Inter-Milan 1-0, Lautaro porta i nerazzurri in finale di Champions

Inter-Milan 1-0, Lautaro porta i nerazzurri in finale di Champions
Lautaro Martinez
17 maggio 2023

L’Inter stacca il biglietto per Istanbul dove, sabato 10 giugno, alle ore 21.00, presso l`”Atatürk Olympic Stadium”, affronterà Real Madrid o Manchester City per cercare di vincere la quarta coppa dei campioni della sua storia. Tre vinte, contro il Real nel 1964, il Benfica nel 1965 e il Bayern Monaco nel 2010. Perse le finali del 1967 e 1972 contro Celtic e Ajax. Una italiana torna in finale a sei anni dall’ultima volta (la Juventus nel 2017) e a 13 anni dall’ultima vittoria (l’Inter nel 2010).

A San Siro, dopo il 2-0 dell’andata in “casa” del Milan, l’Inter non solo difende il vantaggio ma, decisamente più propositivo, conquista la vittoria 1-0 con un gran gol di Lautaro Martinez. Al 78′ azione confusa in area, dove Lukaku tiene vivo il pallone e lo apre per il Toro: sinistro teso indirizzato sul primo palo, Maignan non riesce a opporsi. Ecco l’1-0 per la squadra di Inzaghi che manda l’Inter a Istanbul. Partita sempre in controllo per Simone Inzaghi. Nel primo tempo dopo 10′ uscita coi tempi sbagliati del portiere interista sul cross di Messias, Giroud fa la sponda ma Darmian anticipa Tonali da pochi passi. Il Milan sfiora l’1-0 dopo poco: Tonali sfonda a destra e mette in mezzo, dove il piattone di Brahim è parato a terra da Onana.

Meglio l’Inter nelle primissime battute, poi il Milan alza i ritmi e costruisce una grande chance non sfruttata da Diaz. Al 38′ si accende Leao, che vince un contrasto con Darmian e sfonda in velocità: fuori di pochissimo il suo diagonale col sinistro. Passa un minuto: punizione tesa di Calhanoglu, deviazione di testa di Dzeko e clamoroso riflesso del portiere del Milan che gli nega il gol. Al 74′ Inter in vantaggio: ancora a segno in un derby, Lautaro Martinez scatena i tifosi nerazzurri e avvicina l’Inter a Istanbul. Azione confusa in area, dove Lukaku tiene vivo il pallone e lo apre per il Toro: sinistro teso indirizzato sul primo palo, Maignan non riesce a opporsi. Ecco l’1-0 che vale la finale di Champions.

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Parla Inzaghi

“Una emozione grandissima, è un sogno che avevamo coltivato già dai sorteggi. Dovevamo crederci, ma l’abbiamo ottenuto con merito: nessuno ci ha regalato niente, abbiamo avuto un percorso lungo, con delle difficoltà, ma penso che ce lo siamo guadagnato. È una serata splendida, domani ci renderemo conto, ma non si può chiedere di più”. Così Simone Inzaghi commenta, in conferenza stampa, la qualificazione alla finale di Champions. 
Che impulso per la scuola italiana. “È una soddisfazione incredibile, Invernizzi era l’unico allenatore italiano ad aver raggiunto la finale di Champions con l’Inter. Sono orgoglioso, è un traguardo ottenuto con merito, abbiamo fatto, a parte il girone che sappiamo dove siamo passati, andando a Plzen che se non vincevamo forse non riuscivamo neanche a passare il turno, siamo passati per Porto, Lisbona, la semifinale col Milan. Sono stati giorni intensi, organizzare una gara così in due giorni e mezzo non è da tutti. Ragazzi strepitosi, complimenti a loro”.

Quando sono stati sorteggiati i gironi, pensava di più al campionato o ad arrivare in finale di Champions? “Parla la mia carriera, giovane. Io non guardo competizioni, campionato, non faccio distinguo: sapevamo cosa ci avrebbe aspettato quest’anno, soprattutto dal primo aprile in poi. Non dimentichiamo che c’è stata una Supercoppa a gennaio, se n’è parlato poco forse perché l’Inter l’ha vinta anche l’anno scorso. Il primo pensiero di questa sera è che quando sono stato ingaggiato dall’Inter mi è stato chiesto di arrivare agli ottavi dopo 11 anni: l’anno scorso ce l’abbiamo fatta, adesso siamo in crescendo e c’è grande soddisfazione per il lavoro mio e del mio staff”. Vuole essere l’allenatore dell’Inter anche l’anno prossimo: “Assolutamente sì, ho un contratto anche per l’anno prossimo. Serate del genere ti legano ancora di più all’ambiente dove sei, ma non c’è bisogno: io e il mio staff ci mettiamo un impegno folle, siamo stati bravi ad ascoltare poco e lavorare tanto nei momenti meno belli… Da Plzen a Istanbul il viaggio è stato lungo, so chi ci è stato e chi ci è stato un po’ meno: sono nel calcio da anni, sono un allenatore che sa qual è il suo mestiere”.

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Chi preferisce tra Real e City: “Chi capita, capita male. Guarderò la partita di domani come ho visto l’andata, la seguiremo con attenzione: ho dato un giorno di riposo ai giocatori domani, perché era dal primo di aprile che non l’avevamo. È stato meritato, da giovedì ci ritroveremo perché abbiamo da preparare una partita di campionato a Napoli. Voto? Adesso è molto molto positivo per il cammino fatto nelle coppe, da Riyad alla finale che sarà da fare mercoledì. Un voto non piace darlo, ma si può migliorare avendo due finali da fare”. In Inghilterra sembra che la finale sia City-Real. “Io penso che l’Inter e il Milan abbiano fatto un’ottima semifinale tutte e due. È un derby cittadino e sono state due partite intense, è normale che quando vai ad affrontare il City o il Real si parte sfavoriti, ma il calcio è sempre aperto: il Real Madrid l’abbiamo incontrato l’anno scorso e abbiamo perso due partite, ma giocando bene. Il Manchester City non ha bisogno di presentazioni: guarderemo e chi arriverà arriverà”.

Lautaro in un momento pazzesco. Può ambire al Pallone d’Oro: “Chiaramente sì, è un giocatore ancora giovane, con tantissime qualità, non è solo un finalizzatole e lavora tantissimo per la squadra. Stasera è stato grandissimo in entrambe le fasi. Sono contento di allenarlo, è stata una serata fantastica un po’ macchiata dall’infortunio di Mkhitaryan: speriamo non sia grave, è un giocatore importantissimo nella nostra economia. Mi spiacerebbe… Si è guadagnato su campo la possibilità di giocare due finali, qualcosina ha sentito”. È un percorso che si chiude da Istanbul a San Siro? “Sono d’accordo, non bisogna fare calcoli perché mi ha fatto venire in mente il ritorno di Liverpool al ritorno. C’era la possibilità di passare, si giocava col Torino tre giorni dopo e in quella gara abbiamo perso sia Brozovic che De Vrij. Però non mi piace fare calcoli, la Champions è la Champions, la Coppa Italia è la Coppa Italia, il campionato è il campionato. Non bisogna fare calcoli, ma dal primo aprile per arrivare a questa forma fisica abbiamo lavorato bene insieme allo staff e adesso abbiamo avuto delle valutazioni che ci hanno permesso di avere giocatori come Lukaku, Correa, Brozovic freschi”.

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L’anno scorso le hanno dato del pazzo dopo Liverpool. “Mah, sa, quello fa parte del gioco. Devo essere sincero, si è parlato tanto. Però per il mio carattere, per la mia educazione sono stato in silenzio e mi ha dato grandissima carica, tutto quello che è successo intorno a noi. Ho sentito tantissime cose, lo staff… Si è visto che staff ha Inzaghi, che professionisti. Poi ho dei giocatori a cui mancava soltanto un ultimo passo, di giocare una finale di Champions. Né io né i miei giocatori l’avevamo mai giocata”.

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