Incendio in una casa di riposo a Milano, 6 morti e oltre 80 ricoverati

Incendio in una casa di riposo a Milano, 6 morti e oltre 80 ricoverati
7 luglio 2023

Sei pazienti morti e 81 ricoverati negli ospedali di Milano e hinterland. E’ questo il bilancio aggiornato alle 7 dell’incendio divampato intorno all’1.20 di questa notte nella residenza per anziani Casa dei Coniugi, in via dei 500 a Milano. Questi i nomi delle vittime: Nadia Rossi di 69 anni; Laura Blasek i 86 anni; Mikhail Duci di 73 anni; Anna Garzia di 85 anni; Loredana Labate di 84 anni e Paola Castoldi di 85 anni. Secondo i primi accertamenti l’incendio è scoppiato in una camera al primo piano forse per un cortocircuito.

 

Il cordoglio di Mattarella e Meloni

Per i sei pazienti morti il decesso è stato constatato sul posto, mentre gli altri 81 feriti sono stati trasferiti in 15 diversi pronto soccorso delle strutture ospedaliere di Milano e hinterland. Tutti i pazienti ospedalizzati hanno riportato in forma più o meno severa sintomi da inalazione da fumo ma nessuno paziente risulta ustionato. Nel dettaglio due pazienti sono stati ricoverati in codice rosso, 14 in codice giallo e gli altri 65 in codice verde. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha inviato un messaggio al Sindaco di Milano Beppe Sala nel quale esprime “il cordoglio per le vittime del gravissimo incendio che ha colpito la `Casa dei coniugi`e la città di Milano”. Lo riferisce il Quirinale, aggiungendo che “Mattarella ha espresso vicinanza e solidarietà ai feriti e ai soccorritori, augurandosi che venga ben chiarita la dinamica dell`accaduto”.

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“A nome mio e del Governo, esprimo massima solidarietà alle persone coinvolte nell`incendio divampato questa notte in una struttura per anziani a Milano. Sincere condoglianze ai familiari delle vittime e un augurio di pronta guarigione ai feriti” ha dichiarato via social la premier Giorgia Meloni. intanto, l’assessore al Welfare di regione Lombardia, Guido Bertolaso fa sapere che sono circa “150 le persone che devono essere ricollocate in diverse strutture, di questi una metà sono quelli che sono stati tratti in salvo dall’incendio e loro hanno priorità” mentre “anche gli oltre 80 inquilini di un altro padiglione che non era stato interessato dall’incendio devono lasciare il centro” perché “il sopralluogo dei vigili del fuoco ha dichiarato completamente inagibile la struttura”. 

La procura

“Non ho ancora avuto modo di sentire la registrazione della chiamata di emergenza, ma mi è stato riferito che l’allarme è stato dato da un soggetto del personale di turno di notte”. Lo ha detto la procuratrice aggiunta Tiziana Siciliano, responsabile del dipartimento “Tutela della salute, dell’ambiente e del lavoro” . Anche sul numero di operatori in turno nella struttura di proprietà del Comune e gestita da Proges sono in corso gli accertamenti degli inquirenti. Da quanto appreso erano otto in servizio a fronte di 159 pazienti.

Cortocircuito l’ipotesi più concreta

Un cortorircuito di un apparecchio elettrico presente nella camera 605 che per prima cosa ha danneggiato il letto di una delle degenti  e ha sviluppato delle fiamme che hanno poi in tempi molto brevi bruciato tutto ciò che stava intorno, comprese sacche di ossigeno, armadietti e carrozzine. È l’ipotesi più concreta che dovrà esser confermata dalle analisi dei vigili del fuoco anche per accertare da quale apparecchio siano partite le fiamme. Il letto è a prima vista quello che risulta più danneggiato e quindi potrebbe essere un suo componente all’origine delle fiamme ma nella camera erano presenti apparecchiature elettroniche da cui potrebbero essere scaturito l’incendio che ha interessato solo quella stanza mentre le altre quattro vittime sono state causate dal fumo che ha saturato il corridoio.

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Il racconto di Tarciso

Tra gli intossicati nell’incendio ricoverati al Policlinico c’è “un vecchietto di 95 anni che mi ha descritto punto per punto tutto quello che è successo stanotte con grande lucidità. Ha perso purtroppo delle persone che sono vicine a lui”, ha svelato Bertolaso. Il signor Tarciso, originario di Firenze, ha raccontato che al momento del rogo “voleva un martello per rompere il vetro perché aveva visto del fumo e voleva farlo uscire. Poi ha preso un asciugamano bagnato e se lo è messo intorno al volto. Lo farei nuovo capo della protezione civile”, ha scherzato Bertolaso.

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