Arriva Hozier con ‘Take me to church’: la musica è politica

La sua canzone, ‘Take me to church’, è diventato un successo internazionale. Il video in bianco e nero contro l’omofobia, è stato visualizzato quasi 100 milioni di volte. Domani sera, in questo Festival arcobaleno, arriva il cantante irlandese Hozier. Quello dei diritti degli omosessuali, spiega in conferenza stampa all’Ariston, è “un argomento delicato”, “il video cerca di delineare la complessità di un tema come questo, lo fa bene il regista, ho cercato di farlo io con il testo. Non si vuole dare un giudizio, ma trasmettere il senso della delicatezza del tema”. Interpellato sulle unioni civili e sui matrimoni gay, l’artista si dichiara però a favore e si dice anche pronto ad indossare i nastri arcobaleno come hanno fatto molti big in gara. “Noi – spiega – abbiamo avuto un dibattito molto simile in Irlanda qualche anno fa. L’anno scorso c’è stato un referendum e ha vinto il sì con una larga maggioranza. Il matrimoni gay secondo me non sono qualcosa che riguarda solo la comunità Lgbt, è una questione che riguarda i diritti umani e se due adulti sono consenzienti io sono assolutamente favorevole, non vedo nulla in contrario”.

Hozier rivendica la sua scelta di coniugare musica e impegno sociale. “Non credo ci sia contraddizione tra impegno sociale e pop. Credo – sottolinea – di avere un potenziale forte e una piattaforma per fare cose positive, tra l’altro sono cose che si fanno da decenni. La musica è anche politica: se parla di abusi o di andare in discoteca la domenica pomeriggio, c’è sempre qualcosa di politico. Si può andare avanti con l’impegno sociale tenendolo legato alla fruizione e al godimento dell’evento musicale”.

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