Fase 3, le infrastrutture su cui intende puntare il Conte 2 per il ‘Piano Rinascita’

Fase 3, le infrastrutture su cui intende puntare il Conte 2 per il ‘Piano Rinascita’
5 giugno 2020

Il Governo intende puntare sulle infrastrutture per il Piano Rinascita con il quale far ripartire l’economia dopo la crisi causata dal coronavirus. Il premier Giuseppe Conte ne ha indicate alcune, ma l’elenco è lungo, tra quelle ancora non avviate o altre i cui cantieri risultano bloccati, in alcuni casi da anni. Tra le storiche c’è il completamento della Tav Torino-Lione, su cui però il dibattito interno alla maggioranza è ancora aperto, come anche il completamento del sistema di dighe per Venezia, denominato Mose. Ambizioso anche il progetto di realizzare una rete di collegamenti ferroviari ad Alta velocità estesa anche al Sud Italia. Gli interventi indicati da Conte sono il potenziamento della linea ferroviaria Roma-Pescara, attualmente a binario unico e con tempi di percorrenza di 4 ore. L’intenzione sarebbe quella di realizzare anche una linea ad Alta velocità, ma l’obiettivo più a breve termine è quello del raddoppio di binario sul quale stanno già lavorando Rfi, società di Fs, insieme al ministero delle Infrastrutture e Regione Abruzzo, i cui risultati sono attesi per la fine del mese.

Sempre da Pescara poi il Governo punta a un altro raddoppio di linea ferroviaria, quella che collega Pescara con Lecce. Il potenziamento della linea ferroviaria Reggio Calabria-Taranto, definita la ferrovia Ionica, attualmente a binario semplice. Il completamento della linea ferroviaria ad Alta velocità Milano-Venezia, nel tratto rimasto scoperto, ovvero quello che va da Brescia a Verona Porta Nuova. Conte ha poi indicato la necessità di dotare anche la Sicilia di collegamenti ad Alta velocità e di potenziare i collegamenti stradali di porti e aeroporti. La Tav Torino-Lione è una linea ferroviaria per merci e passeggeri che si trova nel cuore del Corridoio Mediterraneo (della rete transeuropea TEN-T). Collega la Penisola iberica fino all`Est europeo, passando in Italia per la direttrice Torino-Trieste. Parte centrale della nuova linea è la sezione transfrontaliera, che con i suoi 65 km va da Susa a Saint-Jean-de-Maurienne, in Francia, e attraversa le Alpi grazie al tunnel di base del Moncenisio. Le Regioni servite da questo collegamento rappresentano il 18% della popolazione europea e il 17% del Pil comunitario. Tra gli obiettivi che la realizzazione dell’opera si è posta vanno menzionati: il controllo del transito stradale e la promozione dei trasporti alternativi alla gomma sulla frontiera italo-francese (dato che il traffico merci transalpino è raddoppiato negli ultimi 30 anni); la promozione degli scambi commerciali lungo l`asse italo-francese, all`interno della rete europea TEN-T, attraverso il tunnel di base del Moncenisio; il potenziamento del nodo merci ferroviario di Torino; lo sviluppo del servizio metropolitano in città, con i territori limitrofi e con l`aeroporto per il traffico passeggeri.

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Terzo Valico, la nuova linea ferroviaria è in primo luogo finalizzata a migliorare i collegamenti del sistema portuale ligure con le principali linee ferroviarie del Nord Italia e con il resto d`Europa, in coerenza con le strategie annunciate nel Libro Bianco dei Trasporti dell`Ue: trasferire entro il 2030 il 30% del traffico merci, oltre i 300 km, dalla strada al ferro, e il 50% entro il 2050, con vantaggi per l’ambiente, la sicurezza e l’economia. Parte fondamentale del Core Corridor TEN-T Reno-Alpi – il più importante asse europeo di collegamento da nord a sud su cui si muove il maggior volume di merci trasportate in Europa, attraversando i Paesi a maggior vocazione industriale (Paesi Bassi, Belgio, Germania, Svizzera e Italia), il Mediterraneo con il Mare del Nord, i porti dell`Alto Tirreno con quelli del Nord Europa – il Terzo Valico consentirà di superare gli attuali ostacoli allo sviluppo del trasporto ferroviario tra Genova, Milano e Torino. Le due linee ferroviarie esistenti presentano infatti caratteristiche tecniche non adeguate agli standard europei, limitando la possibilità di far viaggiare treni merci di dimensioni e peso elevati tra il porto di Genova e il nord Europa.

Si tratta di linee con caratteristiche prestazionali direttamente collegate agli standard costruttivi dell`epoca in cui sono state realizzate: la “linea dei Giovi”, completata a metà dell`800, ha una pendenza del 35 per mille, una elevata tortuosità ed è esclusivamente utilizzata dal traffico locale dei viaggiatori e in misura minore dal traffico merci; la linea “Succursale dei Giovi”, completata ai primi del `900, ha una pendenza del 17 per mille ed è utilizzata anche dal traffico viaggiatori a lunga percorrenza. Grazie alle sue caratteristiche tecniche, in particolare pendenza e sagoma (ampiezza) delle gallerie, di molto superiore a quelle delle linee esistenti, la nuova linea ad alta capacità permetterà il transito di camion su treni merci (Autostrada Viaggiante), e dei container High Cube. In parallelo, consentendo anche il passaggio dei treni passeggeri di lunga percorrenza, il Terzo Valico permetterà di ridurre i tempi di viaggio tra Genova e Milano e tra Genova e Torino. Linea ferroviaria del Brennero. L`attuale linea ferroviaria ha ormai raggiunto un forte livello di saturazione. Per aumentare la quantità e la qualità dell`offerta ferroviaria è oggi in costruzione una nuova linea ferroviaria per l`attraversamento del valico: la galleria di base del Brennero a cura della società europea BBT ‘Galleria di base del Brennero – Brennero Basistunnel’ che, insieme al potenziamento della linea di accesso da sud, Verona-Fortezza, realizzato da Rfi, è parte integrante del Core Corridor europeo TEN-T Scandinavia Mediterraneo, di collegamento tra Helsinki e La Valletta, passando per il Centro Europa, la dorsale tirrenica e le principali città siciliane.

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La capacità della rete verrà incrementata di oltre il 50%, verrà aumentato dell`80% il peso trainabile su ferro e, insieme alla velocità commerciale, verranno innalzati gli standard di regolarità e puntualità del traffico. Il costo a vita intera della galleria di base del Brennero è di 8,8 miliardi di euro, finanziati in egual misura da Italia e Austria e cofinanziati in parte al 40% e in parte al 50% dall`Unione Europea. L`investimento economico complessivo della linea Verona – Fortezza (lotti prioritari) è pari a circa 5 miliardi di euro. I primi lavori di scavo della Galleria di base del Brennero sono iniziati nel 2008. L`opera, comprese le linee italiane di accesso, sarà conclusa entro il 2027. Le altre opere su cui puntare sono poi oltre 700, come indicato dall’Ance. Tra queste c’e’ la Gronda di Genova, che consiste nel raddoppio dell`esistente A10 nel tratto di attraversamento del comune di Genova (dalla Val Polcevera fino all`abitato di Vesima). La nuova infrastruttura comprende 65 km di nuovi tracciati autostradali e si allaccia agli svincoli che delimitano l`area cittadina (Genova Est, Genova Ovest, Bolzaneto), si connette con la direttrice dell`A26 a Voltri e si ricongiunge con l`A10 in località Vesima. C’è poi il completamento dell’autostrada Tirrenica, che dovrebbe collegare Genova con Roma. Attualmente sono in esercizio la tratta Livorno-Rosignano (36,6 Km); la tratta tra San Pietro in Palazzi e Rosignano Marittimo (circa 4 Km) e la tratta Civitavecchia-Tarquinia (15 Km).

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Potenziamento del Sistema Autostradale e Tangenziale di Bologna, meglio noto come Passante di Bologna, che punta ad alleggerire il traffico stradale sul capoluogo Emiliano-Romagnolo, che rappresenta uno snodo fondamentale per i collegamenti Nord-Sud Italua. Il Governo ha dichiarato a gennaio che i cantieri partiranno entro l’estate. Completamento della linea ferroviaria ad Alta velocità Napoli-Bari. L`opera, dal costo complessivo stimato circa 6,2 miliardi di euro, rientra tra quelle inserite nella legge “Sblocca Italia” e fa parte del Corridoio ferroviario europeo TEN-T Scandinavia-Mediterraneo. Nel 2026, alla conclusione dei lavori, sarà possibile andare da Bari a Napoli in 2 ore e fino a Roma in 3 ore. Già nel 2023 è previsto l`avvio del nuovo collegamento diretto Napoli-Bari. C’è infine il Ponte sullo Stretto di Messina. Conte ha dichiarato che l’opera sarà valutata senza pregiudizi. Un progetto ipotizzato già negli anni ’60. Ha avuto varie vicissitudini nel corso degli anni, fino ad arrivare, nel 2013, alla messa in liquidiazione della società incaricata di realizzarlo, la Stretto di Messina Spa. Nel 2016 poi l’allora premier Matteo Renzi rilanciò il progetto, definendolo un’opera prioritaria. Il progetto elaborato dalla società Stretto di Messina, individuava il collegamento, dalla Calabria, attraverso Cannitello e con Ganzirri per la Sicilia. Il ponte sarebbe stato sospeso con due corsie stradali più una di emergenza per ogni senso di marcia e due binari di traffico ferroviario. La lunghezza totale dell’impalcato sospeso sarebbe stata pari a 3.666 metri, con una campata unica pari a 3.300 metri. L’impalcato del ponte era previsto sospeso a quattro cavi d’acciaio del diametro ognuno di 1,24 metri e della lunghezza di 5.300 metri.

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