Gentiloni non mantiene promesse, Anac depotenziata in barba a Renzi e Cantone

Gentiloni non mantiene promesse, Anac depotenziata in barba a Renzi e Cantone
Raffaele Cantone
7 maggio 2017

Paolo Gentiloni non ha mantenuto la promessa. La Gazzetta Ufficiale ha pubblicato il decreto legislativo correttivo del codice degli appalti, compresa la norma che depotenzia il ruolo dell’Anac. Il presidente del Consiglio, infatti, aveva assicurato a Raffaele Cantone che il governo avrebbe posto rimedio alla soppressione del relativo comma. “Nessuna volontà politica di ridimensionare i poteri dell’Anac – avevano sottolineato fonti di Palazzo Chigi -. Sul punto – assicuravano le stesse fonti – sarà posto rimedio già in sede di conversione del Dec e in maniera inequivocabile”. Ma così non è andata. La nuova norma, salvo modifiche, entrera’ in vigore il prossimo 20 maggio. Il nuovo decreto legislativo, quindi, abroga il comma 2 dell’articolo 211 del dlgs 50/2016 che fino al 19 maggio prevede: “Qualora l’Anac, nell’esercizio delle proprie funzioni, ritenga sussistente un vizio di legittimita’ in uno degli atti della procedura di gara invita mediante atto di raccomandazione la stazione appaltante ad agire in autotutela e a rimuovere altresi’ gli eventuali effetti degli atti illegittimi, entro un termine non superiore a sessanta giorni. Il mancato adeguamento della stazione appaltante alla raccomandazione vincolante dell’Autorita’ entro il termine fissato e’ punito con la sanzione amministrativa pecuniaria entro il limite minimo (di euro 250 e il limite massimo di euro 25.000), posta a carico del dirigente responsabile. La sanzione incide altresi’ sul sistema reputazionale delle stazioni appaltanti, di cui all’articolo 36 (del presente codice). La raccomandazione e’ impugnabile innanzi ai competenti organi della giustizia amministrativa ai sensi dell’articolo 120 del codice del processo amministrativo”. Anche Matteo Renzi che considera l’Anac una sua creatura ed è una delle riforme dei suoi mille giorni di cui va più fiero aveva avvertito Gentiloni: “È stato fatto un errore grave, va corretto quanto prima”. Ma il premier ha tirato dritto per la sua strada in barba a tutti e tutto.

 

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