Donne più attente degli uomini per stile di vita e prevenzione

6 marzo 2014

Nel campo della salute le donne non hanno rivali e vincono per manifesta superiorita’ contro i piu’ negligenti uomini. È quanto emerge dai nuovi dati dell’osservatorio Salute AstraZeneca , che svelano come le italiane siano nettamente il genere piu’ attento alla prevenzione delle malattie (25% donne vs 17% uomini), seguano piu’ spesso una dieta equilibrata a tavola (55% vs 45%) e in generale conducano uno stile di vita piu’ sano (51% vs 41%). Alcuni primati femminili sono pero’ poco invidiabili e possono rivelarsi un autogol. È il caso, ad esempio, della pigrizia e dell’ipocondria. Il 57% delle italiane non pratica, infatti, nessuna attivita’ sportiva, mentre tra gli uomini la percentuale dei ‘sedentari convinti’ cala al 47% (-10 punti percentuali). Inoltre, una donna su quattro dichiara di preoccuparsi molto quando avverte un disturbo o un malessere, pensando subito di avere una malattia grave (percentuale che scende al 17% tra gli uomini). Salute a forti tinte rosa.

Piu’ di un’italiana su due presta una grande attenzione alla propria salute e cerca di condurre uno stile di vita sano. Non e’ un caso, infatti, che la prevenzione emerga come la grande priorita’ femminile: almeno una volta all’anno 3 donne su 4 dicono di sottoporsi ad analisi di controllo generali (73% vs 62% uomini), piu’ di 1 su 2 non manca l’appuntamento con il proprio dentista (55% vs 53%), oculista (55% vs 46%), ginecologo (53% vs 25% uomini dall’andrologo) e circa la meta’ non dimentica gli esami per la prevenzione dei tumori (49% vs 32%). Dai risultati dell’indagine emerge, pero’, un dato preoccupante, che richiama l’attenzione sulla salute intima degli italiani in generale, indipendentemente dal genere. È vero, infatti, che il 53% delle donne va dal ginecologo almeno 1 volta all’anno, ma ben 1 su 3 dice di non sottoporsi mai (o quasi) a una visita ginecologica: si tratta di un dato cresciuto di ben 12 punti percentuali solo negli ultimi 2 anni (33% vs 21% nel 2012). Dall’altra parte non primeggiano certamente gli uomini: addirittura il 61% dichiara di non andare dall’andrologo (percentuale in lieve calo rispetto al 63% del 2012).

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