Il questionario choc: “I prof di sinistra fanno proselitismo?” Scoppia la guerra ideologica

La sinistra accusa Azione Studentesca, promotrice dell’iniziativa, di voler creare “liste di proscrizione” e invoca la censura.

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Un semplice QR code e una sola domanda diretta hanno squarciato il velo sulla scuola italiana. “Hai uno o più professori di sinistra che fanno propaganda durante le lezioni?”: l’inchiesta anonima lanciata da Azione Studentesca in un liceo di Pordenone ha scatenato un putiferio. La sinistra parla di “liste di proscrizione”, Schlein invoca il ritiro. Ma migliaia di studenti hanno già risposto, raccontando episodi di proselitismo e voti “politici”. Il governo avvia accertamenti, mentre Fdi difende il diritto dei ragazzi a denunciare. È scontro totale tra due visioni opposte dell’istruzione.

Voti bassi, insulti e lezioni monche

Mentre la politica litiga, dalle risposte al questionario emerge un racconto corale e imbarazzante. Virginia, di Bologna, riceve 4 e mezzo per aver sostenuto, in un tema a tesi politicamente orientata, che non sono gli italiani a doversi integrare. Marco, da Bergamo, sente un insegnante rifiutarsi di spiegare certi argomenti bollandoli come “fascisti”. A Brindisi, Andrea assiste alla professoressa che strappa la foto della Meloni appesa in aula. Sono centinaia le segnalazioni di un clima in cui l’orientamento dello studente determina giudizi e trattamento. Non sono liste di proscrizione, ma cronache di una quotidianità vissuta.

La reazione dei docenti

La risposta di una parte del mondo docente non si è fatta attendere. Oltre alle durissime condanne dei sindacati di sinistra, un insegnante ha lanciato una provocazione divenuta virale: un video in cui, dichiarando nome e cognome, afferma “Sono di sinistra. Schedatemi pure”. Un atto presentato come eroica resistenza, ma che nella sua forma sembra confermare proprio quella commistione tra ruolo e militanza denunciata dagli studenti. È la prova di una normalizzazione dello scontro ideologico in cattedra, dove talvolta l’appartenenza politica viene brandita come un’arma o uno scudo.

Tra manifestazioni imposte e programmi selettivi

Il cuore della polemica riguarda il confine, sempre più labile, tra didattica e proselitismo. Molte segnalazioni descrivono insegnanti che incoraggiano o sollecitano la partecipazione a cortei politici, come quelli pro-Palestina, con derisione per chi non aderisce. Altre denunciano una selezione ideologica dei contenuti: capitoli di storia saltati per “mancanza di tempo”, mentre si dedicano ore approfondite al “ventennio fascista” in chiave chiaramente polemica verso l’attuale governo. Sono accuse precise che mettono in discussione la neutralità e la completezza dell’insegnamento, pilastri di una scuola pluralista.

Lo scontro politico

La bagarre politica è divampata all’istante. La segretaria del Pd Elly Schlein ha chiesto direttamente alla premier Meloni di “fare ritirare” l’iniziativa. Il senatore dem Francesco Boccia ha parlato di “reminiscenze fasciste”. Sul fronte opposto, Giovanni Donzelli (FdI) ha elogiato gli studenti: “Bravi, non fatevi tappare la bocca”. Il ministro dell’Istruzione Valditara è chiamato in causa da Avs per ribadire la natura pluralista della scuola pubblica. Il governo, attraverso la sottosegretaria Frassinetti, assicura accertamenti ma nega categoricamente si tratti di “schedatura”. La linea è chiara: ascoltare il malessere, senza censure.

Oltre la guerra ideologica

La questione sollevata dal questionario di Pordenone è profonda e va oltre la contingenza politica. Interroga il perimetro della libertà d’insegnamento e il suo limite nel dovere di neutralità e rispetto delle opinioni degli studenti. Da una parte, il rischio di una scuola indottrinatrice. Dall’altra, il pericolo di una caccia alle streghe che soffochi il dibattito e l’approfondimento critico. Il vero obiettivo, oggi, dovrebbe essere il ritrovamento di un patto chiaro: l’aula è un luogo di formazione alla complessità, non una trincea. L’esito di questa battaglia definirà che tipo di cittadini usciranno domani dai nostri licei.