Fca-Psa, faro Antitrust Ue su fusione e veicoli commerciali

Fca-Psa, faro Antitrust Ue su fusione e veicoli commerciali
17 giugno 2020

Veicoli commerciali leggeri nel mirino dell’Antitrust europeo, nel progetto di fusione tra il gruppo francese Psa Peugeot Citroen e Fca Fiat Chrysler. La Commissione Ue ha infatti annunciato una indagine approfondita del piano, spiegando che teme ricadute negative sulla concorrenza sul segmento dei veicoli commerciali sotto le 3,5 tonnellate di peso in 14 degli Stati membri dell’Unione, incluse Italia e Francia. In molti Paesi, afferma infatti Bruxelles con una nota, o Psa o Fca sono già leader su questo segmento e la fusione farebbe venire meno uno dei principali competitori. Il problema riguarda anche i mercati di Belgio, Croazia, Repubblica Ceca, Grecia, Ungheria, Lituania, Lussemburgo, Polonia, Portogallo, Slovacchia, Slovenia, Spagna e anche la Gran Bretagna (che però sta abbandonando la Ue).

In molti di questi Paesi la combinazione di Psa e Fca porterebbe a quote elevate di mercato sui veicoli commerciali leggeri in molte o tutte le tipologie. Tutti i concorrenti sarebbero più piccoli del nuovo gruppo e l’arrivo di nuovi layer significativi è giudicato poco probabile. Le analisi preliminari della Commissione hanno inoltre evidenziato che le due case si posizionano su fasce di prezzo simili. “I van, i veicoli commerciali leggeri sono importanti per singoli lavoratori, Pmi ma anche le grandi imprese quando si tratta di consegnare beni o servizi ai clienti – ha rilevato la vicepresidente esecutiva della Commissione, Margrethe Vestager, responsabile della concorrenza -. Fiat Chrysler e Peugeot SA, con i loro marchi e modelli hanno una forte posizione sui veicoli commerciali in molti Paesi. Valuteremo attentamente se la transazione proposta di ripercuoterebbe in maniera negativa sulla concorrenza”.

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Per parte loro, con una nota le due società hanno affermato che preparativi per la fusione “procedono come da programma”, rimarcando come gli Antitrust di diverse giurisdizioni – tra cui Stati Uniti, Cina, Giappone e Russia – abbiano già dato luce verde. Fca e Psa “ribadiscono l’obiettivo condiviso di finalizzare l’operazione entro la fine del primo trimestre 2021”. E “continueranno a collaborare con la commissione Ue – hanno aggiunto – per fornire risposte alle loro domande con lo stesso spirito costruttivo che ha contraddistinto la fusione proposta fin dall’inizio”. Nella comunicazione sull’indagine, Bruxelles ha sottolineato che le due case automobilistiche “hanno deciso di non proporre impegni durante la fase iniziale dell’indagine”, dopo la notifica della transazione che risale allo scorso 8 maggio. Con l’avvio di questa analisi più approfondita l’Ue ha adesso altri 90 giorni lavorativi, fino al 22 ottobre 2020, per assumere una decisione sul progetto di fusione. L’avvio della indagine non pregiudica gli esiti della stessa.

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