Il bluff del taglio delle auto blu. Ai dirigenti resta il buono-taxi

Il bluff del taglio delle auto blu. Ai dirigenti resta il buono-taxi
19 dicembre 2014

consiglio ministri
 

di Filippo Caleri

Et voilà. I burocrati scendono dalle auto blu, segno del potere dei mandarini di Stato, e per lungo tempo privilegio della casta ministeriale e politica, ma di usare i loro mezzi non ne vogliono proprio sapere. Così nel decreto che disciplina nei dettagli il taglio delle vetture di servizio spunta l’escamotage contabile per non lasciare i dirigenti a piedi. “Le risorse derivanti dai risparmi ricavati dal taglio delle auto blu possono essere destinate, in aggiunta a quanto disponibile a legislazione vigente e “nella misura massima del 50%”, all’acquisizione di buoni taxi, spiega il decreto. Insomma niente autisti, benzina e manutenzione a carico dello Stato ma al loro posto corse taxi a carico dei contribuenti. Che non vedranno più sfrecciare nelle corsie preferenziali le vetture di servizio con il lampeggiante acceso, ma pagheranno il conto dei tassisti che avranno più clienti a disposizione.

La norma è inserita nel Decreto del presidente del consiglio dei ministri (dpcm) che determina il numero massimo e delle modalità di utilizzo delle autovetture di servizio con autista adibite al trasporto di persone. E traduce in direttive operative quello che era stato stabilito nei provvedimenti di legge precedenti. L’amministrazione cederà le vetture in eccesso “mediante procedure di dismissione delle stesse a titolo oneroso”, ovvero vendendole, oppure cedendole a “titolo gratuito alle organizzazioni non lucrative di utilità sociale iscritte nell’anagrafe unica delle Onlus”, che prestano “servizi di assistenza sociale e sanitaria”. L’altra novità che emerge dal testo in gazzetta Ufficiale l’11 dicembre scorso riguarda le possibilità concesse: oltre ai buoni taxi, “previa stipula di convenzioni con gli operatori del settore”, è previsto anche “l’utilizzo condiviso delle autovetture di servizio o taxi per percorsi, in tutto o in parte, coincidenti”.

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I tagli alle auto blu saranno attivati nell’arco del 2015 e alla fine per le amministrazioni con meno di 50 dipendenti l’auto a disposizione sarà soltanto una; quelle con un numero di addetti tra i 51 e i 200 potranno contare su una coppia; se l’amministrazione vanta un personale ancora più esteso ma sotto i 400 le auto diventeranno; tre fino a un massimo di cinque veicoli per quelle con oltre 600 lavoratori. Viene inoltre specificato che l’utilizzo delle autovetture di servizio a uso non esclusivo a disposizione di ciascuna amministrazione è consentito solo per singoli spostamenti per ragioni di servizio, che non comprendono lo spostamento tra abitazione e luogo di lavoro in relazione al normale orario di ufficio.
Per tante auto che saranno dismesse ne arriveranno altre per le necessità della sicurezza pubblica. Per la prima volta la Consip ha indetto una gara per la fornitura in acquisto di 1.500 vetture operative in dotazione alle forze di polizia. Nessun mini appalto dunque da parte dei vari centri di gara ministeriali ma un solo fornitore per tutti, dai Carabinieri alle Polizia e ai vigili del Fuoco. Con un ovvio risparmio grazie all’ammontare della gara: la base d’asta è di 55,7 milioni di euro, soggetto chiaramente a ribasso. Un piccolo tassello per risparmiare i soldi di tutti.

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