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Il Bologna scaccia la crisi: tris al Verona e risalita verso l’Europa

Dopo sette turni di digiuno, la squadra di Vincenzo Italiano ritrova il sorriso nel recupero della sedicesima giornata di Serie A. Al Bentegodi finisce 3-2 per i rossoblù, che ribaltano lo svantaggio iniziale grazie alle perle di Orsolini, Odgaard e Castro. Una vittoria fondamentale che vale il sorpasso sulla Lazio e il riaggancio alle zone nobili della classifica.

C’erano voluti quasi due mesi per rivedere un Bologna padrone del proprio destino, capace di trasformare finalmente il volume di gioco in moneta sonante. La trasferta veronese, insidiosa per storia e necessità di classifica dell’Hellas, sembrava essersi messa sui binari peggiori quando Orban, dopo appena tredici minuti, aveva trafitto Ravaglia approfittando di una disattenzione della retroguardia ospite.

Ma è proprio nel momento di massima pressione che la formazione di Italiano ha saputo cambiare marcia, mettendo in mostra una qualità tecnica che nelle ultime sette uscite era rimasta colpevolmente inespressa tra sfortuna e imprecisione cronica. La risposta emiliana è stata affidata al talento dei singoli, inseriti in un collettivo che ha ricominciato a macinare trame di gioco avvolgenti e verticali, asfissiando la manovra scaligera e costringendo gli uomini di Zanetti a ripiegare costantemente nella propria trequarti, incapaci di arginare l’urto rossoblù.

La reazione immediata dei rossoblù dopo lo svantaggio

Al 21′ è Riccardo Orsolini a salire in cattedra: il suo sinistro a giro, marchio di fabbrica mai banale, trova l’incrocio dei pali dove Montipò non può arrivare. È la scintilla che incendia il recupero. Il Verona di Zanetti accusa il colpo, smarrisce le distanze tra i reparti e subisce il raddoppio appena otto minuti dopo. Questa volta è Odgaard a finalizzare un’azione insistita, ribaltando completamente l’inerzia di una partita che, fino a pochi istanti prima, sembrava una trappola per i rossoblù.

Prima dell’intervallo, il Bologna decide di chiudere virtualmente i conti: Castro si inventa un destro di rara potenza e precisione che fulmina ancora una volta l’estremo difensore scaligero. Un 3-1 che fotografa una superiorità netta, fatta di intensità e precisione chirurgica sotto porta, doti che Italiano chiedeva a gran voce da settimane per uscire dalle sabbie mobili della metà classifica. La squadra è parsa finalmente libera dai fantasmi psicologici, giocando con una fluidità che ha ricordato i momenti migliori della passata stagione, quando l’Europa era un sogno diventato realtà.

Tre reti d’autore firmano il sorpasso emiliano

La ripresa, tuttavia, offre un copione differente. Il Verona, ultimo in graduatoria a braccetto con il Pisa e con l’acqua alla gola, rientra in campo con un piglio decisamente più aggressivo, agevolato anche da un Bologna che, forse appagato dal triplo vantaggio, abbassa eccessivamente il proprio baricentro. Al 26’ del secondo tempo, un’incertezza difensiva porta all’autorete di Freuler, che riapre ufficialmente una contesa che pareva ormai archiviata negli spogliatoi.

Gli spettri delle precedenti sette gare senza successi tornano ad aleggiare sulla testa degli uomini di Italiano, mentre il pubblico del Bentegodi ricomincia a sperare nell’impresa. Zanetti tenta il tutto per tutto inserendo un tridente pesante con Giovane e Sarr, cercando di sfruttare la stanchezza fisica degli ospiti. È proprio Sarr ad avere sul piede la palla del clamoroso pareggio nel cuore dell’area piccola, ma Ravaglia si erge a protagonista assoluto con un intervento prodigioso di puro riflesso che blinda il risultato e regala ossigeno vitale ai suoi compagni in un finale di partita convulso.

Sofferenza nel finale ma il Bologna tiene testa

Il triplice fischio di Mariani libera la gioia del Bologna, che con questi tre punti fondamentali sale a quota 30. La classifica ora sorride nuovamente: superata la Lazio, i rossoblù si portano a una sola lunghezza dall’Atalanta, rientrando ufficialmente nel treno che porta alle competizioni continentali. Per l’Hellas Verona, la situazione si fa invece sempre più critica. La squadra rimane inchiodata a 13 punti, in un fondo classifica che non concede più margini di errore né distrazioni banali.

Restano i segnali di vita mostrati nella seconda frazione, ma la fragilità difensiva evidenziata nel primo tempo è un fardello troppo pesante per una compagine che punta alla salvezza. Italiano può invece guardare al futuro con ritrovato ottimismo, consapevole di aver recuperato non solo i tre punti, ma anche la verve dei suoi uomini migliori, Orsolini su tutti. La strada verso l’Europa passa da questa ritrovata concretezza, necessaria per dare continuità a un progetto tecnico ambizioso che non poteva restare ancora a lungo nell’anonimato.


IL TABELLINO

HELLAS VERONA-BOLOGNA 2-3

HELLAS VERONA (3-5-2) – Montipò 6; Unai Núñez 5 (1′ st Slotsager 6), Nelsson 5.5, Valentini 5.5; Niasse 5.5 (31′ st Cham 6), Suat Serdar 5.5 (7′ st Gagliardini 6), Al-Musrati 5 (7′ st Giovane 6), Bernede 6.5, Bradaric 6; Orban 6.5, Sarr 5.5 (36′ st Mosquera sv). A disposizione: Perilli, Toniolo, Oyegoke, Harroui, Ebosse, Isaac. All. Zanetti.

BOLOGNA (4-2-3-1) – Ravaglia 6.5; Holm 5.5 (34′ st Zortea sv), Heggem 6, Vitik 5.5, Juan Miranda 6; Freuler 5.5, Pobega 6.5 (20′ st Moro 6); Orsolini 7 (44′ st Fabbian sv), Odgaard 6.5 (34′ st Ferguson sv), Dominguez 6.5; Castro 6.5 (20′ st Immobile 5.5). A disposizione: Skorupski, Pessina, Rowe, Casale, Lykogiannis, Dallinga, De Silvestri, Sulemana. All. Italiano.

Arbitro: Mariani.
Marcatori: 13′ Orban (V), 21′ Orsolini (B), 29′ Odgaard (B), 43′ Castro (B), 26′ st aut. Freuler (V).
Ammoniti: Unai Núñez (V), Vitik (B), Orsolini (B).

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Redazione