Economia

G20, accordo a Venezia sulla tassazione delle multinazionali

Ministri delle Finanze e governatori delle Banche centrali del G20 hanno annunciato di aver raggiunto “un accordo storico per realizzare un’architettura fiscale internazionale più stabile e più equa”. Come riferito dal ministro dell’Economia, Daniele Franco, nella conferenza stampa al termine del G20 a Venezia, gli Stati hanno approvato i due pilastri – relativi alla redistribuzione degli utili prodotti dalle imprese multinazionali e a un’imposta minima globale – concordati a livello di Inclusive Framework e Ocse.

E hanno dato mandato allo stesso framework di “mettere a punto” i vari aspetti tecnici e “un piano dettagliato – recita il comunicato del G20 finanziario – per dare attuazione ai due pilastri entro la prossima riunione di ottobre”. L’appoggio del G20 e dei Paesi che rappresentano “oltre il 90%” del Pil globale all’accordo “mette ovviamente sotto pressione” i 7 Paesi che non hanno ancora aderito dei 139 del framework Ocse, di cui 3 sono europeo – Irlanda, Ungheria e Estonia – e “sono fiducioso – ha detto ancor Franco – che modificheranno la loro linea”. L’intesa “crea un terreno paritetico” sulla concorrenza “ed evita concentrazioni di mercato che possono derivare da queste distorsioni”, ha rilevato il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco.

“Un grande risultato, io non ho visto frequentemente, in una riunione di questo genere, una sessione concludersi con un applauso liberatorio”, ha notato per parte sua il commissario europeo all’Economia, Paolo Gentiloni. “Una giornata da ricordare e fa piacere che sia successo a Venezia, sotto la presidenza italiana del G20”. Al G20 delle Finanze è stato anche concordato come sia “cruciale avere dati trasparenti, affidabili e paragonabili sul tema del rischio climatico” e delle emissioni di CO2 tra i vari Paesi, ha spiegato Visco. E su questo la direttrice del Fmi, Kristalina Georgieva ha annunciato che al vertice sul clima di domani, sempre a Venezia, formalizzerà una proposta sul prezzo minimo internazionale del carbonio “che potrebbe accelerare in modo significativo la transizione dell’economia globale verso una crescita a basse emissioni”.

Intanto l’Ue procede con la sua proposta di correzione del prezzo alle frontiere, proprio sulle emissioni. “Non si tratta di una misura protezionistica, avremo un meccanismo che darà un prezzo alle emissioni, equivalente per le produzioni interne alla Unione europea e per le importazioni nelle Ue”, ha detto Gentiloni. “L’obiettivo – ha spiegato – è non avere, fuori, dei vantaggi strepitosi che derivano dal fatto che i nostri standard diventano più esigenti, e hai il rischio che alcune aziende europee si spostino fuori oppure che alcuni esportatori verso l’Ue abbiano dei vantaggi inaccettabili: è un meccanismo equilibratore, non un meccanismo protezionista”. I Paesi del G20 sono però “preoccupati” dal ridotto numero di vaccinazioni effettuate nei Paesi poveri: “qui in Italia – ha spiegato Franco – siamo al 60% di popolazione che ha ricevuto almeno una dose, penso che per i paesi poveri questa percentuale sia molto bassa, forse dell’1%. È un tema che è stato discusso”.

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