Genova, vittoria sofferta per il Napoli: Hojlund dal dischetto regala tre punti d’oro al 95′

La squadra partenopea conquista l’intera posta in palio al Ferraris dopo essere passata in svantaggio dopo undici secondi e aver perso McTominay per infortunio, chiudendo in dieci uomini contro i rossoblù.

Antonio Conte

Antonio Conte

Pronti via e il Napoli si ritrova sotto. Dopo appena undici secondi dal fischio iniziale, Buongiorno sbaglia il retropassaggio verso Meret. Il portiere azzurro esce precipitosamente su Vitinha e lo atterra in area. L’arbitro Massa, richiamato dal sistema di assistenza video, concede il calcio di rigore che Malinovskyi trasforma con freddezza, portando in vantaggio il Genoa. Una partenza da incubo per gli ospiti, che devono inseguire in un ambiente rovente come il Ferraris.

Gli azzurri, però, non si smarriscono. Reagiscono con carattere e ribaltano il risultato nell’arco di due minuti. Al ventesimo Hojlund pareggia i conti, poi al ventiduesimo è McTominay a firmare il sorpasso con una conclusione precisa. Il centrocampista scozzese, tuttavia, accusa un problema al gluteo durante l’azione del gol. L’ex Manchester United stringe i denti fino all’intervallo, ma al rientro dagli spogliatoi Conte è costretto a sostituirlo con Giovane. Un’assenza pesante per gli equilibri tattici della squadra partenopea.

Secondo tempo: altro errore e inferiorità numerica

La ripresa si apre con il Napoli apparentemente in controllo, ma al cinquantasettesimo minuto arriva il secondo errore marchiano della serata. Ancora una volta è Buongiorno a rendersi protagonista in negativo: il difensore si fa rubare palla da Colombo, che batte Meret e firma il pareggio. Una prestazione da dimenticare per l’ex granata, che Conte decide di sacrificare inserendo Beukema. La partita sembra maledetta per gli azzurri, che collezionano difficoltà su difficoltà.

Gutierrez sfiora il nuovo vantaggio, ma il destino non ha ancora finito di accanirsi contro il Napoli. Al settantaduesimo minuto Juan Jesus viene espulso per doppia ammonizione nell’arco di venti minuti. Conte è costretto a rivedere nuovamente l’assetto tattico, richiamando in panchina Giovane e inserendo Olivera per puntellare la difesa. In dieci contro undici, con un risultato in bilico e in un ambiente ostile, la situazione appare compromessa. Eppure la squadra partenopea non smette di attaccare, continuando a credere nella possibilità di strappare i tre punti.

Il rigore decisivo e le parole di Conte

Quando tutto sembrava perduto, in pieno recupero arriva l’episodio che decide la partita. Vergara si conquista un calcio di rigore dopo essere stato atterrato da Ekuban in area. Massa, dopo una revisione al monitor, conferma la decisione. Dal dischetto si presenta Hojlund, che con grande sangue freddo trasforma e regala al Napoli una vittoria dal valore altissimo. È il gol numero quattrocento nelle vittorie da allenatore per Antonio Conte, un traguardo che il tecnico salentino accoglie con la consueta modestia.

In conferenza stampa, Conte analizza la prestazione dei suoi: “I ragazzi si sono comportati da squadra vera. Il vento oggi tirava forte contro, ma siamo rimasti in piedi e abbiamo trovato sempre le soluzioni giuste, anche dalla panchina”. Il tecnico esprime dispiacere per l’espulsione di Juan Jesus, che stava per sostituire con Olivera proprio prima del secondo giallo. Sulla questione infortuni, Conte non nasconde la preoccupazione: “Penso che stiamo facendo qualcosa di incredibile e straordinario, che viene sottovalutato. Se i calciatori non ci sono, diventa difficile fare risultato e portare a casa la pagnotta”.

L’emergenza McTominay e le sfide future

Il problema fisico di McTominay rappresenta una delle principali preoccupazioni per il prosieguo della stagione. Conte spiega la natura dell’infortunio: “Convive dall’inizio dell’anno con questo problema tendineo. Ci sono momenti in cui si infiamma di più e altri in cui i dottori riescono a gestirlo meglio”. Lo scozzese aveva dato disponibilità per il secondo tempo, ma senza possibilità di effettuare scatti. “Preferisco avere un giocatore al cento per cento piuttosto che rischiarlo”, aggiunge il tecnico, che spera di recuperarlo per il quarto di finale di Coppa Italia contro il Como.

L’allenatore azzurro si sofferma sul valore della vittoria: “Abbiamo preso il pallino del gioco in mano e ribaltato la situazione. La sensazione che davamo era di dominio assoluto durante la partita”. Conte sottolinea come la squadra non abbia mai smesso di credere nel gol nemmeno in inferiorità numerica, citando l’occasione clamoosa sprecata da Gutierrez in dieci contro undici. “È una vittoria dal valore altissimo, perché entri in campo e dopo trenta secondi hai un infortunio, prendi rigore e vai sotto. In un ambiente caldo, contro una squadra forte a livello qualitativo, tattico e tecnico”.

Le quattrocento vittorie e le riflessioni sulla rosa

Raggiungere quota quattrocento vittorie da allenatore rappresenta un traguardo significativo, ma Conte mantiene la consueta umiltà: “Sicuramente per fare quattrocento partite e vincerne quattrocento ci vuole tanta fortuna. Io penso di essere un allenatore molto fortunato e poco bravo, straordinariamente fortunato”. Una dichiarazione che stride con i numeri, ma che testimonia l’approccio del tecnico salentino, sempre concentrato sul lavoro quotidiano piuttosto che sui riconoscimenti personali.

Alle emittenti televisive, Conte lancia però un messaggio chiaro alla società: “Sicuramente è una stagione assurda. Se siamo intelligenti tutti dovremo fare delle riflessioni sulla composizione della rosa, del mercato che abbiamo fatto, sul fatto che dal vivaio non possiamo attingere”. Il riferimento è all’emergenza che sta caratterizzando l’annata azzurra, con gli infortuni di De Bruyne, Lukaku e Anguissa che hanno ridotto ulteriormente le alternative. L’allenatore elogia giovani come Vergara, che hanno saputo sfruttare l’occasione, e cita Ambrosino, cresciuto nel settore giovanile ma poi trasferitosi in Serie B. “Possono stare benissimo nella rosa del Napoli e giocarsi un posto”, afferma con una punta di rammarico.

De Rossi e le polemiche arbitrali

Dall’altra parte, Daniele De Rossi non riesce a trattenere il rammarico. L’allenatore del Genoa contesta apertamente la decisione dell’arbitro Massa sul calcio di rigore finale: “Non so più che dire: questo non mi sembra un chiaro errore per cui richiamare l’arbitro al sistema di assistenza video. Il calcio che abbiamo giocato noi non esiste più”. De Rossi critica l’evoluzione del regolamento, che a suo avviso sta snaturando il gioco: “Devo lavorare per chiedere ai miei giocatori di saltare con le mani dietro alla schiena, di restare distanti dagli avversari in area di rigore”.

Il tecnico rossoblù sottolinea come Massa, arbitro di grande esperienza, non avesse valutato l’episodio come meritevole del calcio di rigore in prima battuta. A fine gara, De Rossi ha semplicemente fatto gli auguri al direttore di gara per la stagione, senza soffermarsi in ulteriori proteste. “Questo rigore lascia tanta amarezza. La cosa positiva è che questo stadio ci ha ridato tanto carattere e tanto cuore, ma se guardiamo gli episodi degli ultimi due mesi diventiamo matti”, dichiara con evidente frustrazione. L’analisi tecnica della partita passa inevitabilmente in secondo piano rispetto alle polemiche arbitrali: “Abbiamo commesso qualche errore e non era facile contro uno degli attaccanti più forti al mondo nel giocare a campo aperto come Hojlund. Dall’altra parte, abbiamo sfruttato gli errori del Napoli per trovare i gol, ma non è bastato”.