Dopo 404 anni tumulati a Porto Ercole resti del Caravaggio

A distanza di 404 anni esatti dalla sua morte, avvenuta il 18 luglio 1610, si e’ conclusa la vicenda dei resti del Caravaggio. Sono stati infatti tumulati in un’urna all’interno di un Parco monumentale funerario creato per l’occasione nel centro di Porto Ercole (Grosseto), dove avvenne la morte del grande pittore, con una cerimonia che ha aperto un’intera giornata di rievocazioni a cui presenziavano il sindaco Arturo Cerulli e il presidente della Fondazione Caravaggio Silvano Vinceti. Questo evento chiude anche la storia del ritrovamento dei resti di Michelangelo Merisi, detto ”il Caravaggio”. Le sue ossa, tumulate in un piccolo cimitero, sito esattamente dove oggi e’ stata posizionata la tomba, sono rimaste li’ fino al 1956, quando vennero dissepolte per lavori stradali e trasportate in una cripta sotto la Chiesa del locale Cimitero.

Qui sono state cercate, e trovate, ossa compatibili su cui sono state svolte lunghe ed accurate indagini scientifiche che hanno coinvolto tre Universita’, Bologna, l’Aquila e quella del Salento, col carbonio 14 e con l’analisi genetica confrontata con i consanguinei, che hanno potuto far affermare che le ossa individuate erano realmente del Caravaggio. ”Terminate le indagini scientifiche tra il 2009 e il 2010 – ha detto Vinceti – il Comitato si era preso l’impegno di dare una giusta sepoltura ad un grande genio pittorico che ha ubriacato di bellezza il mondo. Cio’ che ci ha mosso e’ stato un atto d’amore nei riguardi di Caravaggio e un modo per ridare cio’ che ci e’ stato donato”. 

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