Il nuovo leader iridato della Formula 1, il giovane Kimi Antonelli trionfa a Suzuka
Kimi Antonelli
Kimi Antonelli vince il Gran Premio del Giappone a Suzuka, conquistando la testa della classifica iridata e diventando il più giovane leader nella storia della Formula 1. Una vittoria di nervi e strategia, nata da una partenza fallimentare e culminata in un dominio assoluto dopo l’ingresso della Safety Car.
Alle sue spalle, Oscar Piastri e un tenace Charles Leclerc completano il podio, mentre Lewis Hamilton chiude quinto in una domenica che vede l’Italia tornare ai vertici del motorismo mondiale dopo oltre settant’anni.
Una rimonta costruita sul ritmo
L’avvio della corsa giapponese ha rischiato di compromettere i piani del giovane italiano. Allo spegnimento dei semafori, Antonelli ha subito il pattinamento delle gomme, precipitando dalla prima fila alla sesta piazza. Mentre le McLaren di Piastri e Norris prendevano il comando davanti alle Ferrari, il bolognese ha iniziato una risalita metodica.
Liberatosi rapidamente di Hamilton, ha messo sotto pressione il gruppo di testa, esibendo una gestione della trazione superiore. Tra il decimo e il dodicesimo giro, il sorpasso su Norris ha segnato l’inizio della fase d’attacco frontale verso il duo di testa composto da Leclerc e Russell.
La svolta della Safety Car
L’equilibrio della gara si è spezzato al ventiduesimo passaggio. Il violento impatto di Bearman alla curva 13 ha reso necessario l’ingresso della Safety Car, rimescolando le strategie dei muretti box. George Russell, allora leader, ha pagato una sosta anticipata che lo ha penalizzato nel traffico, mentre Antonelli è rimasto in pista ereditando la posizione di testa.
Alla ripartenza, il pilota italiano ha sorpreso la concorrenza con uno strappo deciso all’uscita della chicane, rendendosi immediatamente imprendibile per il resto del gruppo e mantenendo un passo costante sul piede dell’1:32 basso per tutta la seconda parte di gara.
Duelli d’altri tempi per il podio
Mentre Antonelli scavava un solco di oltre dieci secondi, alle sue spalle si è accesa la lotta per le posizioni di rilievo. Charles Leclerc è stato l’assoluto protagonista della bagarre, rendendosi autore di un sorpasso magistrale all’esterno ai danni del compagno di squadra Hamilton.
La difesa del monegasco nel finale è stata una prova di forza: nonostante la pressione di Russell, Leclerc ha risposto colpo su colpo, riconquistando il terzo posto con un controsorpasso d’autore. Lewis Hamilton, pur competitivo a tratti, ha dovuto cedere la quinta piazza a un Norris più efficace nella gestione degli pneumatici nel finale.
I nuovi primati della storia
I numeri certificano l’eccezionalità della giornata di Suzuka. A 19 anni, 7 mesi e 4 giorni, Antonelli cancella il record di precocità di Lewis Hamilton come leader del campionato. Per l’Italia si tratta di un risveglio statistico che profuma di leggenda: era dal 1953, con Alberto Ascari, che un pilota azzurro non vinceva due gare consecutive.
Il successo nipponico, arrivato trentaquattro anni dopo l’ultima firma italiana firmata Patrese, proietta il bolognese in una dimensione globale, confermata anche dai saluti inviati a Jannik Sinner e ai colleghi della MotoGP in un momento di grazia per lo sport nazionale.
Le voci dei protagonisti a caldo
“La partenza è stata terribile, ma il passo con le medie e le hard era incredibile”. Kimi Antonelli non nasconde la soddisfazione nel post-gara, pur mantenendo un profilo analitico tipico dei veterani. Il pilota ha ammesso che la Safety Car ha facilitato il compito, ma la superiorità tecnica della sua prestazione resta fuori discussione.
In casa Ferrari il clima è ambivalente: se il talento di Leclerc garantisce podi e spettacolo, la gestione strategica e la costanza del passo gara appaiono ancora suscettibili di miglioramento per poter contrastare il nuovo fenomeno della Formula 1 contemporanea.
