Inter, la festa di San Siro vale quasi uno scudetto: Roma travolta 5-2
La squadra di Chivu liquida i giallorossi con una doppietta di Lautaro al rientro dall’infortunio, un colpo da fuori di Calhanoglu e le reti di Thuram e Barella, portando a nove punti il vantaggio sul Milan e a dieci quello sul Napoli alla vigilia del derby del Maradona.
Lautaro Martínez e Marcus Thuram (foto x.com/Inter)
Il Re è tornato, e lo ha fatto con il cronometro ancora fermo a un minuto. Lautaro Martinez segna al 1′, firma la doppietta al 7′ della ripresa e l’Inter travolge la Roma 5-2 a San Siro con una prova di forza che ricorda a tutto il campionato chi detta il ritmo. Milan a -9, Napoli a -10: il Maradona di lunedì è il banco di prova degli inseguitori.
Il gol dopo un minuto, l’esultanza rabbiosa
Assente dalla trasferta di Bodø del 18 febbraio per un problema muscolare al polpaccio, Lautaro Martinez non aspetta nemmeno di scaldare i muscoli. Akanji innesca l’azione sulla destra, Thuram serve rasoterra e il capitano argentino scarica in rete da pochi metri: sessanta secondi, gol, esultanza liberatoria. La Thu-La si ricompone per la prima volta da Inter-Juventus del 14 febbraio, e lo fa con una rabbia che vale più di qualsiasi dichiarazione pre-partita. L’Inter aveva bisogno di un segnale, e il suo attaccante lo ha fornito nel tempo minimo fisiologicamente possibile.
Seguono venti minuti di controllo nerazzurro, con quattro occasioni aggiuntive — lo stesso numero prodotto in novanta minuti contro la Fiorentina — ma la Roma riprende campo e convinzione, soprattutto sulla sinistra grazie all’intraprendenza di Pisilli. La squadra di Gasperini cresce nonostante le assenze pesanti di Koné e Wesley: Sommer deve compiere una piccola acrobazia su un colpo di testa di Malen, e al 40′ nasce una discussione sul braccio di Akanji. Il rigore non viene concesso, ma mentre la Roma protesta, Rensch crossa da sinistra sfruttando il ritardo di Dimarco: la palla è lenta, taglia fuori la difesa schiacciata e Mancini irrompe da dietro, anticipa Thuram di testa e pareggia.
Calhanoglu da trenta metri chiude il primo tempo
La reazione interista è immediata e spettacolare. Una conclusione da oltre trenta metri di Calhanoglu sale, poi scende e beffa Svilar: 2-1 prima dell’intervallo, con un gol che vale per qualità quanto per tempistica. Il colpo del centrocampista turco è la risposta più eloquente al momentaneo riequilibrio tattico prodotto da Gasperini: ogni spazio lasciato all’Inter, anche il più improbabile, diventa pericolo.
Nell’intervallo, però, la Roma perde Mancini per un problema all’adduttore. Dentro Ghilardi. E la ripresa si apre con lo stesso copione del primo tempo, accelerato.
Il diluvio nel secondo tempo: tre gol in undici minuti
Al 7′ della ripresa, Thuram serve Lautaro con un assist che contiene anche un pizzico di fortuna — rimpallo con Rensch che sorprende la retroguardia romanista — ma il piatto destro del capitano è preciso e freddo: 3-1, doppietta, missione compiuta. Tre minuti dopo, su corner di Calhanoglu, lo stesso Thuram va incontro al pallone di testa, elude la marcatura di Celik e trova l’angolo più lontano: 4-1, ko tecnico. Al 17′, Barella chiude i conti irrompendo in area, vincendo un rimpallo e scaricando sotto l’incrocio: 5-1, partita archiviata in meno di un tempo.
Pellegrini accorcia con un rasoterra angolato al 25′, fissando il 5-2 finale. Magra consolazione per Gasperini, alla decima sconfitta consecutiva contro i nerazzurri. La Roma, che era la seconda miglior difesa del campionato, deve ora guardarsi anche alle spalle: l’Atalanta può avvicinarsi a un punto in caso di vittoria a Lecce.
Il messaggio al Maradona
L’Inter si gode il ritorno alla vittoria nella sera giusta: dopo tre turni senza i tre punti in campionato, il 5-2 alla Roma è una risposta di sistema, non solo individuale. Chivu ha ritrovato il suo attaccante, la coppia Thu-La ha ripreso la sua inerzia, e la classifica parla chiaro. Lunedì sera, al Maradona, Milan e Napoli si sfidano sapendo che vincere non basta più per sperare: serve che l’Inter inciampi. E stasera, l’Inter ha ricordato a tutti quanto sia difficile.
