Guerra in Ucraina, G7: chiameremo Mosca a rispondere di tutti i suoi atti

Guerra in Ucraina, G7: chiameremo Mosca a rispondere di tutti i suoi atti
Vladimir Putin
24 marzo 2022

“Ci siamo riuniti oggi a Bruxelles per rafforzare ulteriormente la nostra cooperazione alla luce dell’aggressione ingiustificata, non provocata e illegale della Russia e della scelta del presidente Putin di entrare in guerra contro l’Ucraina indipendente e sovrana. Staremo al fianco del governo e del popolo ucraino”. Lo affermano i leader del G7 nella dichiarazione congiunta pubblicata al termine del loro vertice, nella sede di Bruxelles della Nato. “Siamo uniti – continuano i leader del G7 – nella nostra determinazione a ristabilire la pace e la stabilità e a sostenere il diritto internazionale. A seguito della risoluzione dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite del 2 marzo 2022, continueremo a sostenere la stragrande maggioranza della comunità internazionale nel condannare l’aggressione militare russa, e le sofferenze e la perdita di vite umane che continua a causare”.

La dichiarazione continua con la condanna dei “devastanti attacchi alla popolazione ucraina e alle infrastrutture civili, inclusi ospedali e scuole. Accogliamo con favore – aggiungono i leader del G7 – le indagini dei meccanismi internazionali, anche da parte del Procuratore della Corte penale internazionale. Lavoreremo insieme – annunciano – per sostenere la raccolta di prove di crimini di guerra. L’assedio di Mariupol e di altre città ucraine e la negazione dell’accesso umanitario da parte delle forze militari russe sono inaccettabili. Le forze russe devono fornire immediatamente percorsi sicuri verso altre parti dell’Ucraina, e per aiuti umanitari da consegnare a Mariupol e ad altre città assediate”. La leadership russa, avverte il vertice del G7, “ha l’obbligo di conformarsi immediatamente all’ordine della Corte internazionale di giustizia di sospendere le operazioni militari iniziate il 24 febbraio 2022 nel territorio dell’Ucraina, senza ulteriori indugi. Chiediamo inoltre alla Russia a ritirare le sue forze e attrezzature militari dall’intero territorio dell’Ucraina”.

Il G7 si rivolge anche alle autorità bielorusse, chiedendo loro “di evitare un’ulteriore escalation e di astenersi dall’usare le loro forze militari contro l’Ucraina”. “Non risparmieremo sforzi – affermano i leader del G7 – per chiamare il presidente Putin e gli architetti e sostenitori di questa aggressione, incluso il regime di Lukashenko in Bielorussia, a rispondere della responsabilità delle loro azioni. A tal fine, continueremo a lavorare insieme ai nostri alleati e partner in tutto il mondo”. Il vertice del G7 contiene anche una richiesta “a tutti i paesi a non fornire assistenza militare o di altro tipo alla Russia per continuare la sua aggressione in Ucraina”, e avverte: “Saremo vigili riguardo a tale assistenza”. Tuttavia, non vengono menzionate esplicitamente a questo proposito le preoccupazioni riguardo alla Cina, che erano state invece evocate qualche ora prima dai leader del vertice Nato nella loro dichiarazione finale.

Sulle sanzioni, il G7 si impegna a evitare “evasioni, elusioni e aggiramenti” che possano ridurne o mitigarne gli effetti, e a dare incarico ai ministri competenti “di monitorarne la piena attuazione e di coordinare le risposte relative alle misure evasive, anche per quanto riguarda le transazioni in oro da parte della Banca centrale russa”. I leader si dicono anche “pronti ad applicare misure aggiuntive se richiesto, continuando a farlo in piena unità”. Un altro paragrafo della dichiarazione riguarda la sicurezza e la protezione dei siti nucleari in Ucraina. “Le attività militari russe – sottolinea il G7 – stanno creando rischi estremi per la popolazione e l’ambiente, con potenziali conseguenze catastrofiche. La Russia deve rispettare i suoi obblighi internazionali e astenersi da qualsiasi attività che metta in pericolo i siti nucleari, consentendo il controllo senza ostacoli da parte delle autorità ucraine, nonché il pieno accesso e la cooperazione con l’Agenzia internazionale per l’energia atomica”.

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Un avvertimento molto duro, e simile a quello già lanciato dalla Nato, riguarda poi il rischio che vengano usate nel conflitto armi non convenzionali. “Mettiamo in guardia contro qualsiasi minaccia derivante dall’uso di armi chimiche, biologiche e nucleari o materiali correlati. Ricordiamo gli obblighi della Russia ai sensi dei trattati internazionali di cui è firmataria e che ci proteggono tutti”. “Siamo decisi a sostenere il popolo ucraino nella sua eroica resistenza all’aggressione ingiustificata e illegale della Russia”, e “intensificheremo il nostro sostegno all’Ucraina e ai paesi vicini”, annunciano i leader del G7, che concludono ringraziando “tutti coloro che stanno già fornendo aiuti umanitari all’Ucraina” e chiedendo che “altri si uniscano” a questo sforzo.

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