Etruria: nel giorno di Ghizzoni spunta mail Carrai. Tensione sempre più alta tra i dem

Etruria: nel giorno di Ghizzoni spunta mail Carrai. Tensione sempre più alta tra i dem
L'ex amministratore delegato di Unicredit, Federico Ghizzoni
21 dicembre 2017

“A Matteo sono state nascoste troppe cose…”, dicono ora i renziani interrogandosi su quanto sta emergendo in Commissione d’inchiesta sulle banche. Di sicuro l’email che Carrai ha mandato a Ghizzoni. Renzi non ne era a conoscenza. Poche righe di una mail piovuta sul banco della presidenza della Commissione Banche: “Ciao Federico, solo per dirti che su Etruria mi e’ stato chiesto di sollecitarti, se possibile, nel rispetto dei ruoli, per una risposta. Un abbraccio Marco”. Dove Federico e’ Ghizzoni, ex amministratore delegato di Unicredit, mentre il Marco che scrive e’ Marco Carrai, imprenditore ed esperto di cyber security – tanto che per lui si parlo’ di un incarico a capo di una squadra di 007 a Palazzo Chigi – e amico di lunga data di Matteo Renzi. Ma il segretario dem non era a conoscenza, dicono i suoi, neanche degli incontri tra l’ex ministro Boschi e Panetta, il vice direttore di Bankitalia. Ma il Pd continua ad attaccare, Orfini se la prende contro il Corriere della Sera, “diffonde fake news”. Ma tra i dem non si nasconde come l’attacco su Etruria sia sempre piu’ difficile da gestire. “Non riusciamo a invertire l’agenda, siamo all’angolo e non sappiamo come uscirne”, spiega uno dei fedelissimi del segretario. C’e’ chi riferisce di distanze anche all’interno del cosiddetto giglio magico, visto che Lotti sarebbe stato contrario all’istituzione della Commissione d’inchiesta e non avrebbe concordato la strategia decisa.

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In ogni caso sia l’audizione di Visco che quella di ieri di Ghizzoni hanno chiarito – e’ il coro unanime – che non ci sono state pressioni da parte della sottosegretaria alla presidenza del Consiglio. E’ lei stessa a ripeterlo: “Per me le parole di Ghizzoni sono molto preziose per la causa civile nei confronti del dottor De Bortoli. Che gode della solidarieta’ professionale di molti colleghi giornalisti ma per lanciare il suo libro ha raccontato il fatto in modo volutamente distorto”. Nel Pd pubblicamente la difesa nei confronti di Boschi e’ netta. “Vogliono la sua colpevolezza a prescindere”, dice Marcucci. I dem non arretrano sulla sua candidatura, ma da piu’ parti, anche tra diversi renziani, si porta avanti una ‘moral suasion’ affinche’ la stessa interessata faccia un passo indietro. “La valutazione deve essere sua”, dicono anche gli orlandiani. Dunque e’ sempre piu’ intricata la questione per il Partito democratico, con le opposizioni che attaccano a testa bassa. Nel Pd ieri erano emerse le critiche del portavoce Richetti che ha poi corretto il tiro ma il fronte di chi ritiene la necessita’ di insistere su Gentiloni come frontman alle elezioni e’ sempre piu’ ampio. “Non possiamo nascondere che il premier ora ha un consenso del 42%, sarebbe autolesionistico”, si osserva.

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Scenari non previsti dalla legge elettorale visto che non e’ obbligatorio definire chi sara’ il candidato premier ma all’interno dei gruppi parlamentari dem se ne discute. La novità di ieri, però, e’ il coinvolgimento di Carrai tirato in ballo dall’ex Ad di Unicredit. Carrai che ha fatto sapere di aver incontrato Ghizzoni ma “in una situazione trasparente e legittima”. “Carrai – dice Rosato – non ha niente a che fare con il Pd. E’ un professionista che opera in quel settore e conosce Ghizzoni”. “Mi pare normale uno scambio di corrispondenza professionale e chi si interfacci con il mondo delle imprese e del sistema finanziario”, aggiunge il capogruppo dem alla Camera sottolineando come “Boschi ha fatto il suo dovere ma suscita invidia”. Se dall’opposizione si insiste sul legame tra Carrai e i Dem, resta comunque il dubbio su come il professionista potesse essere a conoscenza dell’interessamento di Unicredit per Banca Etruria: “Prima dell’uscita del mio libro”, ha ricordato in un tweet Ferruccio de Bortoli, che per primo diede la notizia, “non si sapeva che Unicredit avesse trattato l’acquisizione di Etruria, ne’ che sull’argomento fosse intervenuta Maria Elena Boschi”. Il libro, “Poteri forti (o quasi)”, e’ uscito nella primavera del 2017.

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