Il Palermo in dieci uomini fa l’impresa: Bani punisce il Padova all’ultimo respiro

Bani

Mattia Bani esulta dopo il gol (foto palermofc.com/it)

Esistono vittorie che valgono doppio. Non per i punti in classifica — tre sono tre, sempre — ma per quello che raccontano di una squadra, del suo carattere, della sua anima. La vittoria del Palermo all’Euganeo è una di quelle. Un successo costruito in trincea, difeso con le unghie, e poi strappato nel buio del recupero con il colpo di testa di chi non aveva il diritto di segnare, ma lo ha fatto lo stesso.

Quando Rui Modesto è stato accompagnato fuori dal campo al 25′ — prima giallo, poi rosso dopo revisione al Var — in molti avrebbero firmato per un pareggio. Sessantacinque minuti in dieci contro un Padova spinto dal pubblico di casa, pieno di giocatori di qualità come il Papu Gomez, Lasagna e uno scatenato Di Mariano. L’impresa sembrava fuori portata. Invece, il calcio non premia sempre chi ha più uomini in campo ma a volte premia chi ha più cuore. Ed è il caso dei ragazzi di Pippo Inzaghi, il mister che ha saputo trasmettere tutto ciò ai rosanero.  

Primo tempo — la tegola Rui Modesto

Le prime battute all’Euganeo sono di puro studio. I due tecnici si osservano, i giocatori prendono le misure, il pubblico biancorosso scalda la voce senza avere ancora qualcosa da celebrare. Il Padova spinge in avanti, il Palermo risponde con ordine. Nulla di cui preoccuparsi, almeno per i primi venti minuti.

Al 14′ Augello guadagna il primo angolo rosanero, segnale che la squadra di Inzaghi non ha intenzione di aspettare passiva. Al 15′ dalla bandierina nasce un batti e ribatti: la palla arriva a Rui Modesto, che dal limite scocca un tiro non lontano dall’incrocio. Il portiere Sorrentino non deve neppure intervenire, ma il Palermo ha mostrato le zanne. Al 20′ è addirittura Johnsen a mancare di testa il vantaggio su assist di Ranocchia: la sfera viene solo sfiorata in area piccola, ma l’occasione è nitida.

 

Poi arriva il momento che cambia la partita e forse la serata. Al 23′ Rui Modesto atterra Di Mariano — l’ex rosanero, nato a Palermo, stasera avversario implacabile — in quello che al momento sembra un fallo da giallo. L’arbitro Marinelli lo ammonisce. Ma il Var lo richiama al monitor. La revisione è implacabile: l’intervento è duro, il piede arriva alto. Il giallo diventa rosso diretto. Palermo in dieci dal 25′.

Da quel momento il Padova prende campo e fiducia. Due corner consecutivi, la squadra di casa che alza il baricentro, il pubblico che si fa sentire. Al 31′ Lasagna prova dalla distanza: palla a lato. Al 38′ arriva il momento più pericoloso del primo tempo: Ghiglione riceve da Bortolussi in piena area e calcia a botta sicura. La conclusione sembra destinata in rete, ma Bani si getta in scivolata in modo provvidenziale e salva tutto. Primo atto di una serata che il capitano farà sua fino in fondo.

Il primo tempo si chiude sullo 0-0. Per il Palermo è già un risultato importante, considerato il contesto. Negli spogliatoi, Inzaghi avrà pochissimo da correggere sul piano dell’atteggiamento: la squadra ha reagito bene allo shock dell’espulsione. Ma sa che la ripresa sarà ancora più dura.

Secondo tempo — l’assedio e la resistenza

Inzaghi non aspetta: al ritorno in campo è già al lavoro. Fuori Palumbo, dentro Peda come difensore aggiunto. Un difensore al posto di un centrocampista, messaggio chiaro: si difende con ordine, si colpisce in contropiede quando possibile. La mossa tattica ha il sapore di chi sa che la partita si vince sul piano organizzativo prima che su quello tecnico.

Il Padova riprende a spingere con ancora più intensità. Al 50′ Di Mariano riceve palla, si accentra e prova il gol dell’ex dal limite: Joronen para senza problemi. Al 55′ ci riprova, e stavolta Peda deve rifugiarsi in angolo. L’ex palermitano è ovunque, è il simbolo di una squadra che vuole vincere e non riesce a capire perché il risultato non si sblocchi.

Al 56′ la risposta arriva: sugli sviluppi di un corner, Perrotta insacca. L’Euganeo esplode. Ma la festa dura pochi secondi — il Var rileva il fuorigioco e annulla tutto. È il momento in cui si capisce che forse stasera non è serata per il Padova.

Inzaghi continua a muovere le pedine: al 54′ era già entrato Magnani per Ceccaroni, ammonito; al 64′ fuori Segre e Pohjanpalo, dentro Giovane e Le Douaron. Il Padova risponde con il Papu Gomez al posto di Fusi e con Caprari e Favale nella girandola successiva. L’argentino ex Atalanta e Siviglia porta qualità in più, si vede subito: al 70′ serve Lasagna che lavora di sponda per Caprari, il cui destro incrociato finisce a lato di poco. Al 88′ Lasagna imbuca per Varas, ottima posizione, tiro al volo: palla non lontana dal palo. Il Palermo trema, ma regge.

Al 78′ Inzaghi inserisce anche Vasic — ex di turno, altra mossa con un pizzico di storia — al posto di Johnsen. Il Palermo ha esaurito quasi tutte le cartucce offensive. Ma a questo punto della partita non importa: si tratta di reggere, di non mollare, di aspettare l’occasione.

Il gol — Bani e il momento eterno

Minuto 90+1′. Mancano pochi sprazzi di vita al match. Le Douaron tiene palla sulla fascia, serve Pierozzi che si coordina e calcia: il pallone viene deviato da Favale. Calcio d’angolo per il Palermo. Nessuno ci crede troppo, in fondo — con un uomo in meno, nel recupero, in trasferta, contro una squadra che ha assediato per sessanta minuti. Ma il calcio è anche questo.

Peda si avvicina alla bandierina, mette in mezzo. La palla viene calciata, c’è un batti e ribatti, Peda prova la conclusione. Il portiere non blocca, il pallone rimane lì, a mezz’aria, vicino al secondo palo. E lì c’è lui: Bani. Il capitano. Lo stesso che al 38′ aveva salvato in scivolata, lo stesso che porta la fascia da capitano, lo stesso che nel momento più difficile della stagione si è sempre fatto trovare presente. La deviazione è potente, precisa, sotto la traversa. 0-1.

L’Euganeo piomba nel silenzio. I giocatori del Palermo si ammucchiano su Bani in un abbraccio caotico e liberatorio. Inzaghi esulta sulla panchina con tutta la sua energia. È il terzo gol stagionale del difensore — il secondo consecutivo dopo quello alla Juve Stabia — e probabilmente il più pesante.

Nel finale c’è ancora spazio per una piccola appendice di nervosismo: Pastina viene espulso per doppia ammonizione al 90+6′, lasciando anche il Padova in dieci. Ma è solo cronaca di una serata già scritta. Quando l’arbitro Marinelli fischia la fine, il Palermo ha vinto 0-1 all’Euganeo dopo aver giocato 65 minuti in inferiorità numerica. Un’impresa.

PADOVA (3-5-2) PALERMO (4-2-3-1)
Allenatore: Andreoletti Allenatore: Inzaghi
Sorrentino Joronen
Pastina Pierozzi
Belli (79’ Buonaiuto) Bani
Perrotta Ceccaroni (53’ Magnani)
Ghiglione (65’ Favale) Augello
Capelli Segre (64’ Giovane)
Fusi (57’ Gomez) Ranocchia
Varas Rui Modesto
Di Mariano Palumbo (46’ Peda)
Lasagna Johnsen (77’ Vasic)
Bortolussi (65’ Caprari) Pohjanpalo (64’ Le Douaron)
A disposizione
Mouquet, Fortin, Crisetig, Seghetti, Boi, Di Maggio, Villa, Giunti Gomis, Di Bartolo, Gomes, Gyasi, Bereszynski, Blin, Corona, Veroli

 

Staff arbitrale
Arbitro Livio Marinelli (Tivoli)
Primo assistente Pasquale Capaldo (Napoli)
Secondo assistente Gilberto Laghezza (Mestre)
Quarto ufficiale Gianluca Renzi (Pesaro)
VAR Antonio Giua (Olbia)
AVAR Rodolfo Di Vuolo (Castellammare di Stabia)

 

Ammonizioni-Espulsioni
Minuto Giocatore Squadra
25′ Rui Modesto (E) Palermo
48’ Ceccaroni (A) Palermo
59’ Di Mariano (A) Padova
90’-95′ Pastina (E) doppia ammonizione Padova

 

Reti
Minuto Giocatore Squadra
92′ Bani Palermo