Francia alle urne, Rassemblement national alla prova del secondo turno

Francia alle urne, Rassemblement national alla prova del secondo turno
7 luglio 2024

Il secondo turno delle elezioni legislative in Francia si svolge oggi, con un clima di grande incertezza. Circa 49 milioni di elettori francesi sono chiamati a rinnovare l’Assemblea nazionale con tre anni di anticipo. Le urne saranno aperte dalle 8 in tutta la Francia metropolitana, mentre nei Territori francesi d’Oltremare le votazioni sono già iniziate.

I seggi chiuderanno alle 20 nelle grandi città e alle 18 in quelle più piccole. Subito dopo la chiusura saranno disponibili gli exit-poll, ma per le proiezioni sui seggi sarà necessario attendere. Nel primo turno del 30 giugno sono stati eletti solo 76 dei 577 deputati che compongono l’Assemblea nazionale. In questo secondo turno, dopo il ritiro di oltre 200 candidati (principalmente di Nfp e macronisti) con i cosiddetti ‘patti di desistenza’ per contrastare l’ascesa del Rassemblement National (Rn), rimangono in corsa 409 duelli, 89 triangolari (tre candidati in lizza), 2 quadrangolari (quattro candidati in gara) e un unico candidato in Guyana.

Complessivamente, 501 deputati devono ancora essere eletti. Al secondo turno, il seggio sarà assegnato al candidato che ottiene più voti. Secondo un recente sondaggio di Ifop, il Rassemblement National di Marine Le Pen otterrebbe tra i 210 e i 240 seggi, restando quindi distante dalla maggioranza assoluta. Il Nuovo Fronte Popolare, alleanza di sinistra, dovrebbe ottenere tra i 170 e i 200 seggi, seguito dai macronisti di Ensemble con 95-125 seggi e dalla destra neogollista di Les Republicains con 25-45 seggi. 

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Il voto di oggi rappresenta un appuntamento storico per la Francia, che potrebbe trovarsi con un governo di estrema destra in coabitazione con il presidente Emmanuel Macron. Tuttavia, sembra improbabile che il Rassemblement National raggiunga la maggioranza assoluta. Una coalizione tra Nfp ed Ensemble potrebbe superare la soglia dei 289 seggi necessari per la maggioranza assoluta, ma resta incerto se questo esecutivo senza precedenti nella storia francese riuscirà a funzionare. I macronisti, infatti, hanno finora escluso l’ipotesi di governare insieme alla France Insoumise di Jean-Luc Mélenchon.

Mélenchon ha dichiarato di essere disposto a fornire un appoggio esterno, ma la situazione si complica ulteriormente con la necessità della partecipazione di Les Republicains (Lr) per raggiungere la maggioranza, il che risulterebbe antitetico al Nfp. L’attenzione è quindi puntata su Francia e Europa per l’esito di questo secondo turno elettorale. Mercati e imprese osservano con preoccupazione le possibili alleanze che potrebbero emergere, tra un governo di destra, una coalizione con l’estrema sinistra o un possibile stallo politico.

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