Ex Ilva, governo attacca Arcelor. Sindacati: rischio bomba sociale

Ex Ilva, governo attacca Arcelor. Sindacati: rischio bomba sociale
9 giugno 2020

Il governo boccia il nuovo piano industriale per l’ex Ilva presentato da Arcelor Mittal. Nel corso della riunione con i sindacati, i ministri Stefano Patuanelli, Roberto Gualtieri e Nunzia Catalfo sono andati all’attacco della multinazionale bollando il piano come “inadeguato”, “inaccettabile” e “insoddisfacente”. Stesso giudizio espresso dai commissari di Ilva in amministrazione straordinaria. Per Fiom, Fim e Uilm, che hanno proclamato per oggi uno sciopero di 24 ore, l’incontro con il governo è stato deludente e si fa sempre più concreto il rischio che esploda una bomba sociale. Un nuovo incontro, questa volta anche con i vertici di Arcelor Mittal, verrà convocato da Patuanelli per la prossima settimana.

Il piano presentato dalla multinazionale, secondo il ministro dello Sviluppo economico, “è inaccettabile per due motivi: mette in discussione i livelli occupazionali e il piano d’investimenti, allungandone i tempi a dismisura”. Per Patuanelli, convinto che lo scudo penale sia stata solo una scusa per restituire gli impianti, l’obiettivo è ribaltare il piano di Arcelor Mittal, ribadendo gli obiettivi del Governo: piena occupazione, investimenti sugli impianti, newco per una produzione green. Molto duro anche il giudizio del ministro dell’Economia, che ha definito “inadeguato” il piano e ha confermato l’intenzione dello Stato di coinvestire nell’ex Ilva. “Ognuno si deve assumere le sue responsabilità, ci sono – ha detto Gualtieri – impegni scritti. Se la controparte ha modificato la sua posizione, ne trarremo le debite conseguenze”.

Per il ministro del Lavoro, il piano e la riduzione occupazionale prospettata “sono inaccettabili”. Catalfo ha invocato “chiarezza” da parte dell’azienda perchè la questione “deve essere risolta con la massima celerità”. Proprio sul fattore tempo insistono anche Fiom, Fime e Uilm che, ancora oggi, non hanno preso visione del nuovo piano di Arcelor che prevederebbe circa 5mila esuberi. L’incontro con il governo sull’ex Ilva, per Francesca Re David, leader della Fiom, è stato “deludente” e, a questo punto, è necessaria una “svolta radicale”. Sulla stessa linea Rocco Palombella, numero uno della Uilm, che ha chiesto al governo di tutelare i lavoratori prima che esploda una bomba sociale. Marco Bentivogli, segretario generale della Fim, si chiede se esista ancora “un soggetto industriale che si senta impegnato nel rilancio e ambientalizzazione del Gruppo ex-Ilva”. Domani, intanto, si riunirà un nuovo consiglio di fabbrica e non sono escluse nuove iniziative di mobilitazione.

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