I partiti in pressing sul governo Draghi: “C’è da intervenire il più presto possibile”

I partiti in pressing sul governo Draghi: “C’è da intervenire il più presto possibile”
Mario Draghi
10 settembre 2022

Caro bollette infiamma la campagna elettorale, i partiti aprono al “price cap” sul gas ma, in merito, non mancano le perplessità della stessa Unione europea. Tutti sono d’accordo sul mettere un tetto, ma non sul come. Anche il segretario del Pd, Enrico Letta, è in pressing sull’esecutivo. “Chiediamo al governo di essere molto forte e netto nella trattativa europea. Non c’è da aspettare, c’è da intervenire il più presto possibile sia a livello europeo che nazionale”, rimarca il leader del Nazareno. Cambia magari qualche sfumatura, ma la richiesta di un intervento immediato per bloccare i rincari record delle bollette è praticamente unanime. Non le manda a dire il presidente di Forza Italia, Silvio Berlusconi, a detta del quale “bisogna intervenire subito, deve farlo il governo con un decreto per bloccare i rincari dell’energia. Qualunque strada si decida di adottare, la cosa fondamentale è: facciamolo subito”.

Dal canto suo, il segretario della Lega, Matteo Salvini, si dice “terribilmente preoccupato per la sottovalutazione che si sta facendo dell’emergenza energetica. Si tratta di un secondo Covid. Io non vorrei vincere le elezioni il 25 settembre e vedere che in 50 giorni, prima di arrivare al nuovo governo, avranno chiuso migliaia di imprese”. Un nuovo appello a Palazzo Chigi arriva pure dal leader di Azione e del Terzo polo, Carlo Calenda. L’Europa “non sta facendo” abbastanza, “sta andando troppo lenta” ed “è la ragione per cui credo che il governo Draghi, usando l’extragettito, debba intervenire immediatamente – afferma – appiattendo il costo dell’energia come ha fatto in Germania, almeno fino a ottobre”. Nel contempo, Salvini lancia un appello a Letta e al presidente del M5S, Giuseppe Conte, a ‘deporre le armi’ su questo tema, perché “la bolletta non è fascista o comunista”. La leader di FdI, che invece preme per un disaccoppiamento fra la bolletta del gas e quella dell’elettricità, non vuole sentir parlare di scostamento di bilancio: “Se ci sono strade alternative, è meglio evitarlo. Ho sentito qualche collega dire che se servono 30 miliardi, bisogna metterli. Se non mettiamo un tetto al prezzo del gas hai voglia a mettere 30 miliardi, te ne servono 200”.

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