Il Pis polacco resta con Fdi nel gruppo dei Conservatori

Il Pis polacco resta con Fdi nel gruppo dei Conservatori
4 luglio 2024

Il pericolo di fuga del partito polacco Pis (“Diritto e Giustizia”) dal gruppo dei Conservatori e Riformisti al Parlamento europeo (Ecr) sembra per ora scongiurato. Durante la loro riunione in Sicilia, a Brucoli, vicino a Siracusa, collegati in videoconferenza con una sala dell’Europarlamento (per gli eurodeputati che non hanno potuto lasciare Bruxelles), i Conservatori hanno eletto come co-presidenti dell’Ecr Nicola Procaccini, di Fratelli d’Italia (24 seggi), e Joachim Brudziski, del Pis (20 seggi), confermando la doppia guida italo-polacca del gruppo. 

La permanenza del Pis nelle sue file garantisce anche all’Ecr, almeno per ora, il suo status (acquisito dopo le elezioni a spese dei liberali di Renew) di terzo gruppo dell’Europarlamento (84 eurodeputati). Erano stati gli stessi dirigenti del partito polacco a parlare della possibilità, stimata al 50%, di una fuoriuscita dai Conservatori per aderire al nuovo gruppo di destra “Patrioti per l’Europa”, che dovrebbe costituirsi l’8 luglio. La creazione del nuovo gruppo è stata annunciata a Vienna domenica scorsa da tre esponenti della destra sovranista dell’Europa centro orientale: Viktor Orbán, il premier ungherese e leader del partito Fidesz (10 eurodeputati), che finora era tra i “non iscritti”; l’ex premier ceco  Andrej Babis, del partito Ano (7 eurodeputati), ed Herbert Kickl, leader dell’Fpo austriaco, che si prepara a una probabile vittoria alle elezioni politiche in Austria in autunno.  

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L’Fpo austriaco era finora parte del gruppo politico dell’estrema destra al Parlamento europeo, Identità e Democrazia (ID), di cui sono membri anche gli eurodeputati della Lega e quelli del Rassemblement National francese di Marine Le Pen. il gruppo ID ha rinviato all’8 luglio a Bruxelles, la sua riunione costitutiva dopo le elezioni europee, inizialmente prevista per oggi, 3 luglio. Il rinvio della riunione costitutiva dell’Id può essere spiegato, da una parte, con la necessità di attendere i risultati delle elezioni francesi e le successive decisioni del Rassemblement National; ma soprattutto è importante capire quale impatto possa avere la creazione del nuovo gruppo sovranista dei “Patrioti”, che sta già esercitando una forte attrazione su diversi partiti membri di ID, a cominciare dai portoghesi di Chega (due eurodeputati). 

Anche la Lega appare fortemente interessata ai “Patrioti” (che sembrano prefigurare quella unione delle destre in un “supergruppo”, auspicata da Matteo Salvini), così come lo stesso Rassemblement National di Marine Le Pen, che quanto meno non sembra si stia mettendo di traverso all’iniziativa sponsorizzata da Orbán, nonostante la sua forza numerica (30 eurodeputati) che gli garantisce la leadership nel gruppo ID.  Marine Le Pen, tuttavia, potrebbe preferire una strada diversa, prendendo più tempo per corteggiare poi l’Ecr, e proseguire così la sua “melonizzazione”, di cui tanto parlano i media francesi. Ovvero l’acquisizione di una nuova “presentabilità” politica europea, che tranquillizzi i partner degli Stati membri, in vista del suo successo alle elezioni politiche e di una possibile vittoria alle presidenziali francesi del 2027.    

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Per formare un gruppo politico al Parlamento europeo sono necessari almeno 23 deputati, da un minimo di sette Paesi membri. Invece di una emorragia del gruppo ID a favore del nuovo gruppo dei “Patrioti”, che porterebbe a una frammentazione della destra, potrebbe verificarsi una fusione delle due formazioni (magari con la fuoriuscita di qualche eurodeputato scontento), che porterebbe a un nuovo gruppo di oltre 70 eurodeputati, ovvero le stesse dimensioni dei gruppi “medi” Renew ed Ecr che si contendono, con pochi seggi di differenza, il terzo posto nel Parlamento europeo. Resta poi l’incognita degli europarlamentari dell’ultradestra tedesca di “Alternative für Deutschland” (Afd), espulsi dal gruppo ID poco prima delle elezioni e ora tra i “non iscritti”. Dopo il suo successo alle europee, e in previsione di una sua probabile affermazione nelle elezioni di settembre in tre “länder” in Germania, l’Afd potrebbe cercare di aggregare un nuovo gruppo ancora più a destra dell’attuale Id, attraendo altri partiti estremisti e “non iscritti” di diversi paesi.

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