APERTURA

Groenlandia, l’Europa alza la guardia: contro-dazi su circa 93 miliardi di euro di export americano

L’Unione Europea si prepara a una nuova, dura battaglia commerciale con gli Stati Uniti. La minaccia arriva, ancora una volta, da Donald Trump. Stavolta il pretesto è la solidarietà di alcuni Paesi Ue, guidati dalla Danimarca, alla Groenlandia, di fronte alle pretese di annessione avanzate dal presidente americano.

La risposta di Bruxelles è chiara e misura due strade: riattivare le contromisure commerciali già pronte dallo scorso anno, per un valore di 93 miliardi di euro, o schierare per la prima volta lo “Strumento anti-coercizione”, il nuovo regolamento del 2023 mai utilizzato finora. L’altro ieri, nel Coreper, il Comitato dei rappresentanti permanenti, è emersa una prima linea: l’opzione preferita dalla Commissione e dalla maggioranza degli Stati membri è il ripristino automatico dei dazi di ritorsione, previsto per il 7 febbraio prossimo.

Il nodo della decisione e il timore dell’escalation

La riattivazione sarebbe automatica, una settimana dopo l’eventuale imposizione dei nuovi dazi trumpiani. È il piano B preparato mesi fa. L’altra opzione, lo Strumento anti-coercizione sponsorizzato dalla Francia, non ha ancora trovato una maggioranza solida. Italia, Germania e Polonia, tra gli altri, hanno espresso perplessità. Il timore è di innescare un’escalation pericolosa con Washington e, soprattutto, di minare il sostegno americano all’Ucraina.

Ma l’opzione non è archiviata. Potrebbe tornare in campo se la situazione degenerasse. La forza dell’Ue in questa partita risiede nelle sue competenze esclusive in materia commerciale. A differenza della politica estera, dove serve l’unanimità, per le misure di “difesa commerciale” la procedura è più snella. La Commissione può avanzare proposte tramite la “comitologia”: le contromisure vengono respinte solo se controvota una maggioranza qualificata dei Ventisette. In assenza di un voto contrario, Bruxelles può procedere.

Lo “Strumento anti-coercizione”, un’arma mai usata

Lo stesso meccanismo, in parte, vale per lo Strumento anti-coercizione, concepito tre anni fa guardando alla Cina e al caso delle pressioni economiche su Vilnius per l’ambasciata di Taiwan. Per attivarlo, serve una decisione del Consiglio a maggioranza qualificata per accertare la coercizione. Poi, per le misure di risposta, si torna alla procedura più agile della comitologia.

Lo strumento potrebbe essere usato anche se Trump colpisse direttamente, con ordini esecutivi, le norme Ue sul digitale. Le armi a disposizione sono pesanti: dalla sospensione delle concessioni tariffarie a restrizioni su servizi, investimenti, appalti, proprietà intellettuale, fino all’esclusione dai programmi di ricerca Ue. Intanto, le minacce hanno già avuto un effetto politico immediato. I tre gruppi europeisti del Parlamento (Ppe, Socialisti, Renew) chiedono di fermare la ratifica dell’accordo commerciale estivo con gli Usa, che prevedeva dazi americani al 15% sui prodotti Ue e dazi zero per quelli Usa in Europa.

La complessità pratica e la posizione della Commissione

“Con gli Usa stiamo cercando una soluzione costruttiva, ma valutiamo tutte le risposte possibili”. Così il commissario all’Economia, Valdis Dombrovskis, ha delineato la posizione Ue. “Siamo pronti a reagire, ma anche a cercare un compromesso, sulla base del rispetto della sovranità degli Stati membri”. Il portavoce commerciale della Commissione, Olof Gill, ha invece messo in luce la complessità pratica delle minacce trumpiane.

Colpire singoli Paesi Ue solidali con la Groenlandia è “tecnicamente possibile, ma estremamente complesso”. Il mercato unico e l’unione doganale rendono difficile tracciare l’origine nazionale di un prodotto, spesso frutto di catene di approvvigionamento transfrontaliere. Sull’arma dei 93 miliardi, Gill ha confermato: “La sospensione delle nostre contromisure scade il 6 febbraio. A meno di una proroga, entreranno in vigore il 7”. La palla passa ora al Consiglio Europeo straordinario di giovedì. Da lì uscirà la linea definitiva. E, forse, la data per un nuovo braccio di ferro transatlantico.

Pubblicato da
Eleonora Fabbri