Cultura e Spettacolo

Francis Ford Coppola: “Mi piace lavorare con attori italiani”

“Ritengo che gli italiani siano brave persone” afferma ed è convinto che alla fine “prevarrà la loro benevolenza e  gentilezza” nell’affrontare l’annosa questione dei migranti. Parla il regista, sceneggiatore e produttore cinematografico statunitense, Francis Ford Coppola, considerato uno dei maggiori cineasti della storia del cinema. Un tema che gli sta a cuore, quello dell’immigrazione, e ricorda che “l’America ha goduto di molti benefici provenienti dagli immigrati italiani”.

Maestro, è noto il suo grande amore per l’Italia ed, in modo particolare, per Bernalda, dove sono nati i suoi nonni. Si può ritenere che l’Italia, oltre ad essere la terra delle sue origini, rappresenti per lei anche una delle fonti ispiratrici della sua arte?

“Mio nonno Agostino Coppola è nato in Italia, a Bernalda, in Lucania. Sono un italo-americano orgoglioso delle proprie origini e dell’eredità ricevuta da esse. L’Italia, indubbiamente, ha donato il suo mirabile contributo all’arte, alla musica, alla scienza e a tutte le forme di produzione, spesso le migliori del mondo”.

Nel film ‘Il Padrino’, che è uno tra i più travolgenti capolavori della sua cinematografia, si evidenzia l’interpretazione del fenomeno mafioso in termini storicistici ed esistenzialistici, perché sia compreso nel suo significato più profondo. Certo, con l’intento di debellarlo, proprio in quanto un mondo civile è fondato sulla legalità e sulla giustizia.

“Sono d’accordo con quanto lei ha affermato. Tuttavia, il fenomeno della mafia si è originato in Italia in quanto essa, durante la sua storia, è stata spesso occupata da potenze straniere, quali la Spagna, l’impero austro – ungarico, la Francia, l’Arabia: ne è derivata una resistenza silenziosa. Il modo di resistere (nascondere la verità per sopravvivere) si è espresso con il silenzio, con la difesa dell’onore e con la vendetta violenta: solo in seguito, si è trasformato in una tradizione parassitaria e crudele che è emigrata nel nuovo mondo, così come sono emigrati gli italiani in cerca di lavoro e gli italiani di ceto elevato”.

Vedendo i suoi film, emerge, tra l’altro, la messa in discussione dei valori, il dramma della difficoltà umana di separare il bene dal male. Apocalypse Now è una vivida rappresentazione dell’insolubile dilemma morale costituito dalla guerra, in cui si contrappongono l’istinto di morte e l’istinto di vita. Quanto spazio attribuire alla speranza di costruire un mondo migliore, in cui viva il dialogo ed il confronto tra le diversità?

“Credo nella continua evoluzione della nostra specie verso un futuro di bellezza, creatività, intelligenza, giustizia, miglioramento continuo e, soprattutto, di amore reciproco. Giacché a guidare la storia umana non è un destino avverso, ritengo che il nostro futuro sia positivo e spettacolare. Noi umani, in realtà, siamo una sola famiglia e, come in tutte le famiglie, vi sono difficoltà, tuttavia prevale l’amore e, pertanto, è sempre viva la speranza di creare il paradiso sulla nostra bella terra, che è la nostra casa”.

Molti sono gli italiani che, attraverso le proprie capacità, hanno voluto conquistare l’America, personaggi come lei, i quali hanno testimoniato l’eccellenza italiana nel mondo della creatività. Il cinema è l’ambito nel quale molti italiani, in America, sono stati testimonianza di grande talento.

“L’America ha goduto di molti benefici provenienti dagli immigrati italiani, non solo nell’ambito del cinema, ma anche della fisica nucleare, della medicina, dell’innovazione industriale, della cucina, e di tutte le arti. Ritengo che tutti gli esseri umani, specialmente gli italiani, siano fantastici! Ecco perché la mia previsione per il futuro è positiva”.

All’inizio del terzo millennio, la storia ripropone il dramma dell’emigrazione sulle coste italiane, come, negli anni trenta del secolo passato, sulle coste dell’America. E’ sempre l’essere umano che va in cerca di un mondo migliore, che gli offra benessere? Come interpreta tale fenomeno?

“Ritengo che gli italiani siano brave persone. Sono certo che la benevolenza e la gentilezza degli italiani prevarranno nell’affrontare tale problematica”.

Le chiedo se le piacerebbe vivere in Italia e se produrrebbe un film nel nostro Paese, con attori italiani?

“Magari! Mi piace lavorare con gli attori italiani. L’intera popolazione italiana pullula di talenti naturali. E’ sempre un piacere lavorare con loro. Che film farò in futuro, solo Dio lo sa”.

Quale regista italiano contemporaneo ritiene possa considerarsi un grande maestro del cinema, anche a livello internazionale?

“Registi italiani viventi? So che abbiamo perso il grande Mario Monicelli e il grande Francesco Rosi. Il caro Bernardo Bertolucci è ancora con noi ed è sempre fonte di creatività. Molti sono i grandi talenti. Avrei bisogno di tante ore per rispondere a questa domanda: senza dubbio è immensa la genialità sia del padre del cinema italiano moderno Roberto Rossellini, sia di Visconti, di Fellini e di tanti altri! Non posso enunciare cinquanta o più nomi, come Germi, Antonioni, Wertmuller, De Sica, Pasolini, Bertolucci, Bellochio, Petri, Scola, Dino Risi … Devo fermarmi!”

La Basilicata è una terra i cui paesaggi sono ancora incontaminati, come le tradizioni , la cucina, la natura e la sua storia. Tuttavia, essa vede il più alto tasso di giovani che fuggono, abbandonandola per la carenza di lavoro. Quali azioni la Regione Basilicata dovrebbe intraprendere per progredire, per svilupparsi e fare in modo che diventi una terra in cui è possibile vivere per le giovani generazioni ?

“Ciò che tutti gli italiani possono fare a favore della propria terra è stipulare un patto nazionale, indire un ‘referendum’ che stabilisca di dire solo la verità. Non dire la verità è una forma di corruzione: è una tradizione che si è radicata in Italia a causa della propria storia, che la vede governata da stranieri. Purtroppo, la menzogna sembra essere entrata a far parte del sistema italiano. Occorre prenderne atto perché l’Italia possa dirigersi oltre, promettendo di non mentire. L’insegnamento fondamentale che ho trasmesso ai miei figli è quello di non mentire mai. Si dice che sia giusto dire una ‘bugia bianca’ per non ferire i sentimenti di qualcuno. Io sostengo, invece, che non sia giusto neanche dire ‘una bugia bianca’, bisogna non mentire mai”. (America Oggi)

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