Inzaghi sfida lo Spezia: “Siamo il Palermo, ora serve il salto di qualità”
Pippo Inzaghi
Il Palermo riaccende i motori al Renzo Barbera per la prima giornata del girone di ritorno. Filippo Inzaghi, alla vigilia della sfida contro lo Spezia prevista per le 17.15, chiede ai suoi una prova d’orgoglio e maturità. Nonostante la squalifica che lo costringerà a seguire i novanta minuti dalla tribuna, l’allenatore rosanero traccia la rotta: rispetto per l’avversario, ma totale consapevolezza del proprio blasone per consolidare quanto di buono costruito nella prima parte del torneo.
La sfida che attende i siciliani non è di quelle da sottovalutare. Lo Spezia, pur avendo perso pedine fondamentali come i fratelli Esposito, resta una compagine temibile che l’anno scorso ha sfiorato palcoscenici superiori chiudendo al terzo posto. Inzaghi lo sa bene e non si fida della classifica o delle cessioni eccellenti degli avversari. Per il tecnico piacentino, il gruppo ligure conserva un’ossatura solida e un’identità precisa, elementi che richiedono la massima concentrazione sin dal fischio d’inizio.
La maturità dei rosanero passa dal Barbera
Il clima intorno alla squadra è di cauto ottimismo, ma Inzaghi preferisce puntare sulla ferocia agonistica. “Dovremo fare molta attenzione”, ha spiegato il tecnico in una conferenza stampa asciutta e priva di concessioni al superfluo. “Rispetto per tutti, ma noi siamo il Palermo. Mi auguro che questo spirito venga messo in campo domani sin dal primo minuto”. È un richiamo alla responsabilità per una piazza che sogna il ritorno nella massima serie e che vede in questa prima gara del girone di ritorno un test fondamentale per le ambizioni stagionali.
L’assenza di Inzaghi dalla panchina, dovuta a un turno di squalifica inflitto dal giudice sportivo, rappresenta l’unica nota stonata della vigilia. Tuttavia, l’allenatore non sembra preoccupato dall’idea di dover guidare i suoi dall’alto. La sua speranza è quella di osservare una squadra che non si lasci condizionare dalla sua mancanza fisica a bordo campo, ma che prosegua nel solco del miglioramento costante mostrato negli ultimi mesi. Una squadra che sappia essere coraggiosa, capace di prendere in mano le redini del gioco senza timori reverenziali.
La crescita del gruppo nei numeri del tecnico
I numeri, d’altronde, parlano a favore della gestione Inzaghi. Il Palermo si presenta a questo appuntamento con un bottino di dieci punti superiore rispetto a quello ottenuto nella passata stagione allo stesso punto del campionato. È un dato che il tecnico rivendica con fermezza, rispondendo implicitamente alle critiche che talvolta hanno accompagnato le prestazioni meno brillanti dei rosanero. “Siamo sulla strada giusta”, ha ribadito con tono assertivo, “se la squadra non fosse forte non avremmo questa classifica. Ma è chiaro che c’è ancora qualcosa da rifinire”.
L’analisi dell’allenatore si sposta poi sulla prestazione di Mantova. Nonostante il risultato non sia stato quello sperato, Inzaghi ha difeso a spada tratta la prova dei suoi. “Sono stato sempre molto cattivo quando la mia squadra non ha fornito le prestazioni dovute, ma dopo Mantova non ho detto nulla. Se giochiamo sempre in quel modo, le partite le vinciamo”. È un messaggio chiaro: la qualità del gioco e l’atteggiamento propositivo sono, nel lungo periodo, la garanzia del successo. La strada per la Serie A non ammette deviazioni o cali di tensione, specialmente in un torneo equilibrato come quello cadetto.
Il coraggio di osare oltre il risultato
L’ultimo tassello mancante sembra essere la capacità di “uccidere” i match. Quella cattiveria agonistica necessaria per chiudere le pendenze quando l’avversario è alle corde. Secondo Inzaghi, questa dote non si compra sul mercato, ma si acquisisce con l’esperienza e la fiducia. “Probabilmente verrà gara dopo gara”, ha ammesso, escludendo però che alla rosa manchi qualcosa a livello qualitativo. Il tecnico ha inoltre blindato il gruppo, sottolineando l’importanza dei subentrati: i cambi sono stati spesso decisivi e lo saranno ancora di più in un girone di ritorno che si preannuncia come una lunga battaglia di nervi e resistenza.
Al Barbera, dunque, non ci sarà spazio per i calcoli. Il Palermo è chiamato a dimostrare di aver metabolizzato gli errori della prima parte di stagione e di possedere quella maturità necessaria per puntare al vertice. Il confronto con lo Spezia sarà il termometro ideale per misurare le ambizioni di una squadra che, numeri alla mano, ha già dimostrato di essere profondamente diversa e più competitiva rispetto al passato recente.
