Giacarta vuole rendere potabile il fiume più inquinato al mondo

2 marzo 2018

Mucchi di plastica, liquami, un tappeto di rifiuti di ogni tipo. Il Citarum, sull’isola di Giava, in Indonesia, è considerato il fiume più inquinato al mondo. E preoccupa il fatto che sia la principale fonte d’acqua dolce di Giacarta. Circa 30 milioni di persone usano queste acque putride per irrigare i campi, lavarsi e molti le bevono. “Durante la stagione delle piogge qui si allaga tutto, con queste acque inquinate – racconta uno degli abitanti che vive vicino al fiume – mi viene il prurito alle mani e il mio raccolto viene danneggiato”. Nella stessa zona ci sono anche circa 2000 stabilimenti tessili che danno lavoro a tante persone, ma allo stesso tempo inquinano, scaricando nel fiume, si calcola, 280 tonnellate di rifiuti industriali ogni giorno. Mercurio, arsenico, sostanze tossiche. Un disastro ambientale e un danno per la salute. Negli ultimi anni si è registrata un’emergenza sanitaria. “Mi fa male vedere la mia famiglia, i vicini, gli amici affetti da malattie causate dall’inquinamento e dalle sostanze chimiche. Chiediamo al governo di continuo di occuparsi di questo problema ma non otteniamo risposte” dice un ambientalista. Dopo gli ultimi tentativi di bonifica falliti, Giacarta però si è data un obiettivo: rendere le acque del Citarum potabili entro il 2025. “É il fiume più inquinato al mondo – afferma il portavoce del ministro per gli Affari marittimi – nei prossimi sette anni però agiremo su tutti i fronti. Lavoreremo insieme con i governi locali, la polizia, i militari, il ministero dell’Ambiente, siamo ottimisti, possiamo ripulire il Citarum”.

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