Finanziaria? Tagliare, tagliare, tagliare

24 febbraio 2016

editoriale_defdi Gaetano Mineo

L’importante è tagliare, tagliare, tagliare, ripete instancabilmente il contabile. E chissenefrega se continuano ad essere attaccati alla flebo musei, teatri, scuole, imprese, strutture ospedaliere e enti locali. Finanche gli istituti per i ciechi rischiano di chiudere i battenti per mancanza di fondi. Chissenefrega. Il drammatico scenario è certificato da una Finanziaria senz’anima. Una manovra di mero esercizio aritmetico e dove il grande assente è la politica che sembra essere stata spazzata via da una spietata falce che evoca il macabro simbolo. E’ lo specchio dei tempi, che riflette una politica sempre pronta a tenere il cappello in mano e incapace di guardare oltre le mura federiciane. Condizioni eccellenti per spianare la strada a Baccei che continua a ripetere alla nausea: “Tagliare, tagliare, tagliare”. D’altronde, il compito che Renzi ha affidato al titolare dell’Economia è quello di un vero e proprio contabile. E chissenefrega quali capitoli di spesa vengono penalizzati. Come diceva Totò, è la somma che fa il totale. Baccei è in una botte di ferro. E non tanto perché non è siciliano – perché non lo è – ma perché ha le spalle coperte da Palazzo Chigi. Lo dimostrano le continue minacce che l’assessore fa al suo stesso governo (Crocetta in primis) e alla politica isolana: se non fate sparire i 450 milioni di spese dalla bozza legislativa, Roma non vi darà i 500 milioni che vi ha promesso. Come dire: cari siciliani se non ubbidite niente caramelle. In questi giorni, a Sala d’Ercole, s’è assistito in sede di manovra, a fatti dal sapore pirandelliano. Al primo round, il governo Crocetta viene battuto per ben sei volte in meno di tre ore di seduta. Il parlamento addirittura ha bocciato anche i soldi per i viaggi dello stesso governatore e dell’assessore alle Attività produttive. Complice dello smacco, lo stesso partito del presidente della Regione, il Pd. E se tutto questo non ha sapore pirandelliano, ditemi voi. In Aula è sempre protagonista la spartizione di fondi dell’immortale ‘tabella H’. Che tradotto in soldoni, parliamo di 23 milioni di euro. E chissenefrega se per arrivare da Palermo a Ragusa, da decenni occorrono circa 4 ore. E tutto ciò con buona pace dei 90 parlamentari regionali che devono i loro benefit a Umberto II di Savoia che nel 1946 ha emanato il decreto per lo Statuto speciale, dando vita alla Regione Siciliana, ancora prima della nascita della Repubblica Italiana. Quindi, se non ai siciliani, si spera che gli Onorevoli siano almeno grati al Re d’Italia.

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