Los Angeles. Sono “Una battaglia dopo l’altra” e “Hamnet – Nel nome del figlio” i film che hanno trionfato alla 83esima edizione dei Golden Globes, la cerimonia che ha inaugurato la stagione dei premi 2026. Il film di Paul Thomas Anderson, satira feroce sul radicalismo politico anti-Trump, ha conquistato quattro riconoscimenti: miglior film commedia, miglior regista, migliore attrice non protagonista per Teyana Taylor e miglior sceneggiatura. Due premi importanti sono andati invece alla pellicola “Hamnet” della regista Chloé Zhao: miglior film drammatico e miglior attrice protagonista a Jessie Buckley.
La serata ha consacrato Timothée Chalamet, appena trentenne, che ha battuto pesi massimi come George Clooney e Leonardo DiCaprio. L’attore ha vinto il Golden Globe come miglior protagonista nel film-commedia “Marty Supreme”, dove interpreta un giovane campione di ping pong. Sul palco ha ringraziato la fidanzata Kylie Jenner e i genitori: “Mio padre mi ha instillato lo spirito di gratitudine quando crescevo. Sii sempre riconoscente per quello che hai. Questo mi ha permesso in passato di lasciare la cerimonia a mani vuote ma a testa alta”.
C’è poco da girarci attorno. La satira impegnatissima sul radicalismo politico di “Una battaglia dopo l’altra” ha lasciato il segno ai Golden Globe 2026. Paul Thomas Anderson torna a dominare con un film che disseziona i suprematisti bianchi e l’estremismo negli Stati Uniti contemporanei. Rimane a bocca asciutta, come spesso gli capita, Leonardo DiCaprio. Battuto da un superlativo Chalamet, protagonista proprio di quel “Marty Supreme” surclassato nei premi maggiori dal film di Anderson.
Come si sa ai Globe le categorie di premiazione per film e attori sono due: musical/commedia e drammatico. Così nella prima categoria, con la vittoria per il miglior film a “Una battaglia dopo l’altra” e quella per il miglior attore a Chalamet, si è aggiunto il Globe per Rose Byrne in “If I Had Legs I’d Kick You”. Nella categoria film drammatico ha vinto “Hamnet”, il film sull’elaborazione del lutto in casa Shakespeare per la morte del figlio. Drammone in costume che trascina anche la sua protagonista, Jessie Buckley, a premio come miglior attrice nei panni di Agnes.
Vince piuttosto inaspettatamente il Globe come miglior attore in film drammatici il brasiliano Wagner Moura per “L’agente segreto”, già vincitore della Palma d’oro a Cannes. Ha battuto calibri come Oscar Isaac per “Frankenstein” e un Dwayne Johnson che non ha convinto con il flop “The Smashing Machine”. Il film diretto da Kleber Mendonça Filho ha inoltre battuto il lanciatissimo “Un semplice incidente” di Jafar Panahi e “No Other Choice” di Park Chan-wook diventando il primo film brasiliano a vincere nella categoria del miglior film in lingua straniera ai Globe. Un risultato storico per il cinema sudamericano.
Il miglior film d’animazione è “KPop Demon Hunters”, produzione Netflix. Per i ruoli di attrice e attore non protagonista agguantano il loro Globe la guerrigliera black Teyana Taylor e il grande Stellan Skarsgård per “Sentimental Value”, il nuovo film di Joachim Trier. Il premio di consolazione va a “Sinners”, il film all black diretto da Ryan Coogler che con “Marty Supreme” si gioca il titolo di maggiore sconfitto della serata. Il Globe per la miglior colonna sonora, firmata da Ludwig Göransson, rappresenta l’unica consolazione.
Sul fronte televisivo si confermano i riconoscimenti degli Emmy. Le serie premiate sono “Adolescence”, che ha ottenuto quattro Golden Globes, il medical drama “The Pitt” e la commedia “The Studio”. La miglior serie drammatica è “The Pitt”, quella musical/commedia “The Studio”. È bello rivedere sorridere Noah Wyle, il dottor Carter di “ER”, che a 54 anni vince il Globe per il miglior attore proprio per “The Pitt”, dove interpreta sempre un medico. Dall’altro lato un guascone come Seth Rogen vince il Globe come miglior attore musical/commedia per “The Studio”.
La serata hollywoodiana ha confermato le gerarchie della stagione dei premi. Tra poche settimane arriveranno le nomination agli Oscar e si capirà se i Golden Globes hanno anticipato i verdetti dell’Academy o se ci saranno sorprese. Intanto Chalamet si gode il suo momento di gloria, con un bottino che i vincitori si portano a casa dal valore di un milione di dollari in beni e servizi di lusso. L’arte ha un prezzo, ma anche un valore.