Italia, la strada per il Mondiale passa da Bergamo: ecco i ventisette convocati
Rino Gattuso
La macchina si rimette in moto. Domani sera il raduno a Coverciano segna l’avvio ufficiale della “missione Mondiale” della Nazionale italiana: giovedì 26 marzo (ore 20.45, diretta su Rai 1) gli Azzurri scendono in campo al Gewiss Stadium di Bergamo per la semifinale dei play-off contro l’Irlanda del Nord. È un formato che non lascia spazio alle attenuanti. Si vince oppure si va a casa. In caso di successo, martedì 31 marzo l’Italia si gioca il pass per la Coppa del Mondo in trasferta, contro la vincente dell’altro confronto in programma tra Galles e Bosnia ed Erzegovina.
Lo schema è netto: le due semifinaliste sconfitte del percorso A, qualunque esse siano, disputeranno comunque un’amichevole il 31 marzo. Per gli Azzurri, nell’ipotesi di eliminazione, si tratterebbe di recarsi a Cardiff o a Zenica. Un consolation prize che interessa poco. Il vero obiettivo è altrove.
La rosa: blocchi di club e variabili internazionali
Il commissario tecnico, Rino Gattuso, ha diramato una lista di ventisette nomi. Tra i portieri figurano Elia Caprile (Cagliari), Marco Carnesecchi (Atalanta), Gianluigi Donnarumma – ora al Manchester City – e Alex Meret (Napoli). In difesa il gruppo è ampio e variegato: Alessandro Bastoni e Federico Dimarco dell’Inter, Alessandro Buongiorno e Leonardo Spinazzola del Napoli, Riccardo Calafiori dell’Arsenal, Andrea Cambiaso e Federico Gatti della Juventus, Gianluca Mancini della Roma, Diego Coppola del Paris FC, Marco Palestra del Cagliari, Giorgio Scalvini dell’Atalanta.
A centrocampo la struttura è quella collaudata: Nicolò Barella, Davide Frattesi (entrambi dell’Inter), Bryan Cristante della Roma, Manuel Locatelli della Juventus, Niccolò Pisilli ancora della Roma, Sandro Tonali del Newcastle. In attacco le scelte riflettono un ventaglio ampio di profili: Federico Chiesa del Liverpool, Francesco Pio Esposito dell’Inter, Moise Kean della Fiorentina, Matteo Politano del Napoli, Giacomo Raspadori dell’Atalanta e Mateo Retegui, ora all’Al-Qadsiah in Arabia Saudita.
Una lista che attraversa sette campionati diversi
La geografia della rosa racconta qualcosa di preciso sulla distribuzione del calcio italiano nel mondo. I giocatori sono distribuiti tra Serie A, Premier League, Ligue 1, Championship (nel caso del Paris FC, secondo livello francese), Saudi Pro League e Premier League scozzese no, ma tra campionati di primo piano europei sì. Il blocco italiano resta preponderante, con Inter, Juventus, Napoli e Roma come azionisti di riferimento. Tuttavia, la presenza di elementi in Premier League – Calafiori all’Arsenal, Chiesa al Liverpool, Tonali al Newcastle, Donnarumma al Manchester City – introduce variabili di ritmo e intensità che il commissario tecnico dovrà sapere gestire nei tempi stretti di un raduno.
Esposito, alla sua prima convocazione in un contesto così diretto e decisivo, rappresenta invece la scommessa generazionale. La sua presenza accanto a Retegui e Kean configura un reparto offensivo con caratteristiche diverse e complementari.
Il formato play-off: nessuna rete di sicurezza
Vale la pena ricordare la struttura del percorso. Questi play-off non prevedono partite di ritorno. Non esiste doppia sfida, non esiste la regola dei gol in trasferta. Una sola gara, novanta minuti più eventuali supplementari e rigori, decide tutto. È il formato che rende ogni errore potenzialmente fatale e ogni disattenzione irreversibile. Per una Nazionale che porta ancora il peso dell’eliminazione al Mondiale del 2022 – e del mancato accesso a quello del 2018 – il contesto psicologico è tutt’altro che neutro.
Il Gewiss Stadium di Bergamo, scelto come sede, non è una location casuale: impianto moderno, tifo caldo, terreno che negli ultimi anni ha ospitato le notti europee dell’Atalanta. Un contesto familiare per almeno cinque dei convocati – Carnesecchi, Scalvini, Raspadori tra gli altri – e potenzialmente favorevole all’intensità di gioco che il commissario tecnico predilige.
