Politica

Furia di Obama contro Trump: standing ovation a funerali di Lewis

Barack Obama ha attaccato l’amministrazione Trump in un discorso eloquente e furioso, tenuto durante i funerali del campione dei diritti civili John Lewis, a cui era molto legato. Un’orazione funebre fuori dagli schemi perché “non c’è modo migliore di celebrare l’eredità di John Lewis che quello di continuare a battersi per ampliare i diritti per i quali ha quasi dato la vita”, ha detto l’ex presidente secondo il quale gli Stati Uniti stanno subendo “attacchi alla democrazia”.

“Oggi assistiamo coi nostri occhi a poliziotti che mettono il ginocchio sul collo di neri americani. George Wallace non c’è più – ha sottolineato Obama citando un ex governatore dell’Alabama oppositore del movimento per i diritti civili – ma vediamo il nostro governo federale inviare agenti per usare gas lacrimogeni e manganelli contro manifestanti pacifici”. Poi l’affondo a tutti i repubblicani sul voto, nel giorno in cui Trump, che arranca nei sondaggi, chiedeva un rinvio, in ogni caso impossibile, delle elezioni. Un discorso salutato da una standing ovation.

“Potremmo non dover più indovinare il numero di caramelle in un barattolo per avere il diritto di votare – ha incalzato citando una modalità davvero usata in passato per decidere se un nero poteva partecipare alle elezioni o no – ma anche mentre siamo seduti qui, c’è chi al potere sta facendo del suo meglio per scoraggiare le persone a votare, chiudendo i seggi e prendendo di mira minoranze e studenti con leggi restrittive sulla carta di identità, attaccando il nostro diritto di voto con precisione chirurgica, minando persino il servizio postale in vista di una elezione che dipenderà dal voto per corrispondenza per far sì che le persone non si ammalino”.

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