Divieto su deepfake pornografici generati da AI, via libera dal parlamento Ue
A Bruxelles il Parlamento ha approvato con larga maggioranza una norma che blocca l’uso di tool AI per creare immagini intime non consensuali; il via libera arriva nella plenaria del pacchetto Digital Omnibus, con 569 sì contro 45 no e 23 astenuti, per arginare abusi su donne e minori dopo casi come quelli su Grok di X.
L’attacco riassume l’essenza: l’Europa imbriglia l’AI contro derive sessuali non autorizzate, rispondendo a scandali recenti e imponendo regole ferree per tutelare la dignità personale.
Divieto mirato contro abusi
Il Parlamento europeo ha sancito un blocco netto sui sistemi di intelligenza artificiale deputati a produrre deepfake di natura pornografica. La misura, parte integrante del pacchetto Digital Omnibus, vieta esplicitamente strumenti capaci di fabbricare raffigurazioni intime, prive di abbigliamento e sessualmente connotate, riguardanti individui all’oscuro e privi di assenso. La votazione si è consumata in plenaria a Bruxelles: 569 i favorevoli, 45 i contrari, 23 gli astenuti. Un consenso schiacciante che segna un confine netto nell’uso dell’AI.
Parità di genere al centro
Maria Walsh, componente della commissione per la parità di genere, ha commentato: “La votazione odierna dimostra che l’Ue non permetterà che l’intelligenza artificiale venga utilizzata per sfruttare e umiliare donne e ragazze”. Le sue parole catturano lo spirito dell’iniziativa, volta a prevenire violazioni sistematiche della privacy. L’eurodeputata irlandese sottolinea come la tecnologia, se non regolata, amplifichi asimmetrie di genere preesistenti.
Risposta a scandali recenti
La norma interviene dopo episodi emblematici. Su Grok, chatbot sviluppato da X (ex Twitter), sono emerse immagini deepfake di donne e persino minori, generate senza consenso. Casi che hanno acceso i riflettori su rischi concreti dell’AI non governata. A gennaio la Commissione europea ha aperto un’indagine specifica su Grok, valutando violazioni al Digital Services Act. L’approvazione odierna accelera misure correttive, imponendo sanzioni a piattaforme e sviluppatori che ignorino i divieti.
Implicazioni per il quadro normativo
Il pacchetto Digital Omnibus delinea un ecosistema digitale più sicuro, con enfasi su accountability tecnologica. Oltre ai deepfake, abbraccia regole su trasparenza algoritmica e protezione dati. L’Italia, come Stato membro, dovrà recepire la direttiva entro termini stretti. Esperti prevedono un impatto significativo su social e app generative, con multe fino al 6% del fatturato globale per inadempienze. L’Europa si posiziona così come avanguardia globale contro derive pornografiche digitali.
