Donald Trump e Emmanuel Macron
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump rilancia con forza la sua strategia aggressiva sulla Groenlandia e intensifica lo scontro con l’Europa. In una mossa senza precedenti, ha reso pubblico un messaggio privato del presidente francese Emmanuel Macron, annunciando contestualmente dazi punitivi del 200% su vini e champagne francesi. L’Unione europea ha già fatto sapere che è pronta alle ritorsioni, mentre il presidente del Partito popolare europeo Manfred Weber ha annunciato la sospensione dell’accordo commerciale con Washington.
Il presidente americano ha pubblicato su Truth Social un messaggio riservato che il leader francese gli aveva inviato privatamente. Nel testo, Macron propone a Trump di ospitare un vertice del G7 a Parigi giovedì, con la possibilità di invitare “a margine” dell’incontro anche i russi, una novità assoluta in quasi quattro anni di conflitto in Ucraina. Il presidente francese suggerisce inoltre di coinvolgere ucraini, danesi e siriani per discutere i nodi aperti sulla Groenlandia.
Nel messaggio, autenticato dall’entourage presidenziale francese, Macron scrive: “Amico mio, siamo totalmente allineati sulla Siria. Possiamo fare grandi cose sull’Iran. Non capisco cosa stai facendo sulla Groenlandia”. E infine propone: “Cerchiamo di fare grandi cose. Posso organizzare un incontro del G7 a Parigi giovedì pomeriggio e invitare gli ucraini, i siriani e i russi a margine. Ceniamo insieme a Parigi giovedì prima che rientri negli Usa”.
La risposta di Trump non si è fatta attendere. Il presidente ha annunciato dazi del 200% sui vini e gli champagne francesi, un “regalino” arrivato dopo che Macron ha fatto sapere che la Francia non entrerà nel board di pace per Gaza. La mossa segna una nuova escalation nello scontro commerciale con Parigi e rappresenta un colpo durissimo per l’export vinicolo francese verso gli Stati Uniti.
Sui propri canali social Trump ha inoltre pubblicato un fotomontaggio che lo ritrae insieme al vicepresidente J.D. Vance e al segretario di Stato Marco Rubio mentre camminano in un paesaggio ghiacciato che richiama la Groenlandia. Il presidente tiene in mano la bandiera a stelle e strisce. Davanti a loro si legge in un cartello: “Groenlandia, territorio Usa dal 2026”.
Parlando con i giornalisti in Florida, Trump ha dichiarato che i leader europei non “opporranno troppa resistenza” sulla Groenlandia. “Dobbiamo averla”, ha ribadito con forza. “Non possono proteggerla, i danesi sono persone meravigliose e so che i loro leader sono ottime persone, ma non ci vanno nemmeno”. Il presidente ha poi aggiunto: “Il fatto che una nave sia arrivata lì 500 anni fa e poi se ne sia andata non vi dà alcun diritto di proprietà. Quindi ne parleremo con le varie persone coinvolte”.
La prima ministra danese Mette Frederiksen ha lanciato un allarme a Copenaghen: “Il peggio potrebbe ancora essere davanti a noi. Ora siamo minacciati dal nostro alleato più stretto”, ha detto ai deputati danesi. Il governo danese, invitato al Forum economico mondiale di Davos, ha deciso di non partecipare. Un portavoce del forum ha confermato che nessun rappresentante danese ha intenzione di presenziare.
Il primo ministro della Groenlandia Jens-Frederik Nielsen ha insistito sul rispetto dell’integrità territoriale mentre la crisi sull’isola artica si intensifica. “Stiamo lavorando e prendendo molto sul serio questa situazione”, ha affermato in risposta a una domanda dell’Associated Press. Nielsen ha aggiunto che il suo governo ha avuto incontri positivi con la Nato e i suoi alleati e che tutti i paesi occidentali dovrebbero essere uniti dal “rispetto dell’integrità nazionale e territoriale e dal rispetto del diritto internazionale”.
L’Alto rappresentante dell’Ue per la politica estera Kaja Kallas è intervenuta all’Eurocamera con parole nette: “La Groenlandia è strategica. Non è un segreto. Nelle vicinanze si trovano importanti rotte sottomarine e al di sotto del suo territorio sono presenti minerali fondamentali per l’economia globale. Ma vorrei essere chiara: la Groenlandia appartiene al suo popolo. Nessuna minaccia di dazi doganali potrà cambiare questa situazione. La sovranità non è negoziabile”.
Kallas ha proseguito: “Le dichiarazioni rilasciate dal presidente Trump creano una situazione che non abbiamo mai vissuto prima. La nostra risposta deve essere quella di mantenere la calma, difendere la nostra posizione e agire in modo unito”. L’Europa ha già fatto sapere di essere pronta alle ritorsioni. “Siamo pronti, se sarà necessario, e stiamo considerando diversi strumenti”, ha dichiarato la ministra degli Esteri finlandese Elina Valtonen a Davos.
In caso di una nuova guerra commerciale, ha spiegato, “vedremmo un’enorme distruzione di ricchezza anche per gli americani e direi soprattutto per gli americani”. Il presidente del gruppo del Partito popolare europeo Manfred Weber ha annunciato una decisione che può rappresentare una svolta: “Agire con minacce sul fronte dei dazi è del tutto inaccettabile. Ed è per questo che il Parlamento europeo ha deciso, insieme ai tre grandi gruppi, di sospendere l’accordo commerciale” con gli Stati Uniti. Weber ha spiegato la decisione di rinviare l’ok dell’Eurocamera all’intesa sui dazi firmata in Scozia. “È lo strumento più potente che abbiamo in questo momento, gli Usa non potranno accedere ai nostri prodotti a dazi zero”, ha sottolineato.
Il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov ha risposto alle affermazioni di Trump secondo cui gli Stati Uniti devono prendere il controllo della Groenlandia per difenderla dalle mire di Russia e Cina. Né la Russia né la Cina “hanno alcun piano per prendere il controllo della Groenlandia”, ha dichiarato Lavrov, aggiungendo che entrambi i paesi sono interessati ad “instaurare una cooperazione libera e aperta nell’Artico”.
I leader europei, tuttavia, si trovano in una posizione delicata. Il premier norvegese Espen Barth Eide, durante un panel del Forum economico mondiale, ha spiegato che i leader europei non vogliono “mettersi a litigare con gli Usa” sulla Groenlandia, perché Washington resta fondamentale “almeno in un ruolo di supporto” in una difesa dell’Ucraina a guida europea. “Non dobbiamo distrarci dal problema numero uno e anche se non siamo d’accordo con presidente Usa, vogliamo gli americani a bordo il più possibile”, ha affermato Eide. “L’Ucraina è il problema numero uno e la lente con cui dobbiamo leggere la situazione complessiva”.
Il presidente americano ha rivolto durissime accuse anche contro il Regno Unito. “Incredibilmente, il nostro ‘brillante’ alleato della Nato, il Regno Unito, sta attualmente pianificando di cedere l’isola di Diego Garcia, sede di una vitale base militare statunitense, a Mauritius, e di farlo senza alcun motivo”, ha tuonato Trump. “Non c’è dubbio che Cina e Russia abbiano notato questo atto di totale debolezza. Queste sono potenze internazionali che riconoscono solo la forza”.
Il presidente ha proseguito con toni ancora più duri: “Gli Stati Uniti d’America, sotto la mia guida, sono ora, dopo solo un anno, rispettati come mai prima d’ora.
a cessione da parte del Regno Unito di terreni estremamente importanti è un atto di grande stupidità, ed è l’ennesimo di una lunghissima serie di motivi di sicurezza nazionale per cui la Groenlandia deve essere acquisita. La Danimarca e i suoi alleati europei devono fare la cosa giusta”. Downing Street ha diffuso una nota di risposta in cui difende l’accordo, negoziato quando a Washington era al potere l’amministrazione Biden, sostenendo che esso “assicura” il mantenimento del controllo della base “per generazioni” e garantisce che “gli avversari ne restino fuori”. La nota ricorda inoltre come l’accordo sia stato approvato all’epoca da tutti gli alleati del gruppo dei Five Eyes: Australia, Canada, Nuova Zelanda, Regno Unito e Stati Uniti.