Gli espulsi incalzano Grillo: “Ha perso, lasci il M5S”

27 maggio 2014

Lo immaginavano e ora sorridono. Sono stati i primi a lamentarsi della direzione presa dal MoVimento 5 Stelle. Soprattutto dei toni usati dal comico genovese e dalle scelte strategiche del suo alter ego, Gianroberto Casaleggio. Sono gli espulsi dal “non partito”. A poche ore dalle elezioni europee che hanno ridimensionato i 5 Stelle (hanno ottenuto poco più del 21%, perdendo più del 4 per cento rispetto alle ultime Politiche), i dissidenti grillini non hanno dubbi: “Adesso tocca a Beppe lasciare il MoVimento”.
Va giù duro Valentino Tavolazzi, consigliere ferrarese tra i più apprezzati dai 5 Stelle. È stato espulso il 5 marzo del 2012 benché fosse diventato un punto di riferimento per tanti nel partito (forse proprio per questo è stato allontanato). “Gli italiani cominciano a capire il trucco dietro la proposta politica di Grillo – tuona – È una buffonata, una presa in giro, una truffa politica. Beppe ha fatto leva sullo scontento. Si tratta – continua Tavolazzi – di un fascismo liquido che trova accoglienza in una parte della nostra società”. Ma le cose cambiano, lo sa il consigliere di Ferrara, che aggiunge: “Il popolo italiano non è imbecille, come pensano Grillo e Casaleggio”.

Tavolazzi guarda avanti: “La sonora sconfitta rimediata dal MoVimento alle Europee apre uno spazio politico per un progetto vero che deve arginare il Pd”. Il consigliere ferrarese ci sta lavorando da tempo: “Si può ripartire dalle idee iniziali dei 5 Stelle, dalla democrazia dal basso, da tutto il lavoro svolto tra il 2009 e il 2011 che portò all’affermazione politica di un gruppo di persone, grazie a quello che allora era un megafono, Grillo, e che ora ha fallito”. Per Tavolazzi ha fallito pure “quel tipo di comunicazione”. Anche per questo la rinascita può esserci “soltanto senza Grillo e Casaleggio”. Il risultato deludente del MoVimento è comunque una sorpresa: “Mi aspettavo che prendesse più voti perché ritenevo che un forte messaggio di marketing potesse avere ancora presa sugli elettori italiani. Sono felicissimo che non sia andata così perché significa che l’ubriacatura è finita. Del resto i cittadini non ne possono più di una politica fatta di insulti”.
È d’accordo anche Federica Salsi. La consigliera bolognese è stata espulsa con un post sul blog del comico il 12 dicembre del 2012 dopo aver partecipato alla trasmissione tv “Ballarò”. Allora il piccolo schermo era ancora un tabù per i 5 Stelle. “Gli italiani non hanno riconosciuto a Grillo una capacità politica, non hanno creduto al partito della protesta”. In ogni caso la Salsi precisa: “È un risultato preoccupante anche quello del Pd perché Renzi è un uomo di marketing e stavolta è stato convincente”. Cosa dovrebbe fare Grillo? “Bé, cominciare a stabilire qualcosa di concreto, ripartire con il progetto che avevamo all’inizio, cioè la democrazia dal basso”. Anche la consigliera bolognese si compiace del calo di voti del MoVimento: “Gli italiani si sono resi conto che non è tutto oro quello che luccica”.
Giovanni Favia è stato cacciato lo stesso giorno della Salsi. È stato uno degli esponenti più seguiti, tanto che qualcuno, nei forum grillini, lanciò la sua candidatura a Palazzo Chigi. Dopo essere stato espulso dal MoVimento ha continuato il suo impegno alla Regione Emilia Romagna. Ora non risparmia stoccate: “Provo grande amarezza e delusione pensando a come poteva essere il MoVimento. Invece la sua crescita si è fermata: un buon segno per il Paese visto che Grillo è un pericolo. Paradossalmente – nota Favia – i partiti sono più controllabili dai cittadini di quanto lo siano Beppe e Casaleggio”.

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Di errori il comico genovese ne ha fatti parecchi anche nell’ultima campagna elettorale: “Aver polarizzato lo scontro con Renzi è stato un autogol, anche perché c’è una parte d’Italia che disprezza Grillo e crede che il MoVimento incarni una deriva populistica. Dunque molti elettori si sono turati il naso e hanno scelto Renzi. Di certo quello di Grillo è stato uno schianto. Insomma, c’erano le condizioni ideali per prendere molti voti: le larghe intese, il Napolitano bis, la corruzione dilagante, anche il carattere delle elezioni europee, che spingono gli italiani a rischiare. Invece Grillo ha perso quasi tre milioni di voti. Nemmeno l’Atletico Madrid di Simeone”. A questo punto, precisa Favia, “se Grillo fosse coerente lascerebbe il logo del MoVimento a un soggetto democratico. Ma non lo è e dunque non si ritirerà”. Non si capacita il consigliere dell’Emilia Romagna: “Se vai in tv e ti dai il cinque con Vespa dopo aver espulso una consigliera perché aveva partecipato a Ballarò non sei coerente, se chiami “ebetino” un premier che ha 39 anni e che abbassa le tasse la gente ti prende per un pagliaccio, se parli di processi ai danni di politici e giornalisti spaventi le persone. Possibile che Grillo non l’abbia capito?”. Favia ironizza, prendendo in prestito la frase di papa Giovanni che Casaleggio ha ripetuto a sua volta nel comizio a piazza San Giovanni: “Se siete vicino a Beppe, vi prego, abbracciatelo e dategli una carezza, ne ha bisogno”.

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Sorride anche il senatore Luis Orellana, espulso il 26 febbraio 2014: “Grillo ha sempre detto che le cose che si promettono bisogna mantenerle. Dunque lui ora deve andarsene visto che ha preso meno voti delle Politiche. Dia il logo del M5S ad altri. Lui può fare il pensionato nella sua villa a Marina di Bibbona, il mare è bello”. Gli errori del comico in campagna elettorale? “Ha spaventato le persone, ha promesso processi, ha parlato di Hitler e poi ha trasformato le elezioni in un referendum su Renzi facendo un favore al premier. E poi l’Italia è un paese moderato, non ne può più di toni alti e degli insulti. Mi dispiace per la gente che ci crede ancora”.
È più mite Adele Gambaro, anche lei senatrice. È stata espulsa dal MoVimento 5 Stelle il 19 giugno del 2013. Ora precisa: “Lo slogan di Grillo era “Vinciamo noi”, invece hanno vinto loro. Comunque il 21% dei voti è un buon risultato”. Le preferenze che sono mancate al “non partito” dipendono anche dalle espulsioni che “non sono state certo piacevoli per gli elettori”. Non hanno aiutato “i toni violenti usati dal comico. L’avevo già detto un anno fa che Grillo sbagliava ad usare quelle parole ma sono stata espulsa per un reato di opinione”. Sulle percentuali, invece, la Gambaro non è sorpresa: “Mi aspettavo un risultato più basso di quello raggiunto alle Politiche, il MoVimento non è più una novità”.

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