin Laden ebbe una risonanza planetaria e colpì l’immagine del Pakistan, mettendo a nudo le contraddizioni di un paese che per lungo tempo era stato la base di Al Qaida e dei suoi alleati talebani, soffrendo allo stesso tempo per gli effetti del terrorismo.

“Non era una persona dura, era molto umile, ma c’era una grande contraddizione tra la sua attitudine generale, era molto umile, molto dolce, ma le sue azioni erano completamente differenti. Questa era una grande contraddizione nella sua personalità. Come giornalista l’ho trovato molto umile, ma era colui che ha organizzato gli attentati dell’11 settembre e che ha cambiato il mondo. Questo è stato molto malvagio”. Il 7 ottobre 2001, meno di un mese dopo gli attentati, iniziò la guerra in Afghanistan. Hamid Mir era con Osama Bin Laden per l’intervista dell’8 novembre a Kabul: “La guerra era in corso, gli aerei e gli elicotteri americani bombardavano molto pesantemente Kabul. Passai almeno due notti, perché i suoi uomini mi spostavano da un nascondiglio a un altro, a guardare la danza di morte e distruzione, corpi senza vita ovunque. Poche ore prima della nostra intervista ho realizzato che forse non sarei tornato vivo”.

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