Draghi incontra Parolin e Bassetti: sintonia con la Chiesa

Draghi incontra Parolin e Bassetti: sintonia con la Chiesa
Il presidente del Consiglio Mario Draghi con il Cardinale Pietro Parolin Segretario di Stato vaticano
2 marzo 2021

Nonostante mascherine, distanziamento, e il protocollo stravolto dalla pandemia, il clima è disteso, e non solo a parole: il presidente del Consiglio Mario Draghi riceve all’ambasciata italiana presso la Santa Sede i vertici della Chiesa, i cardinali Parolin e Bassetti, accompagnati da un codazzo di monsignori, e il tono è subito informale. “Siamo concittadini!”, esclama il cardinal Bassetti, arcivescovo di Perugia e dunque anche di Città della Pieve, dove si trova il buen retiro del premier. Draghi e i prelati si intrattengono prima di entrare, scambiano una battuta sull’insolita situazione di parlare con il volto coperto, chiacchierano senza fretta.

Non è sempre così: il tradizionale incontro bilaterale per l’anniversario dei Patti lateranensi e la revisione del Concordato, solitamente più frenetico può far registrare grandi sintonie o grandi distanze. Nel Palazzo Borromeo sono andati in scena, nel corso degli anni, la freddezza tra il “cattolico adulto” Romano Prodi e il suo ex amico cardinale Camillo Ruini, lo show di un Berlusconi lasciato solo alla fine del ricevimento da porporati e monsignori impensieriti dal “bunga bunga” dell’ultimo scorcio del suo governo, o, più recentemente, l’atteggiamento guardingo con cui Chiesa e politica si scrutavano reciprocamente al tempo dell’esecutivo giallo-verde, con il ministro dell’Interno Matteo Salvini che criticava il Papa e irrigidiva le politiche verso i migranti.

Oggi, complice uno slittamento dell’appuntamento dovuto alla crisi di governo, e un meteo quasi primaverile, l’atmosfera è effettivamente “serena”, come commentano tanto il segretario di Stato vaticano quanto il presidente della Conferenza episcopale italiana all’uscita. Sarà anche il contingentamento delle presenze imposto dalla pandemia, Draghi si è presentato con una delegazione scelta di ministri: gli interlocutori di maggiore interesse diretto per la Chiesa, ossia i responsabili delle politiche famigliari (Bonetti), scuola (Bianchi), sanità (Speranza) e politica estera (Di Maio). Una scelta di personalità che già perimetra i temi dei colloqui e li incanala in un confronto disteso.

Iniziato alle 16.15, l’ultima ora dell’incontro, fino alle 18.30, si è allargato al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, accompagnato dai presidenti di Senato, Camera e Consulta, mentre – novità protocollare – i ministri (tutti tranne di Maio) lasciavano l’ambasciata e i colloqui procedevano in formato ristretto. Alla fine, gli ospiti dell’ambasciatore Pietro Sebastiani hanno visitato la mostra allestita in ambasciata concepiti da artisti e designers italiani e prodotti da aziende italiane.

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“Si è parlato degli ambiti di competenza di questi ministri”, ha riassunto il cardinal Parolin, “hanno presentato le azioni di Governo e ci hanno trovato molto attenti, soprattutto per questa volontà di riportare al centro la famiglia e sostenerla anche con adeguate politiche, e poi il tema educativo che è fondamentale”. E infine anche la politica estera, “in vista – ha sottolineato sempre il cardinale – degli appuntamenti che aspettano l’Italia e cioè la presidenza del G20 e la copresidenza della Cop26 di Glasgow”. Non è ancora stato fissato un incontro tra Draghi e Papa Francesco: ma tutto lascia prevedere che non tarderà. askanews

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