Dl bollette, ok Camera a fiducia. Misure su energia, fisco e sanità

Dl bollette, ok Camera a fiducia. Misure su energia, fisco e sanità
19 maggio 2023

Interventi complessivi per oltre 4,8 miliardi, di cui circa 3,57 per il pacchetto di interventi per fronteggiare il caro energia nel secondo semestre dell’anno, 1,085 miliardi per il contributo statale sul payback per lo sforamento della spesa sanitaria per l’acquisto i dispositivi medici e 170 milioni per i maggiori costi previsti per il potenziamento dei pronto soccorso e dei servizi di emergenza anche utilizzando i cosiddetti ‘gettonisti’. Le misure di carattere fiscale, volte ad agevolare l’accesso alle misure di tregua fiscale comportano costi valutati in circa 15 milioni.

Ora tocca al Senato

Queste le cifre del decreto cosiddetto ‘bollette’ che tiene insieme misure a sostegno delle famiglie e delle imprese per l’acquisto di energia elettrica e gas e anche interventi in materia di salute e adempimenti fiscali. Dopo il voto di fiducia, che ha fatto registrare 199 favorevoli e 129 contrari, la Camera sta completando l’esame provvedimento e stasera è previsto il voto finale. Il decreto passa poi all’esame del Senato. Il termine per la conversione è il 29 maggio. L’iter alla Camera ha visto momenti concitati dopo le osservazioni della Ragioneria Generale dello Stato sulla mancanza di copertura sulla norma, inserita durante l’esame delle Commissioni bilancio e affari sociali, sulla stabilizzazione dei ricercatori degli Ircss e degli Istituti zooprofilattici sperimentali. Approdato in Aula, il decreto è stato rinviato in Commissione che ha stralciato la misura. Tutti i gruppi hanno comunque chiesto la sua riproposizione, con adeguata copertura, in un altro provvedimento ed è stato approvato un ordine del giorno bipartisan in tal senso con il parere favorevole del governo. 

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Il pacchetto energia

Il pacchetto energia prevede il bonus sociale per l’elettricità e il gas anche per il secondo semestre del 2023, riconosciuto ai nuclei economicamente svantaggiati e ai cittadini in gravi condizioni di salute. Le agevolazioni sono rideterminate dall’Arera tenendo conto dell’effettivo utilizzo della misura nell’anno 2022. Il settore del gas potrà continuare ad usufruire dell’Iva al 5% anziché al 10%. Lo sconto si estende anche al teleriscaldamento. Sempre per il gas, nel periodo aprile-maggio-giugno è prorogato l’azzeramento degli oneri di sistema. Per i clienti domestici che non rientrano nel bonus sociale, a decorrere dal primo ottobre e fino al 31 dicembre 2023 è riconosciuto un contributo mensile, erogato in quota fissa e differenziato per zone climatiche, qualora il prezzo del gas superi specifiche soglie.

Credito d’imposta

Nel secondo trimestre del 2023 è prorogato il credito di imposta (utilizzabile solo in compensazione) a favore delle imprese per l’acquisto di energia elettrica e gas. L’agevolazione è riconosciuta se il prezzo della componente energetica, calcolato sulla base della media riferita al primo trimestre dell’anno al netto delle imposte, abbia registrato un aumento superiore al 30% rispetto al prezzo del primo trimestre del 2019. Per le imprese energivore il credito di imposta è pari a 20% delle spese sostenute per la componente energetica acquistata ed effettivamente utilizzata del secondo trimestre 2023. Per le altre imprese il credito di imposta è pari al 10%. Agevolazione analoga è prevista per l’acquisto di gas. Durante l’esame del provvedimento in Commissione è stata approvato un emendamento che assegna 2 milioni alle start-up innovative operanti nei settori dell’ambiente, delle energie rinnovabili e della sanità per le spese sostenute per le attività di ricerca e sviluppo di soluzioni innovative per la sostenibilità ambientale e per ridurre i consumi di energia.

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10 milioni allo sport

Con un altro emendamento approvato in Commissione sono erogati 10 milioni di euro in più (da 25 a 35 milioni) al settore sportivo per fronteggiare l’aumento dei costi dell’energia, con particolare riferimento alle piscine per attività sportiva di base. Nel settore sanitario la norma più attesa dalle imprese riguarda il payback per il ripiano del superamento del tetto di spesa dei dispositivi medici, per il quale è previsto un contributo dello Stato pari 1,085 miliardi. Con un emendamento approvato in Commissione è stato previsto che le aziende fornitrici di dispositivi possono regolarizzare la loro posizione versando la quota prevista ‘scontata’, pari al 48% del dovuto, ma a fronte della loro rinuncia a qualsiasi forma di contenzioso. Il pacchetto di misure nel settore sanitario comprende il potenziamento dei servizi di pronto soccorso e di emergenza. Viene confermata l’indennità per i medici e gli inferiori (100 milioni dal primo giugno al 31 dicembre 2023) e l’aumento della tariffa per le prestazioni aggiuntive (70 milioni).

I medici ‘gettonisti’

I medici ‘gettonisti’ potranno essere impiegati nei servizi di emergenza-urgenza e anche negli altri reparti. È stato comunque previsto che i servizi potranno essere affidati ai gettonisti per un periodo non superiore a 12 mesi. Secondo il Ministro della salute, Orazio Schillaci, si è trattato di un intervento per disciplinare il settore evitando abusi. Tra le modifiche approvate in Commissione, anche la possibilità di istituire negli ospedali e nelle strutture sanitarie postazioni fisse di polizia per contrastare episodi di violenza. Per le vittime dell’amianto è previsto un fondo di 20 milioni di euro. Nell’ampio capitolo fiscale, le misure approvate vanno dalla proroga dei termini per la definizione agevolata di atti non impugnati e ancora impugnabili al primo gennaio 2023 e divenuti definitivi alla regolarizzazione degli omessi pagamenti di rate a seguito di acquiescenza, accertamento con adesione, mediazione e conciliazione giudiziale.

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La notifica della cartella

Per accedere alla regolarizzazione la notifica della cartella di pagamento deve essere precedente all’entrata in vigore della legge di bilancio 2023 che ha introdotto l’istituto. Si prevede inoltre la non punibilità di alcuni reati tributari, come l’omesso versamento di ritenute per importo superiore a 150.000, l’omesso versamento dell’Iva per un importo superiore a 250.000 euro per annualità, l’indebita compensazione dei crediti superiore a 50.000 euro. La non punibilità riguarda i casi in cui le violazioni sono correttamente definite e le somme dovute sono versate. Con un emendamento approvato in Commissione viene estesa agli enti territoriali che riscuotono direttamente i propri tributi la possibilità di avvalersi dello stralcio automatico per gli importi non pagati fino a 1.000 euro e della rottamazione. Finora la possibilità era prevista per gli enti che si avvalgono degli agenti della riscossione.

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