Dopo voto Consulta, M5S pronto al secondo round su Italicum. “Patto Nazareno affonda”

Dopo voto Consulta, M5S pronto al secondo round su Italicum. “Patto Nazareno affonda”
6 novembre 2014

“Il patto del Nazareno affonda”, scrive il blog di Beppe Grillo in una nota ufficiale siglata M5S Camera e Senato. Una deduzione forse un po’ forte, ma e’ il risultato di una giornata a suo modo storica per il Movimento 5 stelle, con l’elezione del candidato proposto dai “grillini”, Alessio Zaccaria, al Csm e della candidata alla Consulta in quota Pd Silvana Sciarra, gradita ai parlamentari stellati e – con l’88 per cento dei si’ – anche agli attivisti consultati on line. Un successo consolidato dalla mancata elezione della candidata di Fi Stefania Bariatti. “Renzi e Napolitano ne prendano atto, la smettano di giocare con la legge elettorale, la Costituzione e i suoi organi di garanzia e abbandonino le larghe intese e gli indicibili accordi stipulati in segreto”, si legge sul blog dopo il mutuo riconoscimento Pd-M5S sancito dal voto. E in effetti, al di la’ dei passaggi formali, cioe’ il si’ dei parlamentari e degli attivisti stellati, per arrivare a questo risultato un dialogo fra le due principali forze politiche per peso elettorale c’e’ stato. Con l’ok dei vertici del movimento: innanzitutto di Gianroberto Casaleggio, che, raccontano, ha superato i suoi dubbi e dato personalmente il via libera iniziale al percorso. In coincidenza con il voto su Consulta e Csm, e’ scoppiata al Senato una polemica per la bocciatura in commissione Giustizia di un emendamento di Forza Italia sulla responsabilita’ civile dei magistrati, ad opera di un asse Pd-M5S. “Nessun segnale politico – puntualizza Maurizio Buccarella, senatore e componente di quella commissione – il nostro e’ il solito approccio pragmatico, nessun patto con il Pd”. Anche Alberto Airola, attuale capogruppo a palazzo Madama, circoscrive il campo delle conseguenze politiche della votazione odierna: “E’ un successo della buona politica, di un metodo che non e’ quello del Nazareno, ma ho forti dubbi che sia piu’ del semplice uso strumentale che il Pd fa del M5S in rapporto ai suoi accordi con Forza Italia”.

Anche una eventuale apertura del Pd sulla legge elettorale, dice scettico Airola, “posso immaginare che se la giochino con noi in maniera strumentale”. Il voto di oggi consegna comunque al M5S un risultato da spendere su due fronti. Su quello interno, per superare le resistenze di quelli che non credono agli spazi di manovra per le truppe di Beppe Grillo: “Si capira’ col tempo – osserva Danilo Toninelli, uno dei fautori dell’intesa ‘trasparente’ – il significato della nostra vittoria sul metodo. Ma il voto on line su Silvana Sciarra dimostra che c’e’ una immensa fiducia nel nostro lavoro di parlamentari, visto che abbiamo chiesto un si’ su una candidata proposta da chi ha fatto il Jobs act e lo sblocca Italia”. C’e’ anche il fronte esterno: sulla legge elettorale “si puo’ usare il metodo del confronto trasparente, ma dipendera’ da loro, sono loro che devono fare un passo”, avverte Toninelli. E una fonte vicina ai vertici M5S conferma: “Se c’e’ una frattura fra Renzi e Berlusconi sulla legge elettorale potrebbe esserci una nuova offensiva del movimento per riaprire il confronto. E anche sulla Consulta la partita non e’ chiusa: visto che il Pd ha ottenuto quello che voleva ottenere e che Forza Italia continua a presentare suoi candidati e a massacrarli, potremmo ricordare che il Movimento 5 stelle e’ la seconda forza politica per consensi elettorali…”.

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