Il trionfo della provincia ai David di Donatello premia il coraggio di Francesco Sossai
I David di Donatello 2026 segnano il superamento delle gerarchie consolidate. L’annuncio delle candidature presso il Teatro 18 di Cinecittà ha proiettato in cima alla lista Francesco Sossai con “Le città di pianura”, capace di raccogliere ben sedici nomination.
Il cinema italiano si prepara a una notte di premiazioni, prevista per il 6 maggio su Rai 1, che vedrà la conduzione inedita di Bianca Balti e Flavio Insinna, preceduta dal consueto incontro istituzionale al Quirinale con il Presidente Mattarella.
Il nuovo ordine delle nomination
La geografia del cinema italiano si sposta improvvisamente verso territori meno battuti. Se i nomi di Paolo Sorrentino e Silvio Soldini rappresentano l’usato sicuro della qualità autoriale, l’exploit di Francesco Sossai scuote le fondamenta delle previsioni.
Con sedici candidature, il suo film guida una pattuglia di ventinove pellicole totali. Sorrentino si ferma a quota quattordici con “La grazia”, seguito a stretto giro dalle tredici menzioni per “Le assaggiatrici” di Soldini. È un segnale di vitalità per un’industria che, pur celebrando i suoi veterani, riconosce la forza propulsiva delle voci emergenti.
La nuova casa del cinema
L’edizione numero settantuno dei premi si trasforma anche in un’operazione di restyling infrastrutturale per Cinecittà. L’amministratore delegato Manuela Cacciamani ha confermato che la cerimonia inaugurerà il Teatro 23, destinato a diventare la sede permanente dell’evento col nome di Teatro “David di Donatello”.
È un investimento simbolico e concreto, volto a radicare il premio nel luogo fisico in cui i sogni vengono fabbricati. La produzione dello show, affidata alla direzione Intrattenimento Prime Time, punta su un modello corale che unisce la competenza televisiva di Flavio Insinna al respiro internazionale di Bianca Balti.
Una conduzione tra rigore e freschezza
La scelta della coppia Balti-Insinna risponde a una precisa strategia di posizionamento comunicativo. Williams Di Liberatore ha chiarito la necessità di una conduzione che sappia alternare la gestione rigorosa della scaletta a una narrazione estetica contemporanea.
L’obiettivo dichiarato è l’apertura verso l’estero, utilizzando volti che sappiano raccontare l’italianità con codici moderni. La serata dei ventisei premi sarà preceduta, il 5 maggio, dall’incontro al Quirinale. Claudio Bisio gestirà il protocollo davanti al Presidente Sergio Mattarella, in una data anticipata per armonizzarsi con l’agenda della massima carica dello Stato.
Le sfide nelle categorie principali
La competizione per la miglior regia riflette fedelmente lo spirito della selezione attuale. Mario Martone e Gabriele Mainetti si sfidano con giganti del calibro di Sorrentino e Soldini, in un confronto che coinvolge anche l’outsider Sossai.
La sezione dedicata agli esordi vede protagoniste figure come Greta Scarano e Ludovica Rampoldi, a testimonianza di un ricambio generazionale che non risparmia le professioni del set. Particolarmente serrata appare la gara per la sceneggiatura, dove la scrittura originale di Sossai e Candiago dovrà vedersela con la solidità narrativa dei fratelli Virzì e di Francesco Bruni.
Il confronto tra i protagonisti
Valeria Bruni Tedeschi e Valeria Golino dominano le categorie attoriali, presenti rispettivamente per “Duse” e “Fuori”. La loro egemonia è insidiata da nomi emergenti come Tecla Insolia e Barbara Ronchi.
Al maschile, la doppia candidatura di Pierpaolo Capovilla e Sergio Romano per lo stesso film di Sossai evidenzia la compattezza del cast premiato dai giurati. Anche il settore tecnico e artistico vede conferme importanti, con la categoria dei casting e delle canzoni originali che spazia dalle note di Checco Zalone alle sperimentazioni internazionali di Trent Reznor, definendo un’edizione che promette di non essere soltanto una passerella di gala.
Le principali candidature |
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| Categoria | Candidati | Film di riferimento |
| Miglior regia | M. Martone, G. Mainetti, P. Sorrentino, S. Soldini, F. Sossai | Fuori, La città proibita, La grazia, Le assaggiatrici, Le città di pianura |
| Miglior attrice protagonista | V. Bruni Tedeschi, B. Ronchi, V. Golino, A. Quattrocchi, A. Ferzetti, T. Insolia | Duse, Elisa, Fuori, Gioia mia, La grazia, Primavera |
| Miglior attore protagonista | V. Mastandrea, C. Santamaria, T. Servillo, P. Capovilla, S. Romano | Cinque secondi, Il Nibbio, La grazia, Le città di pianura |
| Miglior esordio alla regia | L. Rampoldi, M. Spampinato, G. Scarano, A. Jung, A. Palmiero | Breve storia d’amore, Gioia mia, La vita da grandi, Paternal Leave, Tienimi presente |
| Miglior sceneggiatura originale | F. Bruni, C. Virzì, P. Virzì; L. Russo, G. Silei, P. Marcello; M. Spampinato; P. Sorrentino; F. Sossai, A. Candiago | Cinque secondi, Duse, Gioia mia, La grazia, Le città di pianura |
| Miglior attrice non protagonista | V. Golino, V. Bruni Tedeschi, B. Ronchi, M. De Angelis, M. Marigliano, S. D’Amico | Breve storia d’amore, Cinque secondi, Diva Futura, Fuori, La grazia, Tre ciotole |
| Miglior attore non protagonista | F. Gheghi, V. Marchioni, F. Russo Alesi, R. Citran, A. Pennacchi, L. Musella | 40 secondi, Ammazzare stanca, Duse, Le città di pianura, Nonostante |
| Miglior canzone originale | C. Zalone, Brunori Sas, Levante, Krano, T. Reznor e A. Ross | La prostata enflamada, Arrivederci tristezza, Follemente, Ti, Vaster than Empires |
