In Italia, la variante Delta fa paura: oltre 90 per cento di prevalenza

In Italia, la variante Delta fa paura: oltre 90 per cento di prevalenza
30 luglio 2021

In Italia al 20 luglio scorso la prevalenza della cosiddetta ‘variante Delta’ di SARS-CoV-2 era del 94,8%, in forte aumento rispetto alla survey del 22 giugno, con valori oscillanti tra le singole regioni tra l’80% e il 100%. Alla stessa data, la variante’Alfa’ aveva una prevalenza pari al 3,2% (con un range tra 0 e il 14,7%), mentre la variante ‘brasiliana’ è all’1,4% (0-16,7%). La stima viene dalla nuova indagine rapida condotta dall’Istituto superiore di sanità e dal ministero della salute insieme ai laboratori regionali e alla fondazione Bruno Kessler. L’indagine integra le attività di monitoraggio di routine, e non contiene quindi tutti i casi di varianti rilevate ma solo quelle relative alla giornata presa in considerazione.

“La rapida diffusione della variante Delta, ormai predominante, è un dato atteso e coerente con i dati europei, che deve essere monitorato con grande attenzione – afferma il presidente dell’Iss Silvio Brusaferro – È fondamentale continuare il tracciamento sistematico dei casi per individuare i focolai, e completare il più velocemente possibile il ciclo vaccinale, dal momento che questo garantisce la migliore protezione”. La variante Delta è, infatti, caratterizzata da una trasmissibilità dal 40 al 60% più elevata rispetto alla variante Alfa, ed è associata a un rischio relativamente più elevato di infezione in soggetti non vaccinati o parzialmente vaccinati. “I Paesi dell’Europa cominciano a cambiare colore, dal verde, quindi con una circolazione contenuta, che migra verso l’arancione fino al rosso intenso”, sottolinea Brusaferro, spiegando che “anche in Italia, in tutte le regioni, c’è una crescita nel numero di nuovi casi e questo è sottolineato dal colore dell’Italia che comincia di nuovo a scurirsi”.

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E’ poi da “segnalare, se pur estremamente contenuto, l’aumento della variante Beta (B.1.351), maggiormente caratterizzata da una parziale immuno-evasione; mentre la prevalenza della variante Gamma (P.1) è diminuita drasticamente in tutto il Paese; nell’attuale scenario europeo e nazionale – si spiega dall’Iss- caratterizzato dalla circolazione di diverse varianti di SARS-CoV-2, è necessario continuare a monitorare con grande attenzione, in coerenza con le raccomandazioni nazionali e internazionali e con le indicazioni ministeriali, la loro diffusione ed, in particolare, di quelle a maggiore trasmissibilità o con mutazioni correlate a potenziale evasione della risposta immunitaria”.

Intanto, aumentano i casi positivi al coronavirus e i ricoveri ordinari, ma il tasso di positività è in lieve calo. Infatti, sono 6.619 i nuovi di casi di Covid-19 in Italia nelle ultime 24 ore e 18 i decessi. È quanto emerge dall’odierno bollettino del ministero della Salute che aggiorna anche il conteggio delle vittime dall’inizio della pandemia: 128.047. Ieri i nuovi contagi erano stati 6.171 mentre 19 le vittime. Aumentano i ricoverati: con sintomi 1.812 casi (+ 82 rispetto a ieri) e 201 in terapia intensiva (+7), con 20 ingressi nelle ultime 24 ore.

In leggero calo, invece, il tasso di positività: sono 247.486 i tamponi molecolari e antigenici per il coronavirus effettuati nelle ultime 24 ore in Italia (ieri erano stati 224.79) e con il numero di casi positivi scende leggermente al 2,67%, rispetto al 2,7% di ieri. I casi in Italia dall’inizio dell’epidemia sono 4.343.519, i morti 128.047. I dimessi e i guariti sono invece 4.132.510, con un incremento di 2.117 rispetto a ieri. Gli attualmente positivi sono 82.962, in aumento di 4.478 unità nelle ultime 24 ore. La regione che oggi registra il maggior numero di nuovi casi di positività è il Veneto, con 1.046 (ieri 737); quindi il Lazio con 845 (ieri 780), la Sicilia con +724 (ieri 719), la Toscana con +720 (ieri 748), la Lombardia con +678 (ieri 661).

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