Fondazione Open, Renzi: aspettavo scuse pm invece avviso garanzia. La reazione delle toghe

Fondazione Open, Renzi: aspettavo scuse pm invece avviso garanzia. La reazione delle toghe
Matteo Renzi
10 novembre 2020

“Sotto il profilo giudiziario, mi aspettavo le scuse dai PM fiorentini per lo scandalo delle perquisizioni annullate dalla Cassazione e, invece, è arrivato un avviso di garanzia multiplo. Un avviso di garanzia in cui Maria Elena Boschi viene scambiata per Lorenzo Guerini, giusto per dire un aneddoto e per far capire il rigore di questa indagine. Indossiamo il nostro sorriso più bello e via”. E’ un vero e proprio attacco, quello di Matteo Renzi ai pm della procura di Firenze. Il leader di Italia viva, nella e-news parla dell’indagine aperta a sua carico per finanziamenti illeciti della Fondazione Open.

Parole che hanno provocato la reazione del sindacato delle toghe. “Con riferimento alle dichiarazioni recentemente rese da esponenti politici contro i magistrati della Procura della Repubblica di Firenze, che conduce complesse indagini in materia di finanziamento illecito ai partiti, l’Anm ricorda che la legittimazione della Magistratura trova fondamento nella Costituzione e che sono inaccettabili, pur nella libertà di critica, prese di posizione che tentano di delegittimare la Magistratura”, è il comunicato diffuso dal Comitato direttivo centrale Anm. “Neppure è accettabile – si legge ancora – l’allusione alla ricerca di una visibilità, in realtà mai ricercata dai colleghi fiorentini, da sempre impegnati esclusivamente nell’attività di indagine. Queste dichiarazioni rischiano di creare un clima di avversione nei confronti dei singoli magistrati e di confondere l’opinione pubblica”.

L’inchiesta toscana riguarda la fondazione che era considerata la “cassaforte” della corrente di Renzi ai tempi della scalata a Palazzo Chigi. Nei giorni scorsi l’avviso di garanzia inviato all’ex premier e stato spedito anche all’ex ministra (e attuale capogruppo di Iv) Maria Elena Boschi, al deputato del Pd Luca Lotti e all’ex presidente di Open Alberto Bianchi. Nello stesso fascicolo è indagato anche Marco Carrai, già iscritto nel filone principale dell’inchiesta. “Ci hanno mandato un avviso di garanzia in cui scambiano la Boschi con Guerini. Per capire le differenze tra Boschi e Guerini non è necessario aprire il codice penale, basta aprire un giornale”, sostiene sempre Renzi in un’intervista al Dubbio. L’ex premier dice di essere stato “danneggiato” dall’inchiesta e come presunta prova della sua fiducia nei confronti della magistratura si vanta di aver “promosso 70 azioni di risarcimento danni in sede civile”.

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