Politica

Ira Ala-Sc fuori dal governo, avanza “ombra” FI a Senato. Zanetti rifiuta incarico viceministro

Enrico Zanetti non sarà viceministro. Lo fa sapere lo stesso segretario di Scelta civica, lamentando un “atteggiamento incomprensibile” da parte del presidente del Consiglio. In sostanza, Zanetti non è “disponibile” alla “conferma quale viceministro al Mef, all’antipolitica delle conferme in blocco a prescindere, dei governi fotocopia dove l’unico che ha il coraggio di fare un passo indietro è Matteo Renzi, preferiamo la politica”. Dunque, fuori da governo e ‘sottogoverno’ e con un ruolo che, almeno per ora, appare meno decisivo di qualche tempo fa a Palazzo Madama. Per i gruppi di Denis Verdini e Enrico Zanetti sembrano prospettarsi mesi più complicati di quelli vissuti con Matteo Renzi premier. Mesi in cui il puntello alla maggioranza messo dai verdiniani al Senato rischia di subire l’ombra prepotente di Forza Italia, che con Silvio Berlusconi appare sempre più indirizzata verso un’opposizione dialogante.

BERLUSCONI E’ quanto basta a far esplodere l’ira di Ala ed Sc contro il nuovo governo. A questo punto, il sostegno di Ala-Sc avverrà solo sui “provvedimenti che riterranno utili al Paese”. Stessa linea di Silvio Berlusconi che ha ribadito l’appoggio di FI alle misure che “riterrà positive per gli italiani”. A testimonianza del fatto che, a Palazzo Madama dove la maggioranza ha margini non certo ampi, i ruoli di FI e dei verdiniani potrebbero alla fine sovrapporsi. Con il rischio di un’implosione nel gruppo dei senatori Ala nei confronti dei quali, stando ai rumors parlamentari, le sirene azzurre sembrano cominciate a suonare. E, non è ancora un caso che oggi sia Maurizio Gasparri, uno dei colonnelli azzurri al Senato, ad avvertire Ala: “le porte sono chiuse ai trasformisti”. Di certo, con la rinuncia di Zanetti si chiude una trattativa nata male, con una prima rottura al momento della formazione del nuovo governo.

LE NOVITA’ E con Verdini che, a coronamento del sostegno all’esecutivo Renzi, chiedeva “una legittimazione politica” piena del suo gruppo. Una legittimazione che, da Gentiloni, tuttavia non è mai arrivata.  Eppure Ala era disposta anche ad offrire l’appoggio esterno pur di non chiudere i ponti con la maggioranza. Ma nulla da fare: Gentiloni (tramite Lotti) ha fatto sapere a Verdini che non intende modificare il perimetro, verranno riconfermati in pratica tutti i viceministri e i sottosegretari. Cambiamento in vista per Faraone (trasloca al ministero dei Trasporti) e nulla piu’. Fonti parlamentari di Ala-Sc parlano di un incontro di ieri tra Verdini, la delegazione del gruppo e il ministro dello Sport all’ora di pranzo.

L’INCONTRO Un colloquio durato piu’ di un’ora in cui il neoministro avrebbe spiegato all’ex coordinatore di FI che l’intenzione del premier e’ quella di andare avanti senza cambiamenti. Verdini ha poi radunato il gruppo, non nascondendo la sua rabbia per la porta chiusa.  Forse – ma al momento sembra difficile -, arriveranno degli incarichi a Palazzo Madama (sono vacanti, tra l’altro, la vicepresidenza dell’Aula e la presidenza della Commissione Affari Costituzionali). Forse la partita vera sarà a primavera, stagione di nomine a capo enti pubblici chiave. Nel frattempo, ad applaudire la decisione di Zanetti sono i due capogruppo Lucio Barani e Saverio Romano. Una scelta che “testimonia la nostra compattezza e risponde a chi ci dipingeva in attesa di poltrone o prebende”, affermano. Una compattezza che, nella difficile navigazione parlamentare dei prossimi mesi, servirà ad Ala-Sc a tornare, quando ne ricapiterà l’occasione, numericamente decisivo.

Segui ilfogliettone.it su facebook
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Se avete correzioni, suggerimenti o commenti scrivete a redazione@ilfogliettone.it
Condividi
Pubblicato da