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Lo sfogo di Gentile, vergogna mancato 1′ raccoglimento per Anastasi. La moglie: Pietro ha deciso di non svegliarsi più

“E’ vergognoso che ad Anastasi non sia stato tributato un minuto di raccoglimento su tutti i campi della Serie A. C’e’ grande amarezza”. A dirlo e’ Claudio Gentile arrivando al funerale di Pietro Anastasi, scomparso venerdi’ all’eta’ di 71 anni per la Sla. Solamente Juventus e Inter hanno ricordato il campione d’Europa del 1968 con un minuto di raccoglimento prima delle rispettive partite. “Era impossibile non volergli bene, era un simbolo di tutti ed un grande amico. Voglio ricordarlo con un sorriso”. Lele Oriali ricorda cosi’ la figura di Pietro Anastasi, scomparso venerdi’ a 71 anni per la Sla. “E’ stato un onore – aggiunge Oriali, all’arrivo al funerale dell’ex attaccante della Juventus, dell’Inter e della Nazionale – poter giocare con lui e poterlo frequentare. Aveva tanti valori umani, era un grande giocatore”. Oriali, dietro gli occhiali da sole, si abbandona alla commozione: “Nell’ultimo periodo non l’ho sentito spesso e me ne dispiaccio”.

Pietro Anastasi, morto venerdì a 71 anni di Sla, voleva andare in Svizzera e porre fine alle sue sofferenze con il suicidio assistito. “Me lo chiedeva quando era già malato, ma non sapeva ancora di avere la Sla”, spiega in una intervista a ‘Il Messaggero’ Anna Bianchi la moglie dell’ex attaccante di Juventus e Inter, vincitore degli Europei di calcio nel 1968 con la Nazionale. “Aveva un tumore all’intestino e la Sla. E’ stato operato subito per il tumore e sottoposto alla chemioterapia, riuscendo a sconfiggerlo”. Spiega la moglie di ‘Pietruzzu’ che in accordo coi figli ha deciso di non dire al marito della Sla fino a 3 mesi fa. “L’ho guardato negli occhi e gli ho detto: Sai cos’hai? E lui mi ha risposto: Sì, ho la Sla. Ed è rimasto a lungo in silenzio”. Anastasi ha proseguito la sua battaglia e la scorsa settimana ha chiesto alla moglie di accompagnarlo in un hospice di Varese. “Aveva rinunciato all’accanimento terapeutico, scrivendo su un foglio che rifiutava di essere rianimato. Ha anche rifiutato la tracheotomia alla quale gli avevano consigliato di sottoporsi”. “Quindi è arrivata una dottoressa, una persona davvero splendida, ha parlato con mio marito e gli ha prospettato la sedazione con una puntura. Si sarebbe addormentato e non si sarebbe mai più svegliato. E’ andata proprio così ed è avvenuto tutto molto rapidamente -prosegue la vedova Anastasi-. C’eravamo io e mio figlio. Mi faccio sedare, ci ha comunicato. ‘No, aspetta’, l’ho pregato. Ma aveva deciso”.

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