Raphaël Glucksmann, leader di Place publique, ha vinto le primarie del centrosinistra francese con il 66,13 per cento dei voti e sarà il candidato alle presidenziali del 2027. Il socialista Olivier Faure è arrivato secondo con il 14,48.

Alle spalle del vincitore, Ségolène Royal, ex ministra e candidata dei socialisti alle presidenziali del 2007, quando perse contro Nicolas Sarkozy, si è piazzata terza con il 7,62 per cento. Emmanuel Maurel è quarto con il 5,92 e Jérôme Guedj quinto con il 5,83, entrambi del Partito Socialista.
Glucksmann diventa così lo sfidante del centrosinistra nel voto presidenziale, il cui primo turno è previsto per il 18 aprile. L’affermazione è arrivata già alla prima tornata delle primarie, senza bisogno di un secondo round interno. Non sono ancora stati resi noti i dati sull’affluenza.
Un eurodeputato dal 2019
Glucksmann ha 46 anni, siede al Parlamento Europeo dal 2019 ed è uno dei politici più popolari del centrosinistra in Francia. Guida un proprio movimento, Place publique.
È figlio del filosofo André Glucksmann. Tra il 2008 e il 2012 è stato consigliere del presidente georgiano Mikheil Saakashvili, in una fase di forti tensioni con la Russia. Dopo il 2014 ha vissuto per un periodo in Ucraina, dove ha collaborato con il sindaco di Kyiv, Vitali Klitschko.
Da europarlamentare ha difeso le norme ambientaliste del Green Deal e ha sostenuto l’integrazione dell’Ucraina nell’Unione Europea. Si è speso anche per la riforma del regolamento di Dublino, la principale norma europea che disciplina la gestione di persone migranti e richiedenti asilo.
L’alleanza che ha funzionato alle europee
Nel 2024 Glucksmann è stato rieletto al Parlamento Europeo grazie a una coalizione tra Place publique e il Partito Socialista, il principale partito di centrosinistra. È la formula che intende riproporre alle presidenziali.
Il calcolo è questo: l’unità permette ai partiti di centrosinistra di raggruppare i consensi sia contro Marine Le Pen, leader e candidata del Rassemblement National, partito di estrema destra, sia contro Jean-Luc Mélenchon, leader di La France insoumise (LFI), formazione di estrema sinistra.
Nel sistema presidenziale francese, a due turni, accedono al ballottaggio soltanto i due candidati più votati al primo. In questo meccanismo, la dispersione dei voti tra più candidati dello stesso campo riduce le probabilità di arrivare al secondo turno.
Le Pen favorita, LFI in crescita
Le Pen è da tempo data come favorita nei sondaggi. Anche LFI registra un andamento positivo, e il centrosinistra si trova così a competere con entrambi i poli estremi. Il presidente uscente Emmanuel Macron non può ricandidarsi, avendo concluso due mandati consecutivi.
Non sono ancora state rese note le reazioni di Faure, Royal, Maurel e Guedj né la posizione ufficiale del Partito Socialista sul sostegno al vincitore. Restano da definire anche le modalità con cui i socialisti accompagneranno la candidatura.
Dalla scelta degli sfidanti sconfitti dipende la tenuta dell’alleanza che Glucksmann vuole replicare. Sul 18 aprile pesa dunque una variabile interna al campo progressista: quanto l’elettorato delle primarie si traduca in un voto compatto al primo turno.

