Finlandia: minaccia nucleare di Mosca è molto seria. Turchia “contro” Stoccolma

Finlandia: minaccia nucleare di Mosca è molto seria. Turchia “contro” Stoccolma
15 maggio 2022

“Non avremmo preso questa decisione se non avessimo pensato che avrebbe rafforzato la nostra sicurezza nazionale: pensiamo che sia la giusta decisione. La minaccia nucleare è molto seria, e non può essere isolata in una specifica regione se parliamo di armi nucleari”. La premier finlandese Sanna Marin viaggia spedita verso l’adesione alla nato insieme alla Svezia, una mossa che “influenzerà tutta la regione baltica e rafforzerà le capacità di tutti i paesi di difendersi e rafforzerà anche la Nato”. Anche il presidente della Finlandia, Sauli Niinisto, in un’intervista a Cnn è intervenuto in merito alla richiesta di adesione alla Nato. “Il 24 febbraio la Russia ha mostrato di essere pronta ad attaccare un paese indipendente” ha detto il presidente della Finlandia, rimarcando che “nel quadro geopolitico attuale non è più possibile restare neutrali”. “Non credo che stessero pianificando alcun tipo di attacco contro la Finlandia”, ha detto Niinisto, “ma la situazione è cambiata. L’Europa e il mondo sono ora divisi in modo più serio. Non c’è quasi più spazio per il non allineamento”, ha concluso Niinisto.

Intanto, il Partito socialdemocratico al potere in Svezia ha dichiarato di essere favorevole all’adesione alla Nato, uno storico mutamento di posizione che apre la strada alla candidatura ufficiale. “I socialdemocratici lavoreranno quindi per garantire che la Svezia, se la domanda sarà approvata, esprima riserve unilaterali contro il dispiegamento di armi nucleari e basi permanenti sul territorio svedese”, si legge in una nota. La Svezia dovrebbe presentare martedì la domanda di adesione alla Nato. Nel mirino della Turchia, frattanto, c’è la Svezia. Finlandia “rispettosa” delle preoccupazioni della Turchia, Svezia “provocatoria”. Il ministro degli Esteri turco Mevlut Cavusoglu ha giudicato così l’atteggiamento dei due Paesi vicini all’ingresso nella Nato, con Helsinki che ha fatto sapere che chiederà formalmente di entrare nell’Alleanza mentre Stoccolma lo farà nei prossimi giorni.

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Dal fronte guerra, arriva il bollettino quotidiano dello Stato Maggiore delle Forze Armate ucraine. Ammonterebbero a circa 27.400 le perdite fra le fila russe dal giorno dell’attacco di Mosca all’Ucraina, lo scorso 24 febbraio. Cifre, ovviamente, che non è possibile verificare in modo indipendente. Secondo il resoconto dei militari ucraini, a oggi le perdite russe sarebbero di 27.400 soldati, 200 aerei, 164 elicotteri, 1220 carri armati, 89 sistemi anti missile; 2958 mezzi corazzati; 195 lanciarazzi multipli; 13 navi; 555 sistemi di artiglieria, 416 droni e 95 missili da crociera. Mentre la Commissaria per i diritti umani del Parlamento ucraino, Lyudmilla Denisova, fa sapere che a oggi, secondo il registro unificato delle indagini preliminari, sono morti 227 bambini e 420 sono stati feriti da quando la Federazione russa ha invaso l’Ucraina. 

Intanto, il processo di adesione di Svezia e Finlandia alla Nato non si arresta. La Germania “ha preparato tutto per un rapido processo di ratifica” se Svezia e Finlandia dovessero chiedere l’adesione alla Nato ha dichiarato il ministro degli Esteri, tedesco, Annalena Baerbock. Baerbock ha sottolineato l’importanza di non avere delle “zone grigie” ma di garantire “un accesso rapido” in caso di decisione positiva; una decisione che renderebbe l’Alleanza “ancora più forte, sia riguardo alla capacità di difesa ma anche per i ostri valori come partner democratici”. “La Nato è sempre stata un’alleanza difensiva e tale rimarrà, ma prima del 24 febbraio per alcuni Paesi l’adesione non era la cosa più importante: questa situazione è cambiata per i nostri amici nordici, non volevano entrare ma ora vi sono stati spinti”, ha concluso Baerbock. Il Parlamento finlandese dovrebbe votare domani la proposta di adesione presentata dal governo; Mosca – informata da Helsinki sulla volontà di entrare far parte dell’Alleanza – ha definito la decisione di abbandonare la neutralità “un errore”.

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