Federica Pellegrini di nuovo madre: la campionessa racconta la gravidanza inattesa e le sue paure

Federica Pellegrini

Federica Pellegrini

La plurimedagliata olimpica, al nono mese, si prepara al parto programmato dopo aver vissuto nel 2024 un travaglio di quarantotto ore concluso d’urgenza in sala operatoria. La secondogenita, a differenza della prima figlia, non era stata pianificata.

Una gravidanza non cercata, un parto già fissato in sala operatoria, e una confessione di apprensione autentica davanti alle telecamere. Federica Pellegrini, trentasette anni, si avvicina alla nascita della sua seconda figlia con la consapevolezza di chi ha già attraversato un’esperienza ostetrica difficile e non la ha dimenticata.

Al nono mese di gravidanza, la ex fuoriclasse della vasca partorirà al più tardi entro aprile. Lo ha confermato lei stessa in una recente intervista rilasciata a “La Stampa”, in cui ha ripercorso con insolita franchezza le tappe di questa nuova attesa: diversa dalla prima per origine, per emozioni e per le incognite che porta con sé.

Una sorpresa, non un progetto

La differenza rispetto alla prima gravidanza è netta e Pellegrini non la attenua. Matilde, nata nel 2024, era figlia di una pianificazione quasi maniacale: “Se per avere Matilde avevamo calcolato perfino gli astri del cielo, qui, al contrario, cercavamo di stare attenti”. La secondogenita è dunque arrivata fuori schema, in un momento in cui la coppia — lei e il marito Matteo Giunta, suo ex allenatore — non stava cercando un secondo figlio.

“Non era prevista”, ha detto Pellegrini senza inflessioni drammatiche, con la sobrietà di chi registra un fatto. Una notizia che, pur nella sua inattesa natura, non sembra aver prodotto turbamento, quanto piuttosto una nuova forma di misurazione delle proprie forze. Il cesareo, stavolta, è già programmato. Una scelta meditata, che affonda le radici in ciò che accadde la prima volta.

Quarantotto ore, poi il bisturi

Il parto di Matilde fu, per usare le parole della stessa Pellegrini, “molto travagliato” e “ha lasciato un segno”. I dettagli, già resi noti in una precedente intervista a “Verissimo”, restituiscono la misura di un’esperienza clinicamente impegnativa. Il travaglio durò quarantotto ore, con contrazioni definite “dolorosissime”. A un certo punto Pellegrini non riusciva più a reggersi in piedi senza il sostegno fisico del marito. Poi la svolta: il battito cardiaco di Matilde iniziò a diventare irregolare. I medici non attesero oltre e optarono per il cesareo d’urgenza.

È in quel contesto che si era formata, nei mesi successivi, la decisione di rimandare. Non una rinuncia alla maternità, ma una pausa necessaria per metabolizzare un’esperienza che aveva messo alla prova le riserve fisiche e psicologiche della campionessa. La vita, come spesso accade, ha poi ridisegnato la tabella di marcia.

Resta, in chiusura di intervista, una frase che vale più di qualsiasi analisi. Parlando delle settimane che verranno, Pellegrini ha detto: “Se solo penso che dovrò gestire due bambine piccole”. Un pensiero sospeso, senza punto fermo. La paura autentica di chi sa che le medaglie olimpiche non insegnano a fare i turni di notte.