Il Pd si spacca pure sull’abuso d’ufficio, riunione con sindaci “dissidenti”

Il Pd si spacca pure sull’abuso d’ufficio, riunione con sindaci “dissidenti”
Elly Schlein
17 giugno 2023

La riforma della giustizia fa discutere il Pd e ieri i due capigruppo e i parlamentari che si occupano della materia hanno provato con una riunione a ricomporre le divisioni. Se la segretaria Elly Schlein ha subito stroncato il provvedimento, i sindaci del partito – ma in realtà anche più di un parlamentare – considerano positiva almeno la parte sull’abuso d’ufficio e alcuni come Matteo Ricci e Antonio Decaro lo hanno detto chiaramente. Un testa-coda che, appunto, hanno provato a controllare Francesco Boccia e Chiara Braga, affiancati dai deputati e senatori esperti di giustizia, durante una riunione alla quale sono stati invitati anche gli `eretici’ Ricci (sindaco di Pesaro e presidente Ali) e Decaro (presidente Anci e sindaco di Bari) e Michele De Pascale (sindaco di Ravenna e presidente Upi).

 

“Vittoria dei sindaci”

 

Tra i parlamentari c’erano Alfredo Bazoli, Federico Gianassi, Franco Mirabelli, Anna Rossomando, Rachele Scarpa, Debora Serracchiani (che è anche responsabile giustizia del partito) e Walter Verini. Un incontro durante il quale – riassume uno dei partecipanti – ciascuno ha ribadito le proprie posizioni. Il Pd, insomma, continuerà a dire no alla riforma, in Parlamento e sui media, ma i sindaci non sembrano intenzionati a salire sulle barricate. Nel corso della riunione, le voci sull’argomento sono state tante certo non in armonia. Ricci, appunto, ha definito la cancellazione dell’abuso d’ufficio “una vittoria dei sindaci italiani” e ha parlato di un “un reato assurdo che genera paura della firma, e che nel 98% dei casi viene archiviato o assolto”. Decaro ha ricordato che “sono anni che noi sindaci chiediamo che il perimetro del reato di abuso d’ufficio venga definito meglio” perché “ci sono tanti sindaci la cui vita è stata distrutta dagli avvisi di garanzia”.

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La voce dei “dissidenti”

 

Ma anche Elisabetta Gualmini, europarlamentare, ha commentato: “Sull’abuso d’ufficio sono stati i sindaci Pd e la presidenza Anci a chiedere una profonda revisione. Il 98% delle indagini finisce in nulla. Ora che sia stato abolito non può essere contestato da noi. Nessuno ci capirebbe”. A difendere la linea della segretaria ci pensa Franco Mirabelli: l’abolizione dell’abuso d’ufficio, dice, è “un errore. Si indebolisce la battaglia per la legalità e contro la corruzione in nome di una efficienza della pubblica amministrazione che solo un investimento in professionalità e qualità potrà garantire”. E anche Walter Verini ribadisce la posizione ufficiale Pd: “La montagna ha partorito un topolino”, spiega parlando della riforma nel suo complesso. “L’abuso di ufficio è un problema importante: io penso che i nostri sindaci abbiano ragione, gli amministratori sono poco tutelati. Ma sono poco tutelati non perché esiste questo reato di abuso di ufficio, ma sono poco tutelati perché su di loro ricade la responsabilità anche di una porta che cade in una scuola”.

 

Due disegni di legge

 

Stesse parole, più o meno, usate dalla Rossomando: “Comprendiamo le preoccupazioni dei sindaci, ma siamo convinti che l’abolizione dell’abuso d’ufficio non sia la soluzione e che anzi rischi di essere controproducente anche per loro”. Linea che, spiega chi era presente, è stata ribadita ai sindaci anche durante la riunione. Ai sindaci è stato ricordato che il Pd ha ripresentato in questa legislatura due ddl sulla materia: uno per creare un Testo unico degli enti locali che tolga la responsabilità penale ed erariale a amministratori e sindaci per responsabilità che non sono loro, il secondo per correggere la legge Severino in modo da evitare che un sindaco condannato in primo grado sia sospeso per 18 mesi, a meno che non si parli di reati gravi. Per il resto, è stato ribadito, il Pd si batterà per il no alla riforma.

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