Fisco, con i condoni incassati 132 miliardi in 45 anni

Fisco, con i condoni incassati 132 miliardi in 45 anni
16 giugno 2018

Negli ultimi 45 anni, tra scudi, concordati, sanatorie e condoni, l`erario ha incassato 131,8 miliardi di euro (valori rivalutati al 2017). Lo afferma l`ufficio studi della Cgia. “Considerando i gettiti delle singole misure attualizzate al 2017, l`operazione più ‘vantaggiosa’ per le casse dello Stato – spiega – è stata la sanatoria fiscale introdotta nel 2003 che ha permesso al fisco di riscuotere 34,1 miliardi di euro”.

“Altrettanto significativo – prosegue l’ufficio studi – è stato quello fiscale-valutario che nel 1973 ha aperto la lunga stagione dei condoni nel nostro paese; questa misura, avviata prima della riforma fiscale che ha introdotto l`Irpef, ha consentito di incassare 31,6 miliardi di euro. Anche le sanatorie applicate negli anni `80 sono state particolarmente ‘generose’: tra il condono fiscale e quello edilizio intercorsi tra il 1982 e il 1988, lo Stato ha beneficiato di 18,4 miliardi di euro. La Cgia segnala, infine, che la voluntary disclosure (ovvero l`emersione dei capitali portati illegalmente all`estero) è stata inserita dall`Istat tra l`elenco dei principali condoni introdotti dal legislatore italiano. In questi ultimi anni (2015-2017) questa misura ha consentito un gettito di 5,2 miliardi di euro.

“Premesso che l`applicazione di qualsiasi condono fiscale è, a nostro avviso, immorale ed eticamente inaccettabile – commenta il coordinatore dell`ufficio studi Paolo Zabeo – ha senso introdurlo solo quando è prevista una riforma che riscrive completamente il rapporto tra il fisco e il contribuente. Se, come pare di capire, il nuovo Governo è intenzionato ad avviare in tempi relativamente brevi la dual tax, l`introduzione della cosiddetta pace fiscale sarebbe giustificata, perché consentirebbe di azzerare una volta per tutte i contenziosi fiscali attualmente sul tavolo dei giudici tributari”.

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