Politica

Francia, cala l’affluenza al voto. Urne chiuse, intelligence teme scontri

L’affluenza al voto per il primo turno delle presidenziali francesi è in calo di un punto percentuale alle 17 rispetto al 2012: il 69,42% invece del 70,59%. I dati forniti dal ministero degli Interni registrano quindi un lieve calo rispetto al primo turno del 2012, che aveva raggiunto uno dei livelli più alti degli ultimi 40 anni. L’affluenza complessiva al primo turno del 2012 era stato del 79,48%. Urne chiuse alle 19, a Parigi e nelle città più grandi alle 20, quando saranno diffusi i primi exit poll. Oltre alla minaccia terroristica durante il voto, i servizi segreti francesi temono anche scontri alla diffusione delle prime informazioni sui risultati delle elezioni. In particolare – scrive il sito di Le Figaro – nel caso di una vittoria al primo turno di Marine Le Pen o Jean-Luc Mélenchon.

Alla serata elettorale di Emmanuel Macron, candidato alle presidenziali del movimento En Marche! sono accreditati 500 giornalisti per la stampa nazionale francese e 600 per i media stranieri. I primi exit poll sull’esito di questo primo turno delle presidenziali francesi sono previsti a partire dalle 20. Per limitare i rischi di fughe di notizie prima delle 20, tali da poter influenzare la partecipazione e il voto degli elettori delle grandi città nelle due ore di margine, il Parlamento ha varato una legge nel 2016 per ritardare di un’ora la chiusura dei seggi. Questo significa che lo spoglio delle prime schede inizierà solo alle 19 e quindi i sondaggisti avranno un’ora in meno di tempo per elaborare le loro prime stime. Data l’estrema incertezza di questo scrutinio, con 4 candidati molto vicini nei sondaggi pre-elettorali, l’esito del primo turno e il duello fra i due nomi che andranno al ballottaggio potrà rivelarsi più incerto che mai, con stime che continueranno ad aggiornarsi rapidamente nel corso della serata. Intanto, le due persone fermate perché sospettati di preparare un attentato prima delle elezioni presidenziali in Francia sono stati incriminati formalmente. Lo riferisce la procura antiterrorismo di Parigi precisando che i capi d’accusa sono associazione a delinquere con finalità terroristica, acquisto, detenzione e trasporto di armi ed esplosivi. I due uomini, Clément Baur e Mahiedine Merabet, erano stati arrestati a Marsiglia, a cinque giorni dal primo turno delle presidenziali, con l’accusa di aver voluto pianificare un attentato terroristico “imminente”.

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