Esa: studenti in gara per progettare un robot spaziale

Progettare un robot che possa spostare un carico da una parte all’altra di una replica della Stazione Spaziale Internazionale. Questo l’obiettivo della seconda edizione della gara di robotica spaziale organizzata dall’Agenzia Spaziale Europea, rivolta agli studenti di età compresa tra 11 e 19 anni provenienti da uno degli Stati membri dell’Esa e che coinvolgerà l’astronauta Andreas Mogensen che andrà sulla Stazione a settembre per 10 giorni con la missione Iriss. Il nome – spiega l’Esa – suggerito dall’italiano Filippo Magni e selezionato tra oltre 700 proposte arrivate da tutta Europa, combina il nome Iris con Iss. Iris era una dea greca, e come messaggera degli Dei dell’Olimpo, rappresenta il collegamento tra l’umanità ed il cosmo, e tra i cieli e la Terra.

La gara di robotica andrà avanti per quasi tutto l’anno. Le lettere d’intento da parte delle squadre di studenti devono arrivare entro il 6 febbraio e gli aspiranti dovranno sottoporre un video in inglese, che formerà parte della revisione preliminare del loro progetto. I video saranno giudicati sulla base della qualità della comunicazione presentata e verrà assegnato loro un fattore moltiplicatorio che contribuirà alla votazione finale della squadra, se questa arriverà tra i finalisti alla fine dell’anno.

Entro il 22 maggio, le squadre dovranno sottoporre la documentazione preliminare dei progetti in modo che possano essere classificati. Poi a settembre, quando Mogensen sarà sulla Iss, tutti gli studenti delle squadre coinvolte avranno l’opportunità di partecipare a delle interviste in diretta via WebEx con gli esperti Esa di robotica.

A dicembre, la gara giungerà alla fase finale. Le squadre ancora in gioco si ritroveranno al Centro ESTEC (European Space Research and Technology Centre) dell’Esa nei Paesi Bassi, per il gran finale. Per due giorni, le squadre si affronteranno per vedere quale robot muoverà più carico da una parte all’altra del modello della Iss, evitando collisioni durante il percorso. L’intera gara – sottolinea l’Esa – è un modo divertente di coinvolgere gli studenti da tutta Europa con l’industria spaziale e favorire il lavoro di squadra.

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