Entra in vigore il Pos. “E’ una vera buffonata”

29 giugno 2014

Domani scatterà l’obbligo del Pos per imprese, commercianti, artigiani. In pratica, i lavoratori autonomi saranno tenuti ad accettare i pagamenti superiori ai 30 euro anche attraverso bancomat e carte di debito. Una misura che, sulla carta, dovrebbe servire a combattere l’evasione fiscale e ridurre l’utilizzo del denaro contante nelle transazioni. Un provvedimento che in realtà, tuona il Codacons, “non è altro se non una vera e propria buffonata”. “Il decreto che istituisce l’obbligo di Pos per esercenti e professionisti -sottolinea il presidente dell’associazione dei consumatori, Carlo Rienzi-, non prevede alcun tipo di sanzione per chi non si adeguerà alla norma. Ciò significa che, nonostante vi sia un obbligo, lo Stato non è in grado di farlo rispettare, e i commercianti che da domani 30 giugno non si doteranno di Pos, non rischieranno nulla, e potranno comportarsi come meglio credono”. Per Rienzi si tratta del “solito pasticcio all’italiana che snatura del tutto il provvedimento e cancella i fini che la norma voleva perseguire”. Per tale motivo il Codacons invita tutti i consumatori “a rifiutare, a partire da domani il pagamento con denaro contante per spese superiori ai 30 euro, e farsi mandare il conto a casa da esercenti, artigiani e professionisti che, in barba alla legge, non si sono muniti di apposito Pos, impedendo quindi ai propri clienti il pagamento con moneta elettronica”.

Intanto, uno studio di Confesercenti valuta gli oneri delle singole imprese mentre insieme a Swg la confederazione che unisce Pmi di commercio, turismo, servizi ha condotto l’indagine sulla percezione del provvedimento da parte degli italiani. Gli imprenditori – viene calcolato – si troveranno a sostenere aggravi di circa 1.700 euro l’anno ciascuno per canoni, commissioni, costi di installazione e di utilizzo di una nuova postazione Pos per una PMI ‘media’ che realizzi 50.000 euro di transazioni elettroniche ogni l’anno. Per l’esattezza i costi di esercizio saranno di 1.032 euro (compresi il Pos e la linea telefonica) quelli per le commissioni di 650 euro. Complessivamente, il ‘conto’ pagato dal totale delle imprese italiane per sostenere l’operazione ammontera’ a 5 miliardi di euro l’anno.

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